Come i Volontari ad Auburn e altrove stanno Colmando il Divario Tecnologico
Dal servizio telefonico di Auburn alle reti globali di supporto digitale: un’analisi dei modelli di volontariato intergenerazionale che trasformano l’esclusione tecnologica in inclusione sociale
La Frattura Digitale come Emergenza Sociale
In un mondo dove l’accesso ai servizi essenziali – dalla sanità ai sussidi governativi, dalle comunicazioni familiari alle opportunità lavorative – è sempre più mediato da piattaforme digitali, milioni di persone si trovano escluse da questa rivoluzione tecnologica. Non si tratta semplicemente di una mancanza di connettività internet, ma di un fenomeno complesso che coinvolge barriere economiche, educative, linguistiche e generazionali.
I numeri sono impressionanti: circa 13 milioni di americani e 2,6 miliardi di persone nel mondo non utilizzano internet per varie ragioni – costi proibitivi, mancanza di competenze, scelte religiose o culturali, o semplice avversione alla tecnologia. In Italia, solo il 33% delle persone oltre i 65 anni usa regolarmente internet, posizionando il paese tra quelli con il maggior divario digitale generazionale in Europa.
Di fronte a questa sfida, una generazione di giovani volontari e imprenditori sociali sta emergendo come forza trainante per l’inclusione digitale, trasformando le proprie competenze tecniche in strumenti di giustizia sociale e solidarietà intergenerazionale.
Il Modello Auburn: Settant’Anni di Solidarietà Telefonica
Le Origini di un Servizio Unico

Dal 1953, presso l’Università di Auburn in Alabama, opera un servizio che incarna perfettamente l’essenza dell’assistenza digitale umanizzata: il James E. Foy Information Desk. Gestito interamente da studenti volontari, questo servizio telefonico risponde a qualsiasi tipo di domanda, dalle più pratiche alle più bizzarre, al numero (334) 844-4244.
La postazione, inizialmente equipaggiata con pile di enciclopedie, dizionari e almanacchi, oggi ospita tre computer nei colori dell’università (blu e arancione), ma il numero di telefono è rimasto invariato per settant’anni, simbolo di continuità in un mondo in rapida trasformazione.
La Routine Quotidiana: Tra Ricerca e Ascolto

Gli studenti gestiscono dalle dieci alle quindici chiamate ogni ora durante il giorno, con conversazioni che spaziano dalle richieste più comuni – “Qual è il prezzo di un ettaro di terra in Texas?” o “Quanto vale il patrimonio di Elon Musk?” – a quesiti più complessi o persino surreali, come “Se muoio in sala operatoria e i medici mi dichiarano legalmente morto, ma poi torno in vita, quali sarebbero le conseguenze giuridiche?”
La bellezza del servizio risiede non solo nelle risposte fornite, ma nelle relazioni che si creano. Tra i chiamatori abituali emerge la figura di “Beluah”, una donna con molti animali domestici e una passione per i rettili, le cui conversazioni superano spesso i quindici minuti, molto oltre la media di due minuti per chiamata.
I Principi Operativi: Semplicità ed Empatia
Il manuale operativo del servizio Foy è sorprendentemente semplice, composto da appena dieci fogli con regole essenziali:
- Essere il più educati possibile
- Riagganciare se la domanda è offensiva
- Non rispondere a domande che sembrano parte di compiti scolastici
- Mantenere un approccio non giudicante
La formazione è minima, ma l’impatto è massimo grazie all’approccio umano dei volontari. Come osserva Braxton Stacey, supervisore del servizio: “Gli studenti di Auburn sono estremamente comprensivi e non giudicano gli interlocutori dalle loro domande.”
Storie di Trasformazione: Il Caso di Cora Baldwin
Una delle testimonianze più toccanti riguarda Cora Baldwin, studentessa di ingegneria informatica. Durante una chiamata, un anziano appassionato di astrologia che raccoglieva date di nascita di celebrità le disse: “Tu non vuoi fare l’ingegnere informatica. Vorresti lavorare per aiutare le persone.”
Quella conversazione la portò a riflettere profondamente: “Mi sono sempre sentita vicina alle persone in difficoltà. Mi piacerebbe creare un centro per le ragazze costrette a scappare di casa. Sono cresciuta in una piccola città in cui le persone in difficoltà non hanno accesso a servizi d’assistenza.”
La storia di Cora dimostra come il volontariato digitale non sia solo un servizio per gli altri, ma un percorso di crescita personale che può ridefinire le prospettive di vita dei giovani volontari.
L’Evoluzione Globale: Dai Telefoni alle Piattaforme Virtuali
Cyber-Seniors: Il Modello Virtuale Intergenerazionale

