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Il Pescatore

Ostuni

O quanti belli filmi madama dores o quanti belli filmi. Ci sono filmi western madama doris ci sono pure thriller. Nel mazzo di quei filmi madama dorus ci sono belli e bravi. Blip

Vabbè che c’entra, mica siamo un’agenzia di viaggi, ora cosa mi rappresenta questo post simil turistico? Crisi delle idee, ristagno cervellotico o cervelletico, paralisi dei neuroni, astenia delle sinapsi. E potrei continuare per giorni mesi e anche ore o forse minuti, ma mi cheto,come dicono dalle mie parti. L’idea non è turistica, bensì cinematografica.  Per la serie i luoghi dell’immaginario colletivo: vogliate gradireOstuni. Nella città marittima dellaPuglia, detta anchela città bianca. In effetti arrivando dall’alto, e scendendo verso il mare, improvvisamente dietro a una curva la cittadina pugliese si erge improvvisa e biancheggiante anzichenò, in mezzo al mare, più che in riva al medesimo. Una istantanea da sogno e anche da son desto e infine da sogno o son desto. Allora, non perdiamoci in svenevoli commenti da cartolina e andiamo a vedere quanti e quali lungometraggi sono stati realizzati nellabianca Ostuni. O forse no, forse ne vedremo solo alcuni, non saprei. Suspance. Suspence. E i cocci sono suoi.

Uno delle peggiori pellicole del secondo millennio a giudicare dai punteggi ricevuti dai critici di ogni parte del mondo conosciuto e sconosciuto, c’è una recensione di ungiornalista venusianoche lo stronca senza pietà accusandolo di sessismo e incitamento alla violenza, soprattutto sulle donne. E pensare che i venusiani manco ce l’hanno le donne essendo tutti ermafroditi. Ma non divaghiamo. E proviamo a vedere se ci riesce di trovare una inquadratura live del film fra le scene realizzate nella città bianca ma se non ci riuscisse avrete comunque un trailer, scena, pezzettino del film. Che fra le altre cose è, reggetevi,la pellicola più vista nel mondonell’anno domini della sua uscita2020. E attenzione essa pellicola dopo un breve passaggio in sala fu ritirata come la maggior parte delle sue colleghe di quell’anno a causa di quella cosetta, aspetta non ricordo, ah sì,l’epidemia mondiale di Covid-19detta anchePandemia. Quindi i numeri clamorosi di un inusitato e anche, a parer mio e non solo mio, del tutto immeritato successo globale sono maturati – come dicono i meglio informati – nello streaming, nelle visualizzazioni online, nei passaggi puntuali e massicci tramite piattaforma e anche al plurale. Va altresì precisato che detto film è stato prodotto fra gli altri dalla piattaforma maggiore primaria di nomeNetflix. Indi per cui. Mandate a letto i bambini perchè essa pellicolaè pure sconciafra cui, per la quale e davero davero. Riattenzione di detto sconcio hanno poi fatto puro un fracco e dico un fracco, di sequel, maquel, tequel e puro nichel, che di quello ce n’è sembre di bisogno.

Un altro film di grande successo girato nella città pugliese èil PinocchiodiMatteo Garrone, una delle ultime versioni cinematografiche del romanzo diCarlo Collodi, che, oltre all’irrinunciabile Toscana, ha trovato anche location pugliesi, alcune proprio aOstuni, nella sua, e non mia e non vostra, realizzazione. La pellicola uscita nel2019è costata11 milioni di dollarie ne ha incassatitre volte tanti. La storia è la solita, conosciuta e celeberrima, del burattino di legno cui cresce il naso quando mente e che alla fine diventa un bambino in carne e ossa. La peculiarità assoluta di questo progetto sta nel fatto di essere stato da sempre una specie di sogno da realizzare – sin da bambino – perGarrone, regista di indubbio e fondato successo, che ha creduto a tal punto nel progetto da arrivare a metterci soldi propri, e anche tanti, circa150 mila eurini, per far realizzare il doppiaggio inglese delle pellicola quando ancora il film non aveva trovato una distribuzione interessata nel mercato anglofono. 

ostuni pinocchio

Chiudiamo con un terzo lungometraggio ostuniese, fra gli altri, – in realtà ne sono stati girati molti di più – che si è svolto e dipanato e pure ripreso, fra le salite e le discese a mare della città bianca pugliese:ShoshanadiMichael Winterbottom. Un film assai assai, che non ha ricevuto le menzioni, i premi e la visione che avrebbe meritato, perchè uscito a ridosso di un periodo storico in cui il mondo si è ritrovato a scoprire una questione – quella israelo-palestinese – nel peggior modo possibile: con un massacro terroristico e poi con una guerra genocida. Inutile dire altro, un pò perch’ questo non è il posto giusto, ma soprattutto, perchè io non sono la persona giusta. Però quei luoghi diIsraelee dellaPalestinacheWinterbottomha figurato nel lungometraggio sono in realtà scorci di Ostunie di altre località della Puglia. Il tutto, luoghi e filmi, meritano, a mio modesto avviso, una seconda o anche una terza e anche quarta possibilità e una visione associata e connessa. Tra l’altro gratuita suyoutube, fra gli altri.Del resto conoscete no gli altri bellissimi film del regista britannico,tanto per non far nomi,Butterfly kiss, Benvenuti a Sarajevo, Code 46, ad esempio. Solo per citarne tre al volo in una filmografia ricca e davvero notevole anche per i palati più esigenti e i critici più ispidi o irsuti, magari spinosi. Blip 


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