Come ti trasformo un tipo di contratto, perlopiù immobiliare, in un’occasione irripetibile per il mondo, di fare cose buone e giuste senza perdere ma anzi guadagnando tutti. Detto così sembra l’araba fenice, oppure il moto perpetuo, per non dire la pietra filosofale. Ma non perdiamoci di vista e proviamo ad andare avanti.
La definizione di comodato d’uso gratuito è questa:
un contratto (artt. 1803-1812 Codice.Civile.) con cui il comodante (proprietario) consegna un bene, solitamente un immobile, al comodatario per un tempo o un uso determinato, obbligandosi a concederlo gratuitamente. È una forma di prestito, spesso usato tra familiari, che richiede la forma scritta per la registrazione (entro 20 giorni) e consente agevolazioni IMU.
Una vale l’altra, se andate a cercare, qui e non là, troverete più o meno cose così, minuto più o meno. Adesso chiudete gli occhi e provate a immaginare un mondo capitalistico come il nostro in cui invece di speculare, soprattutto quelli che hanno tanto e tanto e di più, non solo privati ma anche e soprattutto industrie, enti, stati, ministeri, robi grossi insomma; invece di speculare si progetta e poi realizza: il bene comune. Pensate un attimo e poi smettete subito, sennò chissà che può succedere, a un mondo così. Siccome il comodato d’uso gratuito è un modello rap per il fisco direi di farci un rap intanto poi torniamo.
Al di là delle mie speculazioni filosofiche, di cui forse parleremo dopo, c’è già un mondo intero di speculatori veri che con l’abbaglio del comodato d’uso gratuito provano a vendere cose a persone, non viceversa, per ora, poi vedremo. Mi riferisco alle macchine per il caffè: “la macchina ve la diamo noi, voi dovete solo comperare le capsule”. E poi anche quelli dell’acqua potabile mineralizzata o altre diavolerie. “Non serve portare a casa pesanti casse d’acqua. L’acqua minerale ve la diamo noi gratuitamente con la macchina potabilizzatrice e mineralizzatrice o boh, voi dovete solo comperare le bombole per mineralizzare, i filtri per potabilizzare, e varie ed eventuali, ali ali.” Arrivano fresche fresche anche le auto in comodato d’uso. Come ci spiegano i tecnici dell’associazione nazionale delle assicurazioni italiane.
“La “prassi” che sembra essersi avviata da parte di soggetti privati che locano temporaneamente il proprio immobile (vedi bed and breakfast, swap home, temporary homes e similari) di concedere a turisti/terzi, verso un corrispettivo, anche l’uso temporaneo della propria autovettura come servizio accessorio, rappresenta una fattispecie che non risulta essere ancora stata analizzata dalle imprese assicuratrici italiane in maniera approfondita.”

Ovvero, pare che stia prendendo piede fra gli airbnbssieri la consuetudine di affittare gratuitamente – seeee – ai turisti, pure le loro auto insieme alle case. Così il turista risparmia sul noleggio eventuale di un mezzo, l’arbnbista aumenta i propri introiti, gratuitamente, e tutti sono felici, a parte le solite agenzie delle tasse che come spesso accade non percepiscono il dovuto, ammesso che debba essere, dato. Nel frattempo come l’ania spiega nella nota di cui sopra, gli assicuratori provano a inventarsi una polizza a copertura di questo uso comodoso delle auto degli arbinbisti comodate in uso ai turisti. Come dire, tutto il mondo è paese ma in Italia è meglio. Almeno così dice il puffo italiano.
Che è meglio

Dunque il sogno di un mondo migliore magari usando il comodato d’uso gratuito è già sfiorito, sfuggito, scappato? Ma no dai, che vai a pensare. Diciamo rimandato? Ma un’anticipazione non ci scappa, un breve accenno, un piccolo estratto? Non so amici cari e care e carum, sono un poco sfiduciato. Proviamo. Mi viene in mente che, ad esempio, molti enti pubblici di vario genere forma dimensione e posizione, detengono cose, case, posti, oggetti, beni e boni a vario titolo, fermi lì a prendere polvere per dirla con un eufemismo. Penso e magari lo dico adesso e poi taccio per sempre, alle caserme dismesse. E sto’. Il resto chissà e quando sarà. Bye

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