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Approfondimenti

L’Accademia del Franti

Versione estesa del mensile del FRANTI MAGAZINE con i principali temi toccati riassunti ed approfonditi.

Sestante quindicinale


La novità più evidente di questo ultimo periodo è sicuramente il completo restyling del sito che purtroppo avrà lasciato disorientati non pochi amici. Non è che l’abbiamo fatto per puro sfizio estetico, ma per rispondere alle esigenze di alcuni lettori che lamentavano come nel giro di pochissimi giorni i pezzi sparissero dalla home page. Ora abbiamo anche le frequenze, un nuovo modo per catalogare gli articoli che trovate sulla barra superiore e le serie che sono in coda agli articoli. Questi spazi non verranno popolati retrospettivamente salvo alcuni, ma a mano a mano che si inseriranno pezzi nuovi.

Per il resto, il periodo compreso tra il 28 febbraio e l’11 marzo 2026 è caratterizzato da una produzione editoriale densa e multidisciplinare, che spazia dall’analisi geopolitica alla filosofia della tecnologia, fino alla critica socioculturale. Il tema centrale che emerge trasversalmente è l’interrogazione sul potere e sulla consapevolezza: chi detiene il controllo dei processi decisionali e in che misura gli individui sono consci delle strutture che modellano la loro realtà.

I punti salienti includono:

  • L’automazione del lavoro intellettuale: L’intelligenza artificiale non è solo uno strumento tecnico, ma un meccanismo di espropriazione della conoscenza istituzionale.
  • Vulnerabilità geopolitica e alimentare: La crisi nello Stretto di Hormuz evidenzia la fragilità delle catene di approvvigionamento globali, legando indissolubilmente l’energia, la produzione di fertilizzanti e la sicurezza alimentare.
  • Dissoluzione dell’impresa e del soggetto: L’evoluzione tecnologica sta trasformando i luoghi in “non-luoghi” e gli individui in “non-soggetti” che agiscono come funzioni di un sistema, spesso inconsapevolmente.
  • Cooptazione del dissenso: Le strutture di potere contemporanee (es. il Festival di Sanremo) non escludono più il dissenso, ma lo integrano come forma di intrattenimento per legittimare il sistema stesso.

1. Tecnologia e Lavoro: L’Industrializzazione dell’Intelletto

L’analisi di Massimo V.A. Manzari approfondisce l’impatto dell’IA sul software enterprise, partendo da un crollo di capitalizzazione di 2.000 miliardi di dollari nel 2026.

La “Tragedia dei Commons” Istituzionali

Il concetto cardine è che le aziende, adottando l’IA per ottimizzare i processi, “insegnano” alla macchina la propria grammatica organizzativa. Questo processo accelera la disintermediazione del settore:

  • Anonimato dell’output: Come avvenuto con la meccanizzazione del pane nel 1948, l’output (contratti, consulenze) rimane costante mentre la figura professionale (avvocato, fornaio) diventa superflua.
  • Rischio Politico vs. Tecnico: Il paper The Wrong Apocalypse di Andrea Pignataro viene criticato per trattare il problema come meramente tecnico, ignorando le dinamiche di potere sottostanti.

Il Framework di Analisi (Sette Domande di Neil Postman)

Viene applicato il metodo di Postman (1997) per valutare l’adozione dell’IA:

  1. Quale problema risolve?
  2. Di chi è quel problema?
  3. Quali nuovi problemi crea?
  4. Chi viene colpito?
  5. Come cambia il linguaggio?
  6. Quali equilibri di potere ridisegna?
  7. Quali usi imprevisti rende possibili?

2. Geopolitica e Sicurezza delle Risorse

L’analisi geopolitica si concentra sulla crisi in Medio Oriente e sulle sue ripercussioni sistemiche.

Il Paradosso del Potere (Metafora di Chance il Giardiniere)

Ennio Martignago utilizza il film Oltre il giardino per descrivere l’attuale classe dirigente: attori che cercano istintivamente un “telecomando” (soluzioni simulate) mentre la realtà irrompe violentemente.

  • Crisi Iraniana: La decapitazione della leadership iraniana da parte di USA e Israele e il blocco dello Stretto di Hormuz mettono a rischio il petrodollaro, pilastro del potere statunitense.
  • La Protesta come Terapia: Le manifestazioni di massa sono descritte come gesti catartici ma privi di impatto reale, catalogati con efficienza industriale.