Fondato nel 2015 in Canada, Cyber-Seniors Inc. rappresenta l’evoluzione digitale del modello Auburn. Questa organizzazione no-profit ha creato un sistema di volontariato virtuale che connette giovani mentori con anziani bisognosi di supporto tecnologico attraverso la helpline gratuita 1-844-217-3057.
Il programma ha raggiunto risultati straordinari: oltre 500 volontari dai 14 ai 25 anni forniscono formazione tecnologica gratuita attraverso webinar di gruppo su Zoom e sessioni individuali. La pandemia COVID-19 ha accelerato questo modello, creando una “crescente ondata di interesse da parte dei giovani” che possono svolgere volontariato significativo da casa.
L’organizzazione richiede solo 10 ore di formazione virtuale e non ha vincoli di tempo minimo, permettendo ai volontari di contribuire secondo la propria disponibilità. Come testimonia un volontario: “È gratificante vedere un anziano illuminarsi quando videochiama i nipoti per la prima volta.”
Teens Teach Technology: La Rete Globale Studentesca

Fondata nel 2020 da Asmita Mittal, Teens Teach Technology ha creato una rete internazionale con 190 volontari dai 13 ai 18 anni distribuiti in Stati Uniti, India, Dubai, Egitto, Taiwan e Cina. L’organizzazione ha già fornito più di 625 lezioni a oltre 3.000 anziani attraverso partnership con biblioteche, case di riposo e centri comunitari.
Il modello si basa su una filosofia di “relazioni intergenerazionali come catalizzatore per il cambiamento sociale positivo”, creando quello che definiscono un “effetto farfalla” che ispira sia i giovani volontari che gli “studenti” anziani.
L’Esperienza Europea: Innovazione e Inclusione Sociale
The Knowledge Volunteers: Un Approccio Sistematico
L’Europa ha sviluppato approcci sistematici particolarmente sofisticati. Il progetto “The Knowledge Volunteers”, coordinato dalla Fondazione Mondo Digitale italiana con l’Università di Edimburgo e organizzazioni di Grecia, Romania, Spagna, Repubblica Ceca e Svizzera, ha formato oltre 1.000 anziani in 5 paesi europei tra il 2011 e il 2013.
La metodologia intergenerazionale è stata la chiave innovativa: studenti da 8 a 25 anni hanno fatto da tutor agli anziani, con il più giovane tutor di soli 8 anni che ha guidato la propria nonna nell’uso dei social network. Il progetto ha dimostrato che “l’atmosfera informale e il contatto umano a bassa soglia hanno cancellato la paura della tecnologia per gli anziani”.
Konstantinos, partecipante greco del progetto, testimonia: “Un’esperienza fantastica, davvero umana. Un ambiente molto amichevole… La conoscenza che ho acquisito è stata molto più di quanto mi aspettassi”. Durante i due anni di attività implementativa, da ottobre 2011 a settembre 2013, il progetto ha dimostrato un cambiamento significativo nell’atteggiamento degli anziani verso l’uso del PC, realizzando il miglioramento delle competenze digitali attraverso corsi di alfabetizzazione digitale che includevano quattro livelli di classi, dall’ABC dell’ICT ai social network, tecnologie semplici e servizi di e-government.
Il Modello Spagnolo: Mollet del Vallès
Il Volunteer Programme for Knowledge di Mollet del Vallès rappresenta un esempio di eccellenza europea nell’invecchiamento attivo. Il programma trasforma gli anziani da destinatari di servizi a volontari attivi e referenti nei punti di inclusione digitale, creando un modello sostenibile di peer-to-peer learning.
Antonio Miravalls, che da studente è diventato insegnante, incarna il successo del programma nel ridurre il divario digitale attraverso la promozione della partecipazione sociale e il trasferimento di conoscenze ed esperienze.
L’Italia: Verso una Digitalizzazione Inclusiva

