Se chiedete di lui alla vs AI preferita, e ai vostri produttori di formaggi di fiducia, vi risponderanno più o meno così:
“Provolino è principalmente un formaggio italiano semiduro a forma cilindrica conosciuto anche con il nome di salamino. E’ più stagionato rispetto a molti formaggi simili, prodotto a mano per garantire una consistenza liscia senza bolle di aria, con latte di mucca pastorizzato, fermenti lattici, sale e caglio. Il provolino si produce con la cagliata che ha raggiunto lo stesso grado di filatura di quella utilizzata per la scamorza. Consumato dopo pochi giorni dalla produzione ha un sapore molto simile alla scamorza.
Fatto stagionare più a lungo il formaggio diventa molto simile per sapore e morfologia al provolone. Per la sua produzione si utilizza il caglio di agnello o di capretto e, così come per il provolone piccante, anche per il provolino la lunga stagionatura conferisce il caratteristico retrogusto piccante”.
Per la precisione va anche detto che i provolini della foto di apertura sono di plastica, prodotti da un’azienda siciliana che realizza e vende, anche online, formaggi e altri alimenti finti per l’allestimento di vetrine e altri usi specifici. Non si smette mai di imparare. Ma il Provolino di cui vogliamo parlare oggi non è un formaggio, né vero né fasullo.
Come già anticipato in un precedente post, trattasi di meta-personaggio dello spettacolo, nato pupazzo, con mano all’interno e voce all’esterno, probabilmente aggiunta da persona umana esterna, la stessa della mano all’interno del pupazzo, detto attore e anche ventriloquo, o similari. Il pupazzo fu inventato da Paolo Campani, che, come spiega bene il collegamento allegato, è stato un genio italico nel mondo del fumetto, del cinema, e della tv. Uno degli inventori di Carosello, e non mi dilungherei oltre. Tanto bravo e fondante, per il mondo dell’animazione cartonata all’italiana, da essere stato uno dei partecipanti alla realizzazione del primo carto-nimato, per dirla come mia figlia all’età di tre anni, della storia patria. Tutta la storia. Il primo in assoluto. La rosa di Bagdad 1949.
Per non dire che il solito Campani è anche il papà di uno dei fumetti italiani che più ha inciso sulla mia futura passione, e pure lavoro, e pure fascinazione estrema verso i fumetti e i personaggi super in particolare: Misterix, con la sua gibernetta atomica, di cui ben presto sentirete parlare o leggerete parlare. Ma tornando a Provolino va anche precisato che nella genesi del personaggio mette mano – è proprio il caso di dirlo – l’attore e comico italiano Raffaele Pisu, che poi sarà l’animatore del pupazzo, il suo pard, per dirla con Tex, in svariate trasmissioni televisive, come la clip di apertura ci ha già testimoniato. Un’accoppiata, quella costituita da Provolino e Pisu, di enorme successo. Un successo che oggi si comprende con difficoltà, datesi le dimensioni di tale popolarità e i numeri della pervasività della conoscenza del personaggio fra le persone comuni. Va detto che la tv degli anni ‘60 e ‘70 era un vero catalizzatore di massa. Non c’erano ancora le private, solo un canale – il nazionale – dell’emittente di Stato,- nei settanta arriverà il secondo – poca programmazione e molto concentrata nei programmi serali e in particolare negli show del sabato sera e della domenica pomeriggio. Come adesso, più o meno, sessant’anni dopo, e noi paghiamo ancora il canone. Che forza! E poi si domandano come mai la tv sia in crisi. Forte! Quello che accadeva dentro i teleschermi al sabato sera – all’epoca – diventava quasi immediatamente “moda” fra le persone, telespettatori o meno che fossero, o possero, magari nossero.

La dimensione del successo di questo particolare personaggio e del suo creatore-animatore sta nella sua trasformazione in fenomeno di massa con l’avvio di produzioni diversificate di “prodotti e progetti” dedicati a Provolino. Per inciso va anche precisato che all’animazione del pupazzo partecipava non solo Raffaele Pisu, che lo muoveva e discuteva con lui, ma anche Oreste Lionello – attore di cabaret, e voce italiana di molti attori del cinema, fra cui Woody Allen – che prestava la voce al personaggio. A cui successe nel 1969 l’attore e doppiatore Franco Latini. Fra i progetti collaterali in cui si ritrovò il pupazzo – merchandising si direbbe in markwtingaro – vanno ricordati i pupazzi diversificati del medesimo provolino (vestito in modi diversi e praticante sport o attività di vario tipo) la nascita della pupazza del cuore di Prov – Fanella – pupazzo e personaggio a sua volta in tv, che poi diventerà anche un bambola parlante giocattolo – nella realtà – provvista di dischi intercambiabili, a seconda delle situazioni e delle cose da farle dire. Uno o più album di figurine – sulla falsariga del successo planetario delle figurine del calcio – tutto quello che aveva e ha successo, ancora oggi, viene trasformato in figurine. Non uno ma addirittura due o forse più dischi di canzoni – all’epoca si trattava di 45 giri – dedicate e cantate dal personaggio e dal suo animatore: Boccaccia mia statti zitta, L’auto nuova usata di papà, Provolinizziamoci ragazzi; e poi il fumetto di cui abbiamo già accennato.

Il fumetto edito dalle Edizioni BIanconi iniziò a essere pubblicato nel 1970. La serie durò per 124 numeri, e uscì nelle edicole continuativamente fino al 1974. Negli anni successivi non ci saranno nuove avventure a fumetti inedite per Provolino, ma le strisce torneranno ciclicamente nelle edicole in ristampe di vario tipo e con nomi diversi delle testate, prima fra tutte, Super Provolino – i super funzionano sempre – per venti e più anni. Fanella, pupazzo e fidanzata di Provolino, nata un anno dopo la creazione del primo pupazzo, vivrà un suo personale periodo di notorietà televisiva in coppia con il suo ”ganzo” nelle numerose trasmissioni a cui parteciperanno. In scena i due pupazzi venivano animati entrambi da Pisu – in alcune trasmissioni anche da altri, una su tutte, Margaret Lee, altro personaggio tv di cui parleremo presto – e dialogavano assieme e con l’attore, mentre la voce alla pupazza veniva prestata dall’attrice e cantante Evelina Sironi. Anche Fanella come il suo piccolo fidanzatino, aveva un’espressione tipica che ripeteva continuamente: “Superghiciobomboso!” e pure lei cantò – tramite la sua doppiatrice – in un 45 giri intitolato: Eeeeccomi qua, aaaarrivo già! con gambe lunghe, capelli belli, sono la fan, la ultra fan, sono Fanellalalalà!”.

Ulteriore conferma del successo clamoroso del pupazzo animato da Raffaele Pisu fu la sua entrata speciale e duratura nel mondo della pubblicità. Provolino divenne testimonial – anche se all’epoca si usavano termini diversi – della Bialetti – quelli dell’omino coi baffi – azienda per la quale era protagonista anzichenò assieme al fido Lele di alcuni caroselli. Con il suo tormentone “Boccaccia mia statti zitta!”, Provolino, a scuola, o mentre satireggiava da par suo, elogiava la Moka Express e dichiarava il suo innamoramento per il caffè fatto con la caffettiera Bialetti, definendola “inconfondibile” e segno degli “intenditori”. Durante le campagne pubblicitarie legate al personaggio televisivo comprando caffettiere si poteva anche ottenere un mega pupazzo di Provolino, con un piccolo contributo, come si dice anche oggi. Chissà se 3000 lire erano tante o poche nel 1970? Boh. Bye

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