La Crisi dei Fertilizzanti e del Cibo

Il blocco di Hormuz ha causato un rincaro dell’urea del 30% in pochi giorni (+64% da dicembre 2025).

  • Dipendenza Strutturale: Un terzo dei fertilizzanti mondiali transita da Hormuz; a differenza del petrolio, non esistono riserve strategiche.
  • Soluzioni Proposte: Viene citata la lungimiranza di Rudolf Steiner (1924) sull’azienda agricola a ciclo chiuso e il concetto di “abbondanza frugale” di Serge Latouche per contrastare lo spreco alimentare (13 miliardi di euro all’anno solo in Italia).

3. La Vaporizzazione dell’Impresa Contemporanea

Il dossier di Martignago analizza la dissoluzione delle strutture sociali e aziendali tradizionali in tre fasi:

FaseDescrizioneImpatto
Non-luogoEvoluzione dei centri commerciali in “Town Squares” di marca (es. Apple).Simulazione di comunità che richiede affiliazione identitaria in cambio di dati.
Non-soggettoL’individuo come funzione strutturale che propaga narrazioni del brand.Reclutamento dell’autenticità spontanea per finalità commerciali (co-creazione).
Non-mediumTecnologia (visori, wearable) che diventa sfondo infrastrutturale.Ciò che non si vede non si critica, diventando normalità non discussa.

4. Critica Culturale e Sociologica

Sanremo 2026: La Cooptazione del Dissenso

L’analisi del Festival evidenzia due tendenze opposte:

  1. Restaurazione Canora: Una difesa psichica collettiva che rifluisce in forme artistiche rassicuranti e prevedibili.
  2. La “Supposta del Dissenso”: Il caso del rapper Sayf dimostra come il sistema includa le voci critiche per neutralizzarle, trasformando la protesta in spettacolo che genera consenso per il contenitore stesso.

Il Giappone come Laboratorio Demografico

In Giappone, il numero di animali domestici ha superato quello dei bambini, portando alla nascita della  “casa simbiontica” . Questo ecosistema tecnologico (monitoraggio remoto, alimentatori automatici) sostituisce i legami biologici con relazioni mediate dalla tecnica, sollevando dubbi sulla sostenibilità emotiva della società moderna.

5. Dossier sull’Intimità e il Corpo

Una serie di articoli traccia l’evoluzione della sfera privata:

  • Evoluzione Storica: Dal corpo pubblico e collettivo del Medioevo alla codificazione del pudore come marcatore di civiltà.
  • La Coppia Borghese: Nata nel XIX secolo come unità affettiva autonoma, ha liberato l’eros ma lo ha intrappolato nell’aspettativa totale, rendendo ogni delusione una catastrofe identitaria.
  • Le Case dell’Amore: Utilizzo dell’astrologia come grammatica psicologica per distinguere tra le diverse forme di legame (attrazione, contratto, fusione, cura).

6. Esperienze e Riflessioni Laterali

Accanto alle analisi strutturali, le fonti riportano contributi basati sull’esperienza diretta e la memoria:

  • Accessibilità: Una cronaca ironica sulle difficoltà concrete del viaggiare con disabilità in Italia, dove le norme scritte spesso non corrispondono alla realtà.
  • Antropologia del Gusto (Il Pescatore): Analisi del fotoromanzo italiano (Grand Hotel) e dell’archeologia dei fumetti (gli eroi con la “k”), visti come strumenti che hanno plasmato l’immaginario popolare.
  • Ecologia e Suono: Riflessioni sul cammino come pratica ereditata e sulla fenomenologia del suono (il rumore tra le betulle visto da un treno).

Siamo ancora noi

Le pubblicazioni analizzate descrivono un mondo in cui le infrastrutture invisibili — siano esse algoritmi di IA, rotte marittime o schemi psicologici borghesi — determinano la vita degli individui. Il compito del pensiero critico, come delineato in questi documenti, è far emergere la consapevolezza di queste strutture, distinguendo tra la “schiuma” inconsapevole dei processi globali e l’autenticità dell’esperienza vissuta.


