I muratori acrobati sono, a mio avviso, una similitudine, neanche troppo, ardita che rappresenta in modo perfetto la sempre maggiore precarietà del nostro quotidiano. Ogni cosa è sempre meno definita in questo presente in continuo divenire, non trovate? Le inutili – o forse erano utili ? – certezze di un tempo, non così lontano, sono state trasformate, plasmate in modo diverso, riformulate e cambiate, sovente nel loro stesso significato originale. Un tempo per lavorare ad una casa serviva aprire un cantiere, magari montare un’impalcatura, seguire un progetto. Oggi alpinisti prestati all’edilizia lavorano sospesi nel vuoto, per assicurare la risoluzione del problema in tempi ridotti e con esborsi più contenuti se non addirittura minimi, rispetto a prima. Acrobati al posto di muratori, per ridurre i tempi, i costi e gli impatti logistici del lavoro nell’area, con l’unica – trascurabile – incognita: dell’aumento esponenziale del rischio e dei pericoli a carico dei medesimi nello svolgere la pratica lavorativa in quel “particolare” modo. Ma tant’è. Se non puoi scavalcare un monte, passaci attraverso, e i cocci sono tuoi.
Magari domani potrai costruirti una casa coi cocci. E se poi dovessero esserci problemi di manutenzione potrai sempre rivolgerti all’edilizia acrobatica!
ps. ovviamente massima stima e comprensione a chi si guadagna la vita in questo modo, un po’ meno al sistema che sostiene e normalizza tali pratiche. Un altro esempio? Il lavoro povero ossimoro davvero sconcertante del sistema medesimo di cui sopra. Buona giornata
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