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Il Pescatore

Speciale agosto (E)

Partendo da trafalgar prima che fosse una piazza di una capitale del mondo avevamo bisogno di un ammiraglio e nel mentre ci sporgevamo dal balcone dell’immaterialità alla ricerca della nostra controparte quantistica

E viene sabato e poi domenica e finalmente la felicità. Non sono io, non stavolta, trattasi di cantion, alla spagnola. Robe di tanti anni fa. Ve la spiego con  un video allegato subito qui sotto. A titolo informativo. Anycase per dirla con Horatio Nelson e non con Boccaccio che apparirebbe più naturale, siamo alla conclusione della settimana – week come disse l’ammiraglio – e la lettera che ci resta e ci spiega e ci allega è la E. Oggi però, canzoni a parte, è venerdì, non sabato, tanto meno domenica.

Dopo Casadei e con il massimo rispetto per le polke e le mazurche all’ascolto virerei deciso verso la nostra prima parola: Entangled, che come tutti sanno vuol dire impigliato aggrovigliato invischiato e anche correlato. Da cui la definizione scientifica usata nella fisica quantistica  per spiegare il legame profondo tra particelle anche molto distanti tra loro. Fu l’uomo del gatto e della scatola a introdurre esso termine nella meccanica quantistica  Erwin Schrödinger.  Ebbene con esso nome troviamo un famoso adagio per non dire canzone o brano dei Genesis, una società della finanza italiana, roba di investimenti, e persino un progetto di un comune italiano: Cinisello Balsamo per non fare nomi: Sentite che dicono e scrivono loro medesimi:  “L’idea guida che dà anche il nome al progetto (in termini scientifici, entangled indica una connessione tra particelle anche distanti tra loro, in cui i cambiamenti dell’una influiscono sul comportamento dell’altra) è quella di creare nuovi legami e relazioni tra i numerosi poli presenti nel quartiere e circostanti”.
Se vi scappa di settembre e la musica vi sconquassa, anche di più, vi fa ballare, shakerare il bootie, non so se mi sono spiegato?Ebbene trattasi di Earth Wind and Fire. Gruppo dei ‘70 intesi come anni, longevo e apprezzato al punto che, se vi capita, potreste persino andarli a vedere mo’, adesso, proprio in questi giorni agostani e calderecci. Prezzi modici, spettacolo assicurato e livello della performance altissimo. Godeteveli assai assai e siccome ne abbiamo parlato in apertura sarà la loro versione di settembre a intrattenerci or ora

Einstein come Albert a proposito di scienza e scienziati s’attaglia e si accorda alla perfezione col nostro post sulla lettera E. Peraltro la sua formula più nota e celebrata comincia proprio per E. La ricordate no? Ma come no? Vabbè, ve la metto a commento immaginifico poco più abbasso. Le cose che fece, scoprì e disse sono innumerevoli, così come svariati e speciali sono gli studi e gli esperimenti che condusse. Il dato principe, a mio modesto e trascurabile avviso, visto anche l’importanza che la fisica quantistica sta sempre più assumendo nel mondo moderno, è stata l’intuizione davvero preziosa che egli ebbe agli inizi del secolo scorso – 1909 – sul dualismo onda/particella; vero mattone alla base di tutti i successivi studi sulla meccanica quantistica. Blip, direi, e posiziono qui sotto la formula celeberrima. 

formula

Per lo spazio fumetto di oggi, vi porto verso un’eroina molto sexy e altrettanto dark, nata dalla penna di uno degli sceneggiatori più brillanti delle scene nuvolo parlantiche nostrale, per non dire italica, Ade Capone. La signorina molto cattiva risponde al nome di Erinni e, sebbene sia un’eroina moderna, non nasconde un suo profondo legame con i miti dell’antichità, quelli greci e romani, in particolare. Le Erinni greche che nella mitologia romana si chiamavano Furie, erano tre, e avevano il compito di punire i malvagi assassini rimasti impuniti dalla giustizia umana.Una specie di cold case-istiche divinità vendicative anzichenò. La Erinni del Capone nostro era più “semplicemente” una spietata serial killer – insegnante nella vita reale – che, puro issa, e con metodi assai spinti per non dire eroticamente evoluti, si occupava di giustiziare malvagi colpevoli di delitti  rimasti a piede libero, Segue tavola o tavole anche non del tutto apparecchiate. 

erinni

La ultima parola in E, detta anche paroletta conclusiva di questa prima settimana alfabetica speciale agostana, si chiama e dici e persino si scrive: Endecasillabo. Non vi tedio, giuro. Però per i poeti militanti e loro adepti o praticanti verseggiatori in rima o senza, all’ascolto, vorrei innanzitutto estrarre la definizione dotta del termine esso medesmo lui proprio:

“Nella metrica italiana, verso composto di undici sillabe con l’ultimo accento ritmico sulla decima sillaba e gli altri accenti in posizione libera; la disposizione più frequente degli accenti ritmici è sulla 6ª e 10ª ( Nel mezzo del cammìn di nostra vìta ) oppure sulla 4ª, 8ª e 10ª ( O camerétta che già fósti un pòrto ), o sulla 4ª, 7ª e 10ª sillaba ( Unico spìrto a mia vìta ramìnga ).

Nella metrica classica, verso di undici sillabe fisse: endecasillabo alcaico, saffico.

Non dico altro e non aggiungo, anche perchè non saprei proprio cosa e in quale modo. Chiuderei con un potente e stragrande del teatro, – Gassman padre – che declama l’inizio della commedia quella divina e dantesca siccome esempio dell’ende e pure ca e oltremodo sillabo. Bye


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