Il Grande Inganno della Consapevolezza dalla “Schiuma” del Nostro Futuro Prossimo

1. Il Telecomando Rotto della Realtà

Siamo immersi nel 2026, un tempo che non si limita a scorrere, ma che sembra collassare su se stesso. Di fronte all’irruenza di una realtà geopolitica e tecnologica sempre più opaca, ci riscopriamo simili a “Chance il Giardiniere”, l’indimenticabile protagonista di  Oltre il giardino . Proprio come lui, proiettato in un mondo che non comprende se non attraverso lo schermo, cerchiamo istintivamente il telecomando per cambiare canale di fronte alle crisi. Ma lo schermo continua a trasmettere la sua narrazione fredda, i tasti non rispondono, eppure continuiamo a premerli: un gesto terapeutico collettivo, un bisogno atavico di fare qualcosa con le mani mentre tutto ci sfugge.Le recenti analisi emerse dall’ultimo digest de  Il Franti  ci suggeriscono che questo senso di impotenza non è un malfunzionamento, ma l’architettura logica del presente. Lo scopo di questo saggio è mappare i punti di rottura tra la nostra illusione di controllo e i sistemi — invisibili, onnipresenti, ontologici — che stanno ridisegnando la grammatica del lavoro, del cibo, del dissenso e dell’intimità.

2. Stiamo insegnando alle macchine come licenziarci (mentre alimentiamo la tragedia dei commons)

L’analisi di Massimo V.A. Manzari parte da un cratere finanziario: il crollo di duemila miliardi di dollari di capitalizzazione nel software enterprise tra gennaio e febbraio 2026. Al centro della tempesta c’è il paper  The Wrong Apocalypse  di Andrea Pignataro, CEO di ION Group e uomo più ricco d’Italia. Pignataro liquida il panico borsistico come un errore tecnico, ma Manzari ne svela l’involucro ideologico: quello che stiamo vivendo è la “tragedia dei commons della conoscenza istituzionale”.Ogni azienda, nel tentativo di ottimizzare i processi tramite l’IA, sta di fatto consegnando alla piattaforma la propria grammatica organizzativa. Stiamo istruendo le macchine a rendere superfluo il nostro stesso ruolo, accelerando una disintermediazione brutale. Per decodificare questo scenario, Manzari recupera il rigore di Neil Postman (1997), applicando all’IA le sue domande fondamentali:

  • Quale problema risolve la nuova tecnologia?
  • Di chi è, effettivamente, quel problema?
  • Quali nuovi problemi vengono creati e chi viene colpito?L’esito è una meccanizzazione del lavoro intellettuale che rende i risultati tragicamente anonimi, privandoli della firma umana.”La meccanizzazione non distrugge l’output, lo rende anonimo. Il pane continua ad arrivare sullo scaffale anche dopo che il fornaio è sparito.” —  Sigfried Giedion, 1948

3. La Geopolitica del Piatto: Perché il pane dipende da 34 chilometri d’acqua

La nostra sicurezza alimentare non è minacciata da un’astrazione, ma da un collo di bottiglia geografico di 34 chilometri: lo Stretto di Hormuz. La decapitazione della Guida Suprema iraniana da parte di USA e Israele ha innescato un blocco che ha fatto esplodere il prezzo dell’urea del 64% rispetto a dicembre 2025. Qui emerge il paradosso del “Sansone cieco”: gli Stati Uniti, nel colpire l’Iran, rischiano di abbattere le colonne del tempio su cui poggia il loro stesso potere, il petrodollaro.In questo scenario, la dipendenza strutturale dall’agrichimica — nata dal processo Haber-Bosch che trasformò i nitrati bellici in fertilizzanti — mostra tutta la sua fragilità. Non esistono riserve strategiche di urea, solo catene di approvvigionamento spezzate. Ecco che l’intuizione di Rudolf Steiner del 1924, che proponeva l’azienda agricola come organismo a “ciclo chiuso”, smette di essere un capriccio romantico per diventare lungimiranza strategica. Mentre l’Italia affronta l’abbandono di 3,7 milioni di ettari di terreni, l’autarchia agricola e l’abbondanza frugale di Latouche si rivelano le uniche difese contro la volatilità di un mondo che ha trasformato il cibo in un derivato del gas e della guerra.

