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Un Suono che Sfida le Leggi della Natura

È possibile cantare più note contemporaneamente? Per la maggior parte di noi, la risposta sembra un ovvio no. Eppure, da una terra remota dove la Siberia incontra la Mongolia, arriva un suono che sfida ogni concezione convenzionale della voce umana. Sono gli Huun-Huur-Tu, ambasciatori musicali della Repubblica di Tuva, un luogo dove la musica è un’eco diretta del paesaggio e un dialogo con gli spiriti della natura.

Il loro nome, poetico quanto la loro arte, significa “la separazione verticale dei raggi luminosi al tramonto o all’alba” – un’immagine che evoca perfettamente la qualità atmosferica della loro musica, capace di dipingere paesaggi luminosi e sconfinati attraverso il solo potere del suono.

Il Mistero del Canto Difonico

Il cuore della musica degli Huun-Huur-Tu è il khöömei, una tecnica vocale tradizionale tuvana conosciuta anche come canto difonico o armonico. Questa pratica ancestrale permette a un singolo cantante di produrre due o più note allo stesso tempo: una nota fondamentale profonda e continua (drone) e, sopra di essa, una o più armoniche acute che fluttuano come un suono ultraterreno, quasi come un fischio etereo.

Esistono diversi stili, tra cui:

  • Lo Sygyt, caratterizzato da fischi acuti e cristallini simili al canto degli uccelli
  • Il Kargyraa, che utilizza le false corde vocali per creare toni incredibilmente profondi, un’ottava sotto la nota fondamentale

È un’esperienza d’ascolto che scardina la nostra concezione convenzionale di canto e svela le incredibili possibilità della voce umana.

Una Tradizione Nata nell’Isolamento

Il suono degli Huun-Huur-Tu non può essere separato dalla sua terra d’origine. Il gruppo proviene dalla Repubblica di Tuva, una repubblica della Federazione Russa situata nella Siberia meridionale, al confine con la Mongolia. Questa regione, incastonata tra la taiga siberiana, il deserto del Gobi e i monti dell’Altai, è rimasta geograficamente isolata per gran parte della sua storia.

Proprio questo isolamento ha permesso alla tradizione musicale tuvana di rimanere inalterata nei secoli. La loro musica è la colonna sonora di questo paesaggio remoto, e la sua profondità misteriosa è un riflesso diretto della vastità e del silenzio delle steppe da cui proviene.

Dialogare con la Natura

Al centro della filosofia musicale tuvana c’è l’imitazione dei suoni della natura. I cantanti degli Huun-Huur-Tu usano le loro voci per replicare il suono delle cascate, il gorgoglio dei ruscelli, il canto degli uccelli, il fischio del vento tra le montagne e persino il galoppo dei cavalli.

Questa pratica è radicata nella credenza animista tuvana secondo cui il suono è il canale principale attraverso cui gli spiriti della natura comunicano con gli esseri viventi. La loro arte non è semplice intrattenimento, ma una forma di dialogo profondo con il mondo naturale – una “musica calorosamente umana, capace di imitare il battito cardiaco, il respiro, i sogni e il trotto dei cavalli”.

Dal Successo Internazionale al Riconoscimento Mondiale

Nonostante le loro origini remote e il loro suono arcaico, gli Huun-Huur-Tu hanno raggiunto un incredibile successo internazionale. Formatisi nel 1992 a Kyzyl con il nome originale di Kungurtuk, la loro svolta è arrivata grazie all’etnomusicologo americano Ted Levin, che li scoprì nel 1987 e organizzò il loro primo tour negli Stati Uniti nel 1993.

Da quel momento hanno collaborato con artisti occidentali del calibro di Frank Zappa, Ry Cooder, i Chieftains, il Kronos Quartet e Bela Fleck, portando il loro sound unico a un pubblico completamente nuovo. In un colpo di scena sorprendente, un remix del loro brano “Eki Attar” ha raggiunto la vetta delle classifiche musicali in Grecia nel 2002.

La critica mondiale ha celebrato il loro talento con elogi straordinari:

  • The New York Times li ha definiti “un miracolo musicale”
  • Newsweek ha consacrato il fondatore Kaigal-ool Khovalyg come “il Pavarotti del canto difonico”

Il Tour Italiano 2025

Per chi volesse vivere questa esperienza unica dal vivo, gli Huun-Huur-Tu torneranno in Italia nell’autunno 2025 con un tour imperdibile. La formazione attuale è composta da:

  • Kaigal-ool Khovalyg (voce, igil)
  • Sayan Bapa (voce, doshpuluur, chitarra, igil)
  • Radik Tyulyush (voce, byzaanchi, khomuz)
  • Alexey Saryglar (voce, dünggür, igil)

Date Confermate:

29 ottobre 2025 – Bologna

  • Luogo: AngelicA – Centro di Ricerca Musicale presso il Teatro San Leonardo
  • Orario: 20:30
  • Biglietti: A partire da € 23,50

30 ottobre 2025 – Firenze

  • Luogo: Teatro Cantiere Florida (festival H/EARTHbeat)
  • Orario: 21:30
  • Biglietti: Circa € 20 (ridotto € 18)

31 ottobre 2025 – Torino

  • Luogo: Folk Club
  • Orario: 21:30
  • Note: Concerto trasmesso anche in streaming online

1 novembre 2025 – Milano

  • Luogo: Teatro dell’Arte, Triennale (rassegna JazzMi)
  • Orario: 21:00
  • Biglietti: € 23 / € 28

Una Voce Antica per il Mondo Moderno

Gli Huun-Huur-Tu sono la prova vivente di come una tradizione musicale ancestrale, nata in uno degli angoli più isolati del pianeta, possa trascendere confini culturali e temporali per affascinare un pubblico globale e contemporaneo. La loro musica è un ponte tra mondi, un promemoria del profondo legame che unisce l’umanità alla natura.

In un mondo sempre più frenetico e disconnesso, il loro suono ci ricorda l’esistenza di una dimensione più autentica e contemplativa. Come un raggio di luce che, partito da una piccola iurta nella steppa tuvana, è riuscito a illuminare il mondo intero.

Ascoltali: https://youtu.be/T57Ixo6RR94?si=LrSgO5TcgQqhMx6-

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[Scopri di più: Leggi la nostra “Guida completa alla musica degli Huun-Huur-Tu – tecniche vocali, strumenti, storia e come apprezzare al meglio il loro suono”]

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