Per concludere la nostra prima uscita autorizzata nel mondo delfoto e romanzocon le foto e le storie e gli attori e le pose e i teatri e i set ma non gli ott e i nov menchemeno, ci rechiamo oggi, e in questo specifico post, sul campo, alla ricerca delproto-foto-romanzo cattivickassai parecchio anche più dikilling, di cui avete già saputo, – se siete lettori fedeli, altrimenti uffa – e quindi andiamo. La particolarità di questofoto-romanzo a fumettiè che dopo qualche anno di pubblicazioni ha perso le foto, ed è diventato tutto fumetto, e che fumetto, con i disegni di un giovaneMilo e poi Manarae i testi diMario Gomboli, che se qualcuno non avesse informazioni fresche, era uno dei papà dell’eroe nero più famoso di sempre, almeno a casa nostra, che si chiamava e si chiamao si fa chiamare Diabolik.

La trama è semplice e scontata, ma non era quella a interessare il pubblico di maschietti che decretò il grande successo della testata. ProtagonistaLong Flang– nome davvero originale – agente speciale dell’FBI, ntegerrimo e puntiglioso, ligio e bigio al dovere, uno tosto, nsomma.Long Flang, – sembra un campanello sbilenco, non ditelo ad alta voce, mai, soprattutto se siete vicino a qualcuno – è però anche un super cattivo, ntabarrato di nero con maschera d’ordinanza e cappio a collo in ricordo del padre giustiziato innocente col capestro di cui sopra. L’alter e l’ego del poli e ziotto, fuori da ogni regola e fuori da ogni limite di creanza, fa giustizia in senso metà e forico ma pure e anche nell’altro senso. Ovvero, il nostrosuper nero assai,cattura i rei li giudica ne decide la pena e la esegue immantinente. Inutile dire che sovente, per non dire sempre, la pena inflitta è quella capitale e non minuscola come molti di noi si potevano immaginare. La motivazione principale alla qualeGeniussottende – certo e ne vado fiero, provateci voi se vi riesce a sottendere così – è la vendetta contro la società ingiusta che gli ha ingiustamente portato via il babbo detto papà, o più seriamente padre, ma quest’ultima non ci trova concordi.

L’asino come perKilling, anche inGenius, cascava sui centimetri scoperti delle procaci interpreti, e sulle tematiche forti, per non dire eccessive – per l’epoca – in cui il nostro eroe, si fa per dire, veniva a trovarsi, nel mentre delle sue avventure. Nel mezzo delle pubblicazioni poi, iniziate poco prima dikilling, nel 1966, a Genius, che vi vada o non vi vada a genio – battuta – sono capitate peripezie, fariazioni anche con la v, e alcuni testacoda, che nemmeno nell’automobilismo di velocità per non dire di quello lento. Abbiamo già detto del cambio di paradigma – epperò – che ha spostato il fotoromanzo nel segmento fumettistico puro, ma non sapete ancora che anche il fotoromanzo nel corso della sua pubblicazione, in tutto82 pezzi, è stato modificato: nel formato – si è ingrandito – nel nome della testata – divenutaGenius strip– proprio così, avete letto bene, ci si dava al nudo – si fa per dire –“di brutto”, e poi cambiata ancora, verso la fine delle sue pubblicazioni, sia nel nome –Super Foto Genius– sia nelle trame, ma soprattutto, nelle interpreti principali. Le attrici a supporto delGenius,ovveroMirna e Love, che passano i propri succinti pannicelli dalle sconosciuteUrsula Jeanise chissàchi, – nel senso che non sono riuscito trovare il nome e cognome della suddetta, – a quelli più noti, già allora, delleIsabelle Biagini, che era una ma tornava meglio pluralizzarla, eLuisa Rivelli. Nel cast dei personaggi ricorrenti dell’albo e del romanzo a foto,figurava anche la nemica del giaguaro,intesa come nemica diGenius– lo so che avevate capito, lo so –Lady Dark. Non è dato sapere neanche il nome dell’attrice che per molte decine di albi afoto e romanzisi è fatta ritrarre in essi panni, anche succinti per giunta. La pattuglia delle attrici più note arrivate sul calar della sera ad apparire suGenius– nel senso delle poche e ultime uscite delfoto e romanzonoir – comprendeva ancheMarisa SolinasePatricia Viterbo.

Vanno certamente ricordati e citati alcuni dei titoli più leggendari della serie con lefoto e i romanzi, del tipo di:Satana in reggicalzeo anche La mummia si spoglia; veri capisaldi della fantasia degli sceneggiatori del tomo; testi e titoli di cui si sono occupati perlopiù lo stesso editore della testata,Furio Viano, e lo scrittoreLuigi Naviglio, autore anche diKillinge di molti altri fumetti erotici del tempo, ma anche dello spazio, per non scontentare nessuno. Lo stesso editoreVianocomparirà anche fra gli sceneggiatori del fumettoGenius,uscito nel1969, assieme al già menzionatoGomboli, a Nino Cannata e Remo Pizzardi (Ermo),mentre ai disegni oltre a Milo Manara, che realizzerà22 albi dall’1al medesimo numero, vengono ricordati altri disegnatori come Victor Hugo Arias e PierenzoBoninsegna.L’esordio delMilo detto Manarasuccederà con l’albo uno denominato: il morso della lupa.
Del grande del fumetto abbiamo forse già parlato in precedenza anche qui sul Franti – per la statua allaBardot a Saint Tropeze per il fumetto aValentino Rossi– torneremo sicuramente ad occuparci di lui annodando i fili del suo rapporto con la musica nella sezionediscofumettidi questa rubrica, ma, e dico ma, per concludere degnamente questo post e non un altro, bisogna doverosamente aggiungere che nella storia, o meglio fra le leggende che circolano nel mondo sul suo debutto – di cui vi abbiamo testè narrato – la più accreditata lo indica come alle primissime armi e senza curriculum, quindi molto difficilmente proponibile a un editore alle prese con una nuova avventura editoriale. Tale impasse fu superata – leggenda vuole – grazie alle buone entrature dell’amicoGombolipresso l’editore medesimo, ma, e forse, soprattutto, grazie anche al curriculum – come dire, fantasioso – che il disegnatore e lo sceneggiatore amico, misero assieme per impressionare lo stessoFurio Viano. Cosa volevamo dirvi con questo? Saperlo. No no, in questo caso, l’apologo, o l’apostata, magari il novello, sta a significare che bisogna buttarsi, lo diciamo per gli Xe gliYin ascolto e pure per iZ, ovviamente. Buttatevi, seguite le vostre passioni, non esitate, sbagliare è umano e fa crescere, mentre rimanere sulla porta non porta – eheheheh – da nessuna parte. Bye

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