Un giorno chiedi: “ma chi sono io?” Alla velocità di un fulmine ti viene detto: “una biologa”. Dopo anni comprendo quella risposta. Dal greco: βίος (bíos, “vita”) e λόγος(lógos, “studio”, “discorso” o “studio” o “scienza”).
Scelgo Studio della Vita. Ammetto: ho usato Safari per scrivere in greco, ma qualcosa mi suggeriva che quelle linee tanto armoniose dovevano esserci.
Studio per giungere ad una conoscenza di me stessa, arduo lo so bene.
Devo partire dal mio io, un po’ complicato ed allo stesso tempo semplice.
Strano vero? come due opposti, eppure coesistono. Quando sono nei guazzabugli non sto bene, no! ma in me ho la certezza, dopo molti anni, che srotolerò risalirò semplificherò, a seconda dei casi. Quella è la parte fatta a labirinto, a sali-scendi, a muscoli contratti accompagnati da pianti e singhiozzi, anche da rabbia.
Non posso tralasciare le mie fragilità, simili a petali sotto venti furiosi e piogge battenti. È la mia parte ferita, la mia ombra. La vicinanza di “malvagi” mi abbatte, anche se piano piano di questi ne ho evitati ed ora li scorgo dietro falsi sorrisi e parole fatte di curiosità e frecce all’apparenza innocue.
Non sono mai sola: una certezza forte e dolce. Raramente è una presenza fisica è quella potente delle Anime unite da legami Veri di Amore, quello Universale.
Stacco
Esco e:
guardo le pratoline, dorate al centro come il sole alto nel cielo, nei giorni privi di nuvole. Sono un insieme di fiori: al centro gialli, con una corona di bianche ligule. Con una lente chinandovi li osservate. Sono un piccolo universo, sono uno dei molti esempi in Natura della sequenza di Leonardo Fibonacci.
Si parte dalla cifra zero 0 e via verso l’ infinito.
0,1,1,2,3,5,8,13,21,34, 55, 89 …………………
Fibonacci, pisano figlio di commercianti, scoprì questo legame matematico tra i numeri indo arabici. Il giorno stesso in cui stavo per spiegare questa successione chiesi ad un mio collega fisico: “conosci perché tale legge sia connessa a tutta la Natura?”, comparve un suo sorriso appena accennato, accompagnato da un: “non lo so”.
Non mi aveva convinta, qualcosa come un sussurro da lui a me risuonava: “lo so in me”.
Da quel pomeriggio quella mirabile scoperta mi parla.
Addirittura mi dice: il mio cuore è connesso ad ogni altro se solo lo voglio e se esseri da me diversi mi accettano nel loro universo.
Se ci sentiamo come capaci di andare oltre, sì oltre a muri innalzati da noi stessi, dalla freddezza, dalla stoltezza: le parole, i sentimenti, le azioni sarebbero unite in una Forza capace di aiutarci a camminare insieme per il Meglio.
Su questa Terra
come giunsi? una curiosità che mi formicolava dentro, non credevo a vite precedenti, no era diverso: non mi garbava, pareva che prima di me esistessero pesi.
Durante un’ipnosi regressiva scelsi di tornare al momento della mia nascita, non prima. Fu un momento di pura magia: mi sentivo libera in un’aria rarefatta tutta di colore rosato. Nessun cordone ombelicale.
Quando lo dissi ad alta voce, tutti i presenti: “non è possibile” non risposi. Spesso è meglio tacere. Volevo stare ed essere nel mio rosa, ben lungi da cordoni e corde. Non potevo. Mi toccava piangere per respirare, scambi di ossigeno ed anidride carbonica, per la prima volta inspirazioni ed espirazioni dei miei polmoni! e latte dal seno materno.
Una vita completamente nuova: intorno niente più liquido amniotico, ma aria.
Non si cresce solo con
un’alimentazione bilanciata, con la cura del proprio fisico e della nostra anima.
Un fondamentale humus è l’amore fatto di parole dolci, carezze tenere, sorrisi sinceri, risate cristalline, un’avvolgente nuvola di affetti deve esistere e più sono presenti nel tempo più ci si sente sereni, vivaci, amanti della Vita! si userò la parola amore coniugata in tutte le sue possibili forme.
Amore è anche guida, i no autorevoli che giungono quando si è confusi, quando ci si sente allo sbando sono indispensabili e vanno accettati, indirizzano.
Spesso osservo un rapido video della mia vita, velocemente, altrimenti sarei assalita da un capogiro spiacevole. Cammino, mi siedo, cammino un altro po’ chiedendomi: a che punto sono? Faccio bilanci o identifico le priorità di questo giorno? Scelgo spesso la seconda per non rischiare di inciampare tra troppi pesi e sconfitte, per non fantasticare anche solo per un attimo su desideri.
Non sono un filosofo, uno psicologo, un antropologo, certo è che osservare le vite, leggerne mi ha sempre aiutata a ridimensionare i pensieri sul mio io, sui fatti della mia vita.
Le sofferenze in rapporto a quelle dell’umanità sono divenuti incidenti di percorso, anche rimediabili, seppur battagliando. Momenti di fiera gioia per conquiste eccoli divenire briciole se paragonati a chi si occupa di aiuti in varie forme ed in vari luoghi spazio temporali.
L’ introspezione mi è servita se accostata a quella di Ognuno.
Capirmi è stato un continuo tentativo di comprendere gli Altri.
Vivo in mezzo a loro possono essere esempi come no, ma tutti affrontano minuti giorni anni, da ciascuno posso imparare, persino da chi mi sta sinceramente antipatico, magari per come si muove e parla. Fa risuonare una spiacevole campanella, un qualcosa di simile al me che vorrei sfumare, se non eliminare.
So che molto devo ancora fare, è una certezza. Strano vero? in un mondo ricolmo di incerto…
Magari tra un po’ mi ritroverò a scrivere pensieri altri, perché? seppur coi miei tempi, non sono neppure quella di questa mattina.
Una confidenza, tanto pochi leggeranno: non so di avere rughe. Quando scrivo, penso, ballo, cucino, leggo non ne ho. Loro sono il segno tangibile degli anni che scorrono. Ma a quel tempo che è trascorso, devo l’essermi ricordata la bimba che ero: rido come lei, odoro terra e cielo come lei, la piccola in me è una lottatrice.
Sì sono una biologa, attaccata alla Vita ed alla convinzione che potrò conoscerla sempre meglio, per me e per tutti.
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