4. La “Vaporizzazione” dell’Impresa: Benvenuti nel non-luogo di seconda generazione

Ennio Martignago analizza la dissoluzione dell’impresa contemporanea attraverso tre gradi di “vaporizzazione”: il non-luogo, il non-soggetto e il non-medium. Se Marc Augé definiva i non-luoghi come spazi anonimi di transito, oggi abitiamo i non-luoghi di seconda generazione, come la  Apple Town Square . Qui il “luogo” è simulato con precisione maniacale per neutralizzare il conflitto tramite il design, offrendo un ecosistema che non richiede cittadini, ma organismi funzionali.In questo spazio, l’individuo si trasforma in “schiuma”: un non-soggetto che propaga narrazioni del brand senza averle scelte, convinto di partecipare a una democrazia creativa che è, in realtà, reclutamento di autenticità spontanea. La tecnologia stessa subisce una vaporizzazione diventando “non-medium”: come l’elettricità, essa è onnipresente e strutturante, ma proprio perché invisibile, non viene discussa in termini esistenziali.”Ciò che non si vede non si critica, ciò che non si critica si normalizza, ciò che si normalizza modella senza resistenza.” —  Paradox di McLuhan (aggiornato)

5. La Trappola del Dissenso: Perché il sistema adora essere criticato

Il caso del rapper Sayf a Sanremo 2026 è la dimostrazione plastica di come il potere gestisca oggi la critica. Non esiste più l’esilio della voce fuori dal coro; esiste la sua cooptazione. La “supposta del dissenso” è il meccanismo con cui il sistema si autoguarisce: includendo la protesta sul palco più popolare d’Italia, il contenitore (il Festival, il mercato, la piattaforma) si autolegittima.Il dissenso diventa un gesto terapeutico che genera nuovo consenso, trasformando l’energia della critica in carburante per la struttura che si vorrebbe abbattere. La voce di Sayf non scalfisce l’istituzione, la rinforza, mostrandone la presunta salute e l’infinita capacità di assorbimento.

6. L’Intimità come Prigione: L’eredità pesante della coppia romantica

Anche la nostra sfera più privata è vittima di una rivoluzione incompiuta che affonda le radici nella storia della civilizzazione. Attraverso la lente della  Schamschwelle  (soglia di vergogna) di Norbert Elias, osserviamo la traiettoria che ci ha portato dai bagni pubblici collettivi del XIII secolo alla codificazione del pudore borghese.La rivoluzione borghese del XIX secolo ha liberato l’eros dai vincoli patriarcali, ma lo ha intrappolato nell'”aspettativa totale”. Avendo eletto l’altro come unica fonte di significato affettivo e identitario, la delusione amorosa è passata dall’essere un fastidio pratico a diventare una catastrofe identitaria. Abbiamo barattato la sicurezza delle strutture antiche con un carico di significato che l’individuo moderno, isolato nel suo “non-luogo” privato, fatica a sostenere.

7. La Schiuma che sceglie di sapere

Il filo rosso che attraversa queste analisi è una domanda sulla nostra sovranità residua: chi decide davvero per noi? Che si tratti di algoritmi che estraggono il nostro sapere istituzionale, di colli di bottiglia geopolitici che decidono il prezzo del nostro pane, o di spazi curati che modellano i nostri desideri, il perimetro della consapevolezza sembra restringersi.Tuttavia, come emerge dal digest de  Il Franti , la “schiuma che sa di essere schiuma” è già qualcosa di diverso da un organismo inconsapevole. La consapevolezza della propria funzione sistemica è il primo passo verso la diserzione. Non possiamo aspettarci soluzioni dall’alto, né telecomandi funzionanti: “Il cambiamento siamo noi, nessuno verrà a salvarci” (Kid Yugi).La domanda finale è dunque metodologica:  siamo disposti a restare organismi funzionali a un ecosistema che ci consuma mentre ci intrattiene, o siamo pronti a rivendicare il ruolo di cittadini consapevoli, iniziando a sabotare le strutture che ci governano proprio partendo dalla loro comprensione?


Decodificare il Potere tra Non-Luoghi e Non-Soggetti

1.La Mappa del Potere Invisibile

Nell’attuale panorama della tarda modernità, assistiamo a una paradossale “vocazione enciclopedica”: una produzione ipertrofica di dati che, anziché illuminare, finisce per accecare. Questo compendio si propone come una  mappa ragionata , uno strumento analitico necessario per squarciare il velo di Maya della tecnocrazia. Il cuore del problema risiede nella sistematica trasformazione di questioni squisitamente  politiche  — ovvero inerenti alla distribuzione del potere e alle scelte collettive — in meri problemi  tecnici .Quando un conflitto di interessi viene presentato come un’ottimizzazione algoritmica, la democrazia abdica in favore dell’efficienza. Guardare “sotto la superficie” significa comprendere che l’invisibilità è la forma suprema del controllo contemporaneo. Questa analisi parte dalla metamorfosi degli spazi che abitiamo, poiché è nella trasformazione del luogo fisico che si prepara la vaporizzazione del soggetto.

