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Il Pescatore

Luglio 38

La cetra nelle antique e tà serviva assai e non solo suonata. Venendo ai giorni nostri e vostri e altrui ci accorgemmo che di cetra si suona ma si canta pure e si balla ancora, e allora amici e amiche udite udite!

Là, dove finisce il fiume, comincia il film
La storia tremenda di un elettrotecnico
Che seppe inventare la pila
Non pochi ci riuscirono
Ma fu lui che la inventò
Quattro giorni dopo scoprirono la luce elettrica
Fu un grosso errore per l’elettrotecnico

Con april giugno e settembre di 28 ce n’è uno tutti gli altri ne han 31 ma luglio ne ha 38 e nemmeno special perchè quella è una pistola e anche un gruppo musicale. E di complesso in complesso di gruppo in gruppo, l’apertura va sulla prima tranche di testo del primo singolo del gruppo più o meno satiro, per non dire satirico, ancorchè comico, del mondo rotondo e della musica italiana soprattutto nei ‘70, gli anni, quelli del ‘900. Essi sono gli Squallor che già abbiamo avuto modo di incontrare pure qui al Franti. Ma bandiamo le ciance e ascoltiamo il video, l’anno è il 1971. HIHIHIHI. 

Ma lui volle insistere e si fece male
Si fece male pensando a lei
Lei che veniva da lui, lui che veniva da lei
Non fu un incontro ma un bombardamento
Si aprirono i cieli, si aprirono le strade
E i due camminarono senza vergogna
Quanto amore
Quanto amore fu sprecato dall’elettrotecnico

Ora che l’abbiamo videoascoltato per intero il testo, ancora non completo nella trascrizione postica, ma già giunto alla seconda tranche, ci assume un significato per non dire un contesto – del resto di quello si tratta – comico ma appropriato, acconcio sentenzierei. Colgo l’occasione per dirvi due o tre cose sugli Squallor. Esso gruppo non è mai stato un complesso, tanto meno musicale. Trattasi – ma già lo sapete, ne sono sicuro – di accozzaglia di intellettuali della musica, perlopiù parolieri ma anche musicisti e puro produttori, capitanati da Cerruti che di nome faceva Alfredo e che ha avuto il merito – oltre ad aver fondato gli Squallor – di aver frequentato biblicamente la tigre di Cremona, al secolo: Mina. Narrano le leggende che un gruppo di amici fosse al cinema tutt’intento alla visione del film di Stanley Dohen Il mio amico il diavolobedazzled in origine e anche nel remake anni 2000, fateci caso – quand’ecco che il Cerruti, che come abbiamo detto di nome faceva Alfredo e non era quell’altro Cerutti che di nome faceva Gino e stava al Giambellino, lanciò agli amici cinefili l’idea: noi autori, produttori e musicisti dobbiamo prendere una pausa dal nostro lavoro serio. Fondiamo un gruppo, facciamo canzoni poco serie per non dire ridicole assai,   e sfoghiamoci. E fu così che Giancarlo Bigazzi, Daniele Pace, Totò Savio, parolieri e autori di canzoni illustri  assieme a Cerruti e a Elio Gariboldi, anch’egli discografico, fondarono gli Squallor

Era il 38 luglio e faceva molto caldo
Ed era scoppiata l’afa
Quando all’elettrotecnico le venne una grossa idea
Si sdraiò per terra e si fece
Camminare su un camion con rimorchio
Ma non si fece male
Perché aveva in tasca un portafortuna
Un portafortuna che gli aveva regalato sua zia Woller
Un piede di porco a pila
Il capo indiano che si chiamava Mo’ vengo anch’io
Non venne mai e non si fece vedere
Perché era un timido
L’arbitro, severo ma imparziale
Dettò la vittoria all’elettrotecnico
Per una ferita sopraccigliare del polipo
E così, dove finì il fiume
Incominciò questo tremendo film

In chiusura e dopo aver colto e gustato l’ultima parte del testo del singolo del luglio trentottesimo del gruppo musicale satiro e satirico, aggiungiamo per completezza dell’informazione che la musica del primo disco dei nostri eroi venne scritta nientepopodimeno che da Virgilio Savona, che detto così potrebbe cogliervi impreparati, ma niente paura ci sono qui io. Trattasi di quartesista parziale in quanto uno di quattro, del celeberrimo quartetto italiano musicale per antonomasia e cavoli a merenda. Il Quartetto Cetra. Se non erro egli Savona era proprio il più posato degli ometti del gruppo – tre più una signora, Lucia Mannucci –  di cui era anche marito e dotato di occhiali d’ordinanza che lo serieggiavano alquanto. Nella realtà, e la autorialità musicale del primo singolo degli Squallor sta lì a dimostrarlo, il nostro Savona in arte Virgilio ma senza Dante, era anch’egli buontempone e simpatico assai come il resto del gruppo – I Cetra – e i musicomici Squallor con cui condivise sotto spoglie un poco mentite, una parte del cammino d’esordio. Bye


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