Il Quadro Nazionale del Divario Digitale
In Italia, il divario digitale presenta una struttura complessa che va oltre la semplice mancanza di connettività. Come evidenzia l’organizzazione CoRoinn, il fenomeno è definito come la “disuguaglianza nell’accesso, nell’uso e nella qualità delle tecnologie digitali” e include la carenza di dispositivi, competenze e la capacità di un utilizzo consapevole e sicuro.
La digitalizzazione dei servizi essenziali ha trasformato il divario digitale da un problema di comfort a una barriera all’esercizio dei diritti civici ed economici. L’accesso a sussidi, bonus e altri benefici è sempre più mediato da piattaforme online, rendendo le competenze digitali una precondizione per la partecipazione civica.
Il Servizio Civile Digitale: Una Risposta Strutturata
L’Italia ha risposto con il Servizio Civile Digitale: 1000 giovani volontari sono stati formati per agire da “facilitatori digitali” in favore di persone ai margini della digitalizzazione, con l’obiettivo di raggiungere almeno 3 milioni di cittadini. Grazie al PNRR, tremila presìdi “Digitale facile” sono stati istituiti per accrescere le competenze digitali di oltre 2 milioni di cittadini entro il 2026.
Iniziative Locali di Eccellenza

CoRoinn – No Digital Divide opera come organizzazione che promuove la condivisione di strumenti digitali e l’autonomia digitale, abbattendo barriere economiche, sociali e culturali attraverso corsi pratici per lo sviluppo di abilità digitali.
Informatici Senza Frontiere recluta volontari con competenze specifiche in piattaforme di comunicazione e didattica, focalizzandosi su strumenti come Skype, WhatsApp e Facetime per aiutare gli anziani a connettersi con i propri cari.
Progetti per gli Over 65 come “Naviga con Noi” e “Digitalmente Attivi” si concentrano specificamente sul rafforzamento dell’indipendenza e sulla riduzione dell’isolamento sociale tra gli anziani, operando in diverse regioni italiane con un approccio pratico che include la fornitura di dispositivi.
La Fondazione Mondo Digitale: Pioniera dell’Approccio Intergenerazionale
La Fondazione Mondo Digitale italiana ha sviluppato il modello “Nonni su Internet” che ha certificato oltre 60.000 anziani in 20 edizioni del programma. Il progetto “Cyber School for Grandparents”, sviluppato in collaborazione con l’Università di Milano-Bicocca, rappresenta un programma educativo che forma studenti delle scuole secondarie a diventare cyber tutor per i loro nonni.
Esperienze Internazionali: Innovazione e Impatto Sociale
Stati Uniti: CLEO e l’Amicizia Intergenerazionale

Tre studenti delle superiori – Derrick Hueniken, Christian Laquis e Aaron Smolyar – hanno creato CLEO (Computer Literacy Education Outreach) nel 2021. Dopo aver scherzato sulle difficoltà tecnologiche dei propri nonni, hanno deciso di recarsi al centro Brookdale Senior Living per aiutare gli anziani con smartphone e tablet.
I risultati sono stati immediati: Jonathan Smith ha imparato a inviare foto via messaggio, mentre Nancy Kirkpatrick ha ricevuto aiuto per gestire 122.000 email non lette. Più importante ancora, si sono formate vere amicizie intergenerazionali che vanno oltre il supporto tecnico.
Ghana: Formazione Digitale per Imprenditori Rurali
In Ghana, il progetto “Boosting Digital Skills” supportato dal Digital Transformation Centre Initiative (DTCI) finanziato da NORAD e ITU ha formato 3.339 cittadini ghanesi – di cui 2.220 donne (66%) – attraverso 101 centri ICT comunitari. L’imprenditrice Abdulai Asana, che gestisce una piccola panetteria a Yendi, testimonia l’impatto: “Come imprenditrice, se vuoi promuovere la tua attività, le cose sono online, e le persone ne traggono beneficio”.
Il programma ha fornito formazione specifica in alfabetizzazione digitale, marketing digitale e freelancing online, dimostrando come l’inclusione digitale possa trasformare le economie locali nelle aree rurali. L’approccio dal basso verso l’alto ha massimizzato l’impatto attraverso l’engagement comunitario e l’innovazione guidata dalla comunità.
Asia: Innovazioni per Comunità Svantaggiate
Nel contesto asiatico, organizzazioni come HelpAge India conducono corsi di alfabetizzazione digitale con il programma Digital GuruCool, dove studenti-facilitatori agiscono come “guru digitali” insegnando agli anziani a usare smartphone e internet. A Singapore, la Mobile Digital Clinic for Seniors del Heartware Network fornisce servizi itineranti a domicilio per anziani soli.
L’Imprenditoria Sociale Digitale: Modelli Sostenibili
Data for Social Good: Innovazione per il Benessere
L’imprenditoria sociale sta emergendo come forza trainante per l’inclusione digitale, offrendo modelli sostenibili che combinano innovazione tecnologica con impatto sociale misurabile. Il progetto “Data for Social Good” include iniziative come la App UP – eASI (E-Assistant for Senior Improvement) per la teleassistenza degli anziani.
L’imprenditoria sociale digitale si distingue per l’accessibilità in termini di investimento iniziale: una start-up di comunicazione digitale può essere avviata con un investimento minimo, spesso sufficiente un computer e un tablet, riducendo significativamente le barriere economiche all’ingresso.
Youth Business International: Supporto su Larga Scala
Organizzazioni come Youth Business International (YBI) si sono poste l’obiettivo di supportare 1 milione di giovani (18-35 anni) entro il 2025 nell’avviare, rafforzare e far crescere imprese sostenibili. Il focus include specificamente il supporto digitale per le comunità rurali e i giovani in movimento, con particolare attenzione all’uguaglianza di genere e alla riduzione delle disuguaglianze.
Il progetto “Digital Future” mira a formare 2.000 giovani di età 15-24 anni in alfabetizzazione digitale, programmazione di base, marketing digitale e freelancing nell’arco di 24 mesi. L’iniziativa prevede l’istituzione di 10 Hub di Apprendimento Digitale in comunità urbane e rurali svantaggiate, con l’obiettivo di facilitare stage, mentorship e collocamento lavorativo per almeno il 30% dei laureati

