Cerca nel Franti
Sensi - Suoni, arti, cibo, mode…

Cadere si può, alzarsi verso l’alto anche.

Ci si rialza sempre, anche quando capita di cadere senza alcuno vicino. Il segreto è mantenere una certa “scapigliatura”, l’insalata sempre fresca e la luna sempre gibbosa.

Estratto

Il testo di Cristina Merlo è una riflessione poetica sulla resilienza umana e sulla capacità di rialzarsi dopo ogni caduta. Attraverso un mosaico di memorie personali, l’autrice ripercorre il suo legame con lo sport e il movimento, passando dalla ginnastica correttiva dell’infanzia alla disciplina spirituale del Tai Chi. Il racconto celebra la bellezza della vita quotidiana, suggerendo ricette semplici, momenti di convivialità e l’osservazione della natura come rimedi per l’anima. Al centro dell’opera emerge l’invito ad accettare le proprie imperfezioni, mantenendo uno spirito libero e spettinato, proprio come l’opera di Leonardo da Vinci citata in chiusura. In definitiva, la fonte esorta a coltivare la pazienza e l’amor proprio per affrontare le sfide dell’esistenza con rinnovata forza.

C’è chi a tre anni è già in palestra per inizio scoliosi, bello scoglio! Ma gli esercizi piacciono e basta pensare d’essere diritti. Tuta bianca. Va bene così. Quella piccola si rialzò vertebra dopo vertebra, con fatica, sola nell’arsura di un’estate acre come questa.

Si può cadere senza alcuno vicino.

A cinque anni arrivò la piscina non per piacere personale, ma sempre per raddrizzare! ne era già stufa.

Un giorno si ribellò, quella fu solo la sua prima levata di scudi, due insieme, un po’ di forza l’aveva, ne avesse avuta di piùùù.

Gli insegnanti erano duri, la maestra le tolse la mancina, incompatibile con la stilografica, colei in nero vestiva ogni sacrosanto giorno. La allontanò dall’amica Paola, perché un po’ si parlava, gran reato a sei anni. Inutile scrivere delle sorelle giuseppine, alcune buone per carità.

Come sport di sua sponte passò alla pallavolo, gioco di squadra. Già si andava meglio. Insegnante tedesca, non ne perdonava mezza, facciamo un quinto. Dopo un fragoroso bagher fece punto, si brasò il quadricipite sinistro e se ne andò. Salutò le compagne.

Finalmente tennis in gonnella, corse libere nel campo, colpi dal tufff, suono che indica: questa volta hai colpito bene. Maestro incredibilmente bravo. Una volta la testarda sbagliò un rovescio, ullalà non le poteva accadere. Scagliò la racchetta a terra, giunse una lavata di testa. “Signor Maestro aveva ragione, con lei rimasi ad imparare”.

Molto più in là nel tempo, ormai adulta: Tai Chi (non quello delle pubblicità!!). Amava la precisa vestizione con cintura bianca, tra l’altro tale rimase, ma non le importò. Salire tutti insieme sul tatami, piedi fermi, inchino sincrono col Maestro. Un istante magico: si entrava nella concentrazione. La musica: il puro silenzio dei respiri. Movimenti lenti di ogni singola parte del corpo, angoli perfetti dai piedi al capo. Tutti in file, uno specchio come aiuto. Nulla di semplice, attenzione e liberazione di ogni pensiero dalla mente. Negli spogliatoi cambio coi più giovani che entravano per il kung fu, tra quelli un’adolescente dai lunghi capelli, la figlia. Restava a guardarla…

Quindi non ci furono più Arti, vari sport dal sempre presente trekking, alla mountain bike, lo sci in neve fresca, salendo con gli impianti, bisogna scrivere la verità.  

                                     Ora basta, volto pagina! fatelo con me.


Che ne dite del cucinare? è quasi ora di cena.

Cosa ci inventiamo, non fate caso a me che sono quasi vegetariana. Aprite il frigorifero e gli armadi della cucina. Andate alla caccia di colori e profumi. 