2. L’Evoluzione del Non-Luogo: Dalla Bruttezza all’Attraenza

Il concetto di “non-luogo” di Marc Augé — originariamente identificato con la “bruttezza” funzionale di aeroporti e autostrade — ha subìto una mutazione genetica. I nuovi “non-luoghi di seconda generazione”, come le  Apple Town Square , non respingono più il soggetto con la loro asetticità; al contrario, lo seducono simulando con meticolosità maniacale il calore del “luogo” tradizionale.

Tavola Sinottica: La Mutazione degli Spazi di Transito

Caratteristica,”Non-luogo Tradizionale (es. Aeroporti, Autostrade)”,Non-luogo di Seconda Generazione (es. Apple Town Square / Flagship Store)

Estetica,”Funzionale, spoglia, alienante.”,”Estetizzazione totale; simulazione del “”luogo”” e della piazza.”

Memoria,Assente; spazio del presente perpetuo.,Vetted Memory : Memoria filtrata e curata esclusivamente dal brand.

Conflitto,Gestito tramite procedure di sicurezza.,Neutralizzato a monte dal design e dall’architettura del consenso.

Contratto,”Esplicito (Biglietto, Pedaggio, Passaporto).”,”Invisibile (Cessione di dati, attenzione e affiliazione identitaria).”

I 3 Vettori della Colonizzazione del Brand

Trasformando il punto vendita in un “ecosistema”, il brand non si limita a vendere, ma colonizza il panorama cognitivo del soggetto attraverso:

  1. Capture (Cattura):  La permanenza non è più dettata dalla necessità funzionale, ma dal desiderio indotto di abitare un’esperienza.
  2. Extraction (Estrazione):  Ogni movimento e interazione nell’ecosistema viene convertito in dato, trasformando il tempo di vita in valore economico estratto.
  3. Identity-Substitution (Sostituzione Identitaria):  L’affiliazione al brand sostituisce la cittadinanza; l’individuo non “usa” un prodotto, ma “esiste” in quanto parte dell’organismo-brand.Questa estetizzazione dello spazio non è neutrale: essa necessita di un nuovo tipo umano, non più cittadino ma funzione strutturale del sistema.

3. La Nascita del Non-Soggetto: L’Identità come “Schiuma” del Brand

Il soggetto critico della modernità è stato rimpiazzato dal  Non-Soggetto . Se il brand è l’onda che attraversa il mercato, il non-soggetto è la  “schiuma sulla cresta dell’onda” . Egli è costitutivo del movimento, gli dà visibilità e forza, ma è privo di una direzione propria e, soprattutto, non sa di essere schiuma.Caratteristiche del Non-Soggetto:

  • Atrofia decisionale:  Non sceglie, ma reagisce a stimoli predisposti dall’infrastruttura digitale che ha interiorizzato.
  • Amplificazione acritica:  Funge da ripetitore di narrazioni virali, operando una propagazione priva di responsabilità etica o intellettuale.
  • Reclutamento di autenticità spontanea:  Il sistema estrae valore dal “mondo della vita” (Lifeworld). La spontaneità del non-soggetto è, in realtà,  lavoro non retribuito  che il brand utilizza per legittimarsi attraverso la cosiddetta “co-creazione”.Approfondimento: Dal Consumatore Razionale alla Funzione Strutturale  Il  consumatore classico  agiva secondo una logica di costo/beneficio, mantenendo un distacco, per quanto minimo, dall’oggetto. Il  non-soggetto contemporaneo  è invece vaporizzato nel sistema: egli non possiede il brand, ma viene posseduto da esso, diventando un terminale biologico che esegue le funzioni dell’ecosistema di appartenenza.

4. Il Non-Medium e l’Infrastruttura del Pensiero: IA e Invisibilità

Il potere oggi si esercita tramite il “Non-Medium”: tecnologie che, diventando onnipresenti, scivolano nello sfondo diventando invisibili come l’elettricità. L’Intelligenza Artificiale rappresenta l’apice di questa scomparsa. Come notava Sigfried Giedion nel 1948, la meccanizzazione rende l’output anonimo:  “Il pane continua ad arrivare sullo scaffale anche dopo che il fornaio è sparito.”