Il Fondo per la Repubblica Digitale
L’ecosistema dell’inclusione digitale è sostenuto da una sinergia cruciale tra volontariato, imprenditoria e politiche pubbliche. Il bando “Dritti al Punto” promosso dal “Fondo per la Repubblica Digitale” ha stanziato 5 milioni di euro per progetti di alfabetizzazione digitale, dimostrando un riconoscimento istituzionale del ruolo cruciale di queste iniziative.
Competenze Digitali per la Cittadinanza Attiva
Oltre la Superficie: Il Quadro DigComp 2.2
L’alfabetizzazione digitale non può più essere considerata un’abilità facoltativa, ma una precondizione per la partecipazione civica ed economica. Le iniziative giovanili stanno ridefinendo il concetto di competenza digitale basandosi sul quadro europeo “DigComp 2.2”, che include non solo l’uso di base, ma anche la capacità di analizzare criticamente le fonti e proteggersi dai rischi online.
Le competenze richieste non sono solo meccaniche, ma di resilienza digitale. La capacità di distinguere una truffa da un portale governativo o di compilare un modulo per un sussidio è fondamentale per la sicurezza e autonomia dei cittadini.
Mappatura delle Necessità Civiche

La transizione verso la digitalizzazione completa dei servizi richiede competenze sempre più sofisticate:
Servizi INPS e Bonus Sociale: Richiedono la capacità di navigare portali di e-government, compilare form online e caricare documenti, supportati da organizzazioni come CAAF CGIL e CoRoinn.
Sussidi per Giovani Agricoltori: Necessitano dell’utilizzo della firma digitale e gestione delle procedure online, come evidenziato dai servizi della Provincia di Trento.
Comunicazioni Familiari: Richiedono competenze nell’utilizzo di app come Skype, WhatsApp e Facetime, supportate da Informatici Senza Frontiere.
Teleassistenza Medica: Comportano l’uso di applicazioni specializzate come UP-eASI, sviluppate da organizzazioni come Umana Persone.
Le Sfide Persistenti e le Soluzioni Emergenti

Il Problema dell’Accessibilità Economica
Nonostante i progressi, l’accessibilità rimane una barriera significativa. Il Digital Poverty Alliance del Regno Unito ha identificato che 10,2 milioni di persone sono digitalmente escluse, con fattori come disabilità, età e sfide economiche che perpetuano il divario.
Le Aree Rurali: Sfide Infrastrutturali
La ricerca australiana durante il COVID-19 ha rivelato la gravità del problema nelle aree remote: studenti universitari hanno riportato velocità internet mediane di soli 4,5 mbps, con alcuni che sperimentavano velocità inferiori a 1 mbps. L’Irlanda ha risposto con ConnectedHubs.ie, connettendo oltre 350 hub di co-working attraverso una piattaforma online.
Approcci Basati sulla Comunità
Le soluzioni più efficaci adottano approcci “dal basso verso l’alto” dove le comunità guidano le priorità digitali, come esemplificato dal progetto Digital Rural dell’Interreg Europa, che massimizza l’impatto dei fondi EU attraverso l’engagement comunitario.
L’Impatto Sociale e i Benefici Reciproci