Partiamo dal verde, fa caldo, ma ora a questo non ci pensiamo. Insalata e pomodoro, carote basilico origano coraggio un po’ di aglio rosso o cipolla, aceto di mele o limone, olio extravergine di oliva, in cima piovete lento il sale; aggiungiamo del bianco? proteine sotto forma di feta o mozzarella o toma di capra media stagionatura tagliata a cubetti.  Ho con me pane giallo, sì alla curcuma. Se non l’avete provate ad aggiungere nella vostra insalatiera questa spezia, all’inizio poca, poi scoprirete.  

Un dolce veloce? una o più uova intere, a seconda di quanti siete, sbattete vigorosamente, chi vuole aggiunge latte, opto per un goccio d’acqua ed infine maizena o farina. Amalgamate il tutto, ricordate siete al fresco.

Cercate una marmellata di qualità, cioccolato fondente, per i profondamente amanti della Nutella quella, miele di montagna. A voi la scelta.

Faremo una semplice crepe. Facile: padella antiaderente, olio sempre evo, fuoco al minimo, dopo aver riscaldato rovesciate l’impasto, ponete un coperchio e lentamente lasciate cuocere finché giunge il color giallo oro. Ora è pronta, spalmate supponiamo marmellata di albicocche e chiudete il dolce. Aspettate un attimo, si deve raffreddare e poi la potrete gustare. Per l’ultimo pasto della giornata credo possa bastare. Si dice: ci si ferma quando ancora si sente un languorino.  

Per una buona digestione: un caffé, un karkadé o un ashj come mi è stato suggerito dall’amica Renata. Due chiacchiere conviviali, musica a tutti gradita, la si ascolta e si vola chissà fin dove, dipende molto dal genere. Dopo un po’ resterà lei, solo lei, da ascoltare.


Stacco mi aspetta la mia insalatona

                           Ma ci rivedremo, dobbiamo arrivare a notte. Meglio ci immagineremo.

Prima del tramonto si fa spazio al canto degli uccelli, mangeranno, voleranno, alcuni vi si avvicineranno. Portatevi briciole, se già non vi conoscono. Sono specie che ricordano chi siamo a che ora ci spostiamo in andare e venire. 

Scendete nelle piazze, sulle panchine tra la gente e udite, giungeranno cani simpatici, bimbi vivaci o silenti, adolescenti perlopiù irriverenti com’è giusto che sia, alcuni umani vi parleranno, potrete sceglierli come no, forse per un attimo saranno quasi amici. Ci sono persone che si incontrano per poi sparire, capita che se ne serbi un nitido e buon ricordo.

Giungeranno Venere e le stelle, spero possiate ammirarle. Sono un magico sfarfallio che giunge da lontano, ma si fa ammirare sino nel profondo. State nel silenzio, è meglio di qualsiasi gemma, dei diamanti più pregiati.  

La luna è gibbosa crescente, ridete! insieme a tutti coloro che sono in crescita. 

Non contano le cadute, ci si rialza. Sempre. All’ennesima di queste si ha la certezza che in piedi con lo sguardo in avanti si sarà, avendo imparato ad amarsi ed accettarsi per come si è, per questo non dimenticando che la perfezione è inesistente. Esercizio e tanta preziosa pazienza. 

Che la forza sia con voi, con chi sta imparando ad averla, con chi è un po’ grigio, ma nella candeggina potrà lavarsi 😉 . Scusate ultimamente scivolo in rintocchi di polemica, non badateci.

Assolutamente la qui scrivente non è mai stata così bella. 

“La Scapigliata” un incompiuto di Leonardo da Vinci, nella Galleria nazionale di Parma.

Il titolo voleva essere quello di quest’opera, ma col testo non avrebbe avuto nessi immediati.

Leonardo Da Vinci Testa di fanciulla detta La Scapigliata


Scopri di più da Franti Magazine

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.