L’IA e la Tragedia dei Commons Istituzionali

L’adozione dell’IA non è un processo neutro. Le aziende, utilizzando l’IA per “ottimizzare”, stanno in realtà  insegnando alla macchina la propria grammatica organizzativa . Questo porta a una disintermediazione radicale: il sistema impara il processo e rende superfluo il capitale umano che lo ha generato.

Le Sette Domande di Neil Postman applicate all’IA

  1. Quale problema risolve?  Spesso problemi di profittabilità delle piattaforme, non bisogni umani.
  2. Di chi è quel problema?  Dei detentori del capitale algoritmico, non della collettività.
  3. Quali nuovi problemi crea?  La distruzione della “grammatica del lavoro” e la perdita di autonomia decisionale.
  4. Chi viene colpito?  Il lavoro intellettuale (medici, avvocati, creativi), la cui opera viene industrializzata e resa anonima.
  5. Come cambia il linguaggio?  Termini come “creatività” e “intelligenza” vengono ridotti a calcolo statistico.
  6. Quali equilibri di potere ridisegna?  Sposta il potere dall’individuo esperto verso i proprietari delle infrastrutture di calcolo.
  7. Quali usi imprevisti rende possibili?  Sorveglianza predittiva e automazione del conflitto.Il Paradosso di McLuhan aggiornato:  Quando una tecnologia diventa “infrastruttura” (non-medium), essa diventa  immune alla critica . Poiché non la percepiamo più come strumento, smettiamo di discuterne le implicazioni politiche, normalizzandone il dominio.

5. L’Industria del Dissenso: Cooptazione e Gesti Terapeutici

Il sistema contemporaneo non teme il dissenso: lo desidera. È il meccanismo della  “supposta del dissenso” : voci critiche (come il caso di Sayf a Sanremo 2026) vengono incluse nei grandi contenitori mediatici per dimostrare la “salute” e la “democraticità” del sistema stesso. La protesta viene trasformata in spettacolo, depotenziata e digerita.

  • Cooptazione:  L’inclusione del ribelle serve a legittimare il palcoscenico che lo ospita, trasformando l’attacco al potere in un contenuto di intrattenimento che genera consenso per il contenitore.
  • La Metafora di Chance il Giardiniere:  Di fronte alla complessità geopolitica — come la crisi del petrodollaro, il blocco dello Stretto di Hormuz o la vulnerabilità europea — il cittadino reagisce come il protagonista di  Oltre il giardino .”La protesta di massa è diventata un  gesto terapeutico collettivo . Premiamo compulsivamente un  telecomando rotto  sapendo che non cambierà canale, ma lo facciamo perché abbiamo bisogno di sentire che stiamo facendo qualcosa con le mani.”Questo “telecomando rotto” permette al sistema di registrare, catalogare e ignorare il dissenso con efficienza industriale, mentre il potere reale si muove su piani (geopolitici e infrastrutturali) inaccessibili al gesto della piazza.

6. Dalla Consapevolezza alla Libertà

La domanda fondamentale che dobbiamo porci davanti a ogni innovazione o spazio estetizzato è:  “Chi decide?” . Resistere alla vaporizzazione dell’identità significa riappropriarsi della capacità di distinguere il tecnico dal politico.

Insight per la Ri-soggettivazione:

  • Smontare la “Tecnica”:  Rifiutare l’idea che esistano soluzioni neutrali. Ogni algoritmo nasconde un’intenzione di potere.
  • Uscire dalla Schiuma:  Riconoscere la propria funzione di “amplificatori gratuiti” e recuperare il silenzio e la scelta consapevole.
  • Recupero dell’Esperienza Reale:  Opporre alla “cloudisizzazione” della vita la fisicità del reale:
  • Il Cammino:  Ritmo umano contro velocità algoritmica.
  • Il Suono:  L’ascolto dei fenomeni fisici oltre la mediazione digitale.
  • Il Cibo come Atto Geopolitico:  La consapevolezza che la crisi dei fertilizzanti e il blocco di Hormuz rendono ogni acquisto alimentare una scelta di campo tra dipendenza e autonomia (come suggerito dal modello Steineriano dell’azienda a ciclo chiuso).La consapevolezza è il primo atto di sabotaggio contro il non-luogo. Non aspettatevi deleghe o salvatori tecnologici.

“Il cambiamento siamo noi, nessuno verrà a salvarci.” — Kid Yugi


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Ennio Martignago
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