Per gli Anziani: Autonomia e Connessione
La formazione digitale intergenerazionale ha un impatto profondo sulla qualità di vita degli anziani, includendo:
- Accesso alla telemedicina per connessioni con fornitori di assistenza sanitaria
- Comunicazione con familiari che allevia solitudine e isolamento
- Esercizi cognitivi attraverso giochi online e puzzle
- Shopping online che rimuove problemi di trasporto
- App per gestione farmaci e audiolibri che migliorano la qualità di vita
Per i Giovani: Leadership e Crescita Personale
Il volontariato digitale offre ai giovani opportunità di sviluppo uniche, fornendo esperienza di leadership, formazione comunicativa e ruoli specializzati che sviluppano consapevolezza professionale e competenze trasversali critiche per il mondo adulto.
Molti programmi permettono di completare requisiti di volontariato per la laurea mentre contribuiscono significativamente, creando un modello sostenibile di servizio comunitario.
Raccomandazioni Strategiche per il Futuro

Per i Giovani: Opportunità di Crescita
Le opportunità di volontariato digitale rappresentano un percorso di crescita personale e professionale. Partecipare a iniziative di mentoring digitale può trasformare competenze tecniche in abilità relazionali e manageriali, come dimostrato dal caso di Cora Baldwin.
Per Istituzioni e Aziende: Investimenti Mirati
È essenziale continuare a finanziare modelli ibridi che combinano tecnologia e contatto umano. La creazione di interfacce utente intuitive è necessaria, ma il supporto a iniziative di formazione mirata e personalizzata è altrettanto importante. La collaborazione pubblico-privata rappresenta la chiave per creare un ecosistema resiliente.
Per le Comunità: Centri di Supporto Locali
L’evoluzione naturale del servizio di Auburn potrebbe essere la creazione di “centri di supporto digitale” a livello locale, gestiti da giovani volontari. Questi spazi potrebbero fungere da snodi cruciali dove i cittadini ricevono assistenza per accedere ai servizi online e trovare interlocutori umani che li aiutino a superare le proprie insicurezze.
Verso una Società Connessa e Compassionevole
Il percorso di analisi ha dimostrato come l’azione dei giovani, attraverso volontariato e imprenditoria, stia contribuendo significativamente a colmare il divario digitale. L’esclusione dal mondo online non è una questione di incapacità, ma spesso il risultato di barriere strutturali e psicologiche.
Le iniziative esaminate dimostrano che il problema non può essere risolto solo con la tecnologia, ma richiede un profondo impegno umano. Dal semplice servizio telefonico di Auburn alle sofisticate piattaforme virtuali internazionali, questi programmi dimostrano che l’imprenditoria sociale giovanile e il volontariato digitale non solo colmano lacune tecniche, ma creano connessioni umane durature.
L’obiettivo finale non è semplicemente fornire accesso a internet o insegnare l’uso di un’applicazione, ma costruire una società più equa e compassionevole, dove l’innovazione tecnologica sia un mezzo per l’inclusione, non un fattore di divisione. I giovani, armati delle loro competenze e della loro empatia, stanno già tracciando la strada, dimostrando che il futuro della connettività è una questione di capitale umano tanto quanto di infrastruttura tecnologica.
La rete globale di giovani volontari che supportano le comunità svantaggiate rappresenta una delle risposte più promettenti al divario digitale mondiale. L’eredità di questi progetti risiede nella loro capacità di dimostrare che la tecnologia, quando mediata dall’empatia e dalla dedizione giovanile, può davvero diventare uno strumento di giustizia sociale e inclusione globale.
Come riflette Cora Baldwin: “Non credo alle coincidenze” – forse è davvero destino che questi giovani siano diventati i guardiani dell’accesso democratico alla conoscenza nell’era digitale. La loro azione rappresenta la dimostrazione più tangibile che l’umanità può e deve rimanere al centro della rivoluzione tecnologica.
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