Only love can make it rain
The way the beach is kissed by the sea
Only love can make it rain
Like the sweat of lovers layin’ in the fields
Quando c’hai la putenza nei bracci, direbbe quelo, solo l’amore può oltre e ancora di più e molto molto moltuosamente. Lo pensava anche Pete, quel Pete che di cognome fa e faceva Townshend, che scrisse questi e altri versi e poi li musicò assieme ai suoi fidi compari di gruppo rock detti WHO – vi risparmio il lezzo del frizzo: ma chi who? etc etc – e li confezionò nel brano che prima o poi, anche prima in effetti che poi, avrete modo di sentire e vedere qui da noi. Detto brano – potente e struggente come pochi, su riconoscetelo anche voi – sta nel cuore per non dire nelle viscere dell’opera rock cardine per non dire portone massiccio e principale detta Quadrophenia anche scritto tutto maiuscolo per i più osservanti.
Peetoone nostro era particolarmente ispirato quando scrisse questa magnificenza, del resto gli anni erano ruggenti, l’amore si diffondeva nell’aria – anche in modo un pochetto forzato o forzoso – ma c’era, e quando c’è l’amore si sa, tutto è meglio anche per il puffo skazzoso, che poi non si chiama così ma ci siamo capiti. Le leggende narrano di contaminazione con pensiero indo-meditativo potente diffuso da un santone che molto contaminava le menti e i “bracci” dei pensatori di allora – che poi erano perlopiù filosofi e musicisti – e vai che sei solo avrebbero detto anche a Bartali per non dire a Coppi.
On the dry and dusty road
The nights we spend apart alone
I need to get back home to cool, cool rain
I can’t sleep, and I lay, and I think
The night is hot and black as ink
Io posso anche tradurre, se volete, ma preferirei di no, lasciate che siano i versi a conquistarvi non la loro translation che tanto si capisce bene anche così, nature, e la musicalità che sprigionano, i versi, fa il resto. Ripensando all’attacco della canzone, che sia stato o meno ispirato da sermoni di santone o santoni, poco conta, quando lo senti cantare il brodo di giuggiole si forma istantaneamente. Forza tutti insieme: Only love can make it rain.
Tra l’altro pare che la performance vocale del Roger – il Daltrey – ricciolone e frontman degli Who, sia una delle migliori in assoluto di tutta la storia del rock. Mica over the ranibow – per quanto – o baciami piccina. (sulla bo, bo, bocca piccolina).
La cover or ora ascoltata non è solo una delle tante ma ha in sè tratti distintivi e reverendezzità – parola che ovviamente ho coniato al momento – per dire che sia le perle sia altri hanno chinato il capo e reso omaggio alla grandiosità della townsendiana composition e ci hanno costruito sopra addirittura un film. Un altro, ovviamente. Reing over me, anno 2007, regia Mike Binder, protagonista Adam Sandler. Una storia seria assai ma con tratti di commedia e anche pannicelli rosa e gialli in cui il brano celeberrimo riveste e investe o pure preneste – non troppo lontano da roma, quest’ultimo – un posto per non dire un luogo di grandissima importanza sia dal punto di vista delle atmo e poi sfere, sia dal punto di vista del personaggio principale, sia per le o la colonna sonora tutta insieme. Vi agevolo una clip del movie (la cover dei Pearl Jam sta nella colonna sonora, per i più distratti).
Che poi se proprio non voleste essere convenzionali rispetto all’approccio con la meraviglia assoluta di cui parliamo oggi, beh potreste andare a vedere tutta la saga degli hunger games – e sono diversi filmetti – per arrivare precisi precisi a novembre prossimo, credo il 20, data in cui secondo i trailer di già operativi qui e pure là, uscirà il nuovo episodio – l’ultimo? non si sa – della serie dei film fanta-epici nata nel lontano, si fa per dire, 2012, con l’omonimo film tratto dall’omonimo e anche opotico, romanzo di Suzanne Collins. Fantascienza distopica l’hanno definita – noi no, noi no. Da allora a domani – novembre prossimo – saranno stati in tutto sei i film degli hunger e poi giochi, poichè al primo ne hanno fatto seguito due di cui il secondo diviso in due, e quindi in tutto tre, cui poi hanno ancora aggiunto un prequel detto anche spin off – e quindi non solo esplicativo della prossima saga ma anche a integrazione dei contenuti e dei meccanismi della stessa – del 2023 e infine – ma non si sa – quello prossimo venturo che viene ancora una volta definito seguito del franchise – altro termine molto in voga e aborrabile per non dire aborrito o aborso me medesimo – che si intitolerà: Hunger Games il raccolto è pronto o qualcosa di simile. Non arrabbiatevi amici fedeli dei giochi hunger per la mia infausta traduzione e godetevi il trailer e la nuova personalizzazione del mitico brano degli Who. Bye
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