Il discorso del Primo Ministro canadese Mark Carney al Forum Economico Mondiale di Davos nel gennaio 2026 ha scatenato un intenso dibattito internazionale, segnando un momento di rottura con decenni di diplomazia convenzionale. Con una franchezza rara sulla scena mondiale, Carney ha dichiarato la fine dell’ordine globale che ha governato le relazioni internazionali dalla Seconda Guerra Mondiale, definendolo una “piacevole finzione”. Al suo posto, ha proposto una nuova visione audace per le “potenze medie” come il Canada, esortandole a navigare in un mondo dominato dalla rivalità tra superpotenze con un nuovo senso di realismo e un’azione collettiva.
1. La Diagnosi: Un Mondo Entrato in una “Brutale Realtà”
Il fulcro dell’argomento di Carney è che l'”ordine internazionale basato sulle regole”, un pilastro della stabilità post-bellica, non è più operativo. Lo ha descritto come una “piacevole finzione” a cui le nazioni hanno partecipato per convenienza, ma che ora è giunta al termine. Questa finzione è stata soppiantata da una “brutale realtà” di rivalità tra grandi potenze, libere da ogni vincolo.
Per illustrare questo nuovo paradigma spietato, Carney ha evocato la saggezza antica dello storico ateniese Tucidide, catturando l’essenza di un mondo in cui il potere detta le regole:
“I forti fanno ciò che possono, e i deboli soffrono ciò che devono.”
Questa diagnosi desolante ha preparato il terreno per una critica filosofica della complicità passata delle potenze medie in questo sistema in declino.
2. La Metafora Centrale: “Smettere di Vivere nella Menzogna”
Per spiegare come le potenze medie abbiano perpetuato un sistema che sapevano essere imperfetto, Carney ha utilizzato una potente analogia tratta dal saggio “Il Potere dei Senza Potere” del dissidente ceco Václav Havel.
La storia è quella di un fruttivendolo che, ogni mattina, espone nella sua vetrina un’insegna con lo slogan comunista “Lavoratori di tutto il mondo, unitevi!”. Non lo fa perché crede nel messaggio, ma per conformarsi, per segnalare obbedienza e per “evitare problemi”. Poiché ogni negoziante fa lo stesso, il sistema si auto-sostiene non attraverso la violenza, ma attraverso la partecipazione di persone comuni a rituali che, in privato, sanno essere falsi.
Carney ha sostenuto che, per decenni, le potenze medie hanno “vissuto in una menzogna” in modo simile, lodando i principi dell’ordine basato sulle regole pur sapendo che le superpotenze si sarebbero esentate quando conveniva. Questo compromesso, ha affermato, non funziona più. Il messaggio è stato inequivocabile: è ora di “togliere l’insegna dalla vetrina”.
Tuttavia, l’uso di questa metafora non è stato esente da critiche. Analisti come George Magnus hanno definito l’analogia inappropriata, sostenendo che confonde la partecipazione volontaria, seppur imperfetta, a un ordine liberale con la sottomissione coatta a un regime totalitario. La contraddizione è resa ancora più stridente dal fatto che Carney ha invocato un eroe anti-comunista pochi giorni dopo aver siglato una nuova partnership strategica con la Cina di Xi Jinping.
3. La Nuova Strategia: “Realismo Basato sui Valori” per le Potenze Medie
Carney non ha proposto l’isolazionismo, ma una strategia più pragmatica e proattiva per navigare nel nuovo disordine globale. Questo approccio, che ha definito “realismo basato sui valori”, mira a rendere le potenze medie attori efficaci anziché spettatori passivi.
3.1. Definire l’Approccio
Il “realismo basato sui valori”, termine che Carney ha attribuito al presidente finlandese Alexander Stubb, è un duplice impegno: essere principled (fedeli a valori come la sovranità e i diritti umani) e allo stesso tempo pragmatic(riconoscendo che gli interessi divergono e non tutti i partner condividono gli stessi valori). Questo approccio segna un cambiamento cruciale. Come ha affermato Carney, le potenze medie non possono più fare affidamento solo sulla “forza dei nostri valori”, ma devono iniziare a riconoscere e utilizzare anche “il valore della nostra forza”.
Sebbene Carney adotti pubblicamente l’etichetta di “potenza media”, analisti come John Kirton sostengono che la sostanza della strategia sia una chiara affermazione di ambizione da “potenza principale”. L’enfasi sul “valore della nostra forza” e sullo status del Canada come “superpotenza energetica” in un mondo in cui l’egemonia americana sta recedendo, suggerisce un posizionamento che va oltre il ruolo tradizionale di mediatore e si avvicina a quello di un attore di primo piano.
3.2. Gli Strumenti Pratici
Per mettere in pratica questa strategia, Carney ha delineato tre strumenti concreti che le potenze medie devono sviluppare:
- Costruire la Forza Interna La base di una politica estera onesta e indipendente è un’economia domestica forte e resiliente. Ciò include investimenti in energia, tecnologia, minerali critici e difesa per aumentare l’autosufficienza.
- Diversificazione Strategica Per ridurre la vulnerabilità e la dipendenza da una singola superpotenza, è essenziale creare una “fitta rete di connessioni”. Carney ha citato come esempi una partnership strategica globale con l’Unione Europea, nuovi partenariati strategici con la Cina e il Qatar, e patti di libero scambio in negoziazione con l’India, l’ASEAN, la Thailandia, le Filippine e il Mercosur.
- “Geometria Variabile” Invece di fare affidamento su istituzioni multilaterali indebolite come l’ONU o l’OMC, le potenze medie dovrebbero formare coalizioni flessibili e basate su problemi specifici. Esempi includono la “Coalition of the Willing” per sostenere l’Ucraina o i “buyer’s clubs” per i minerali critici, che aggregano il potere di acquisto per garantire catene di approvvigionamento stabili.
Questi strumenti offrono alle potenze medie un nuovo modo di agire, permettendo loro di passare dal “vivere nella menzogna” al “vivere nella verità”.
4. Cosa Significa in Pratica “Vivere nella Verità”
Carney ha tradotto il concetto filosofico di “vivere nella verità” di Havel in quattro passi concreti per le potenze medie. La sua chiamata all’azione può essere riassunta come segue:
| Principio | Azione Concreta |
| Nominare la Realtà | Smettere di invocare l’ “ordine internazionale basato sulle regole” come se funzionasse ancora. Chiamarlo per quello che è: un sistema di rivalità tra grandi potenze. |
| Agire con Coerenza | Applicare gli stessi standard ad alleati e rivali. Criticare l’intimidazione economica da qualsiasi parte provenga, senza doppi standard. |
| Costruire ciò in cui si Crede | Invece di aspettare che il vecchio ordine venga restaurato, creare attivamente nuove istituzioni e accordi che funzionino come descritto. |
| Ridurre la Vulnerabilità | Perseguire la diversificazione economica e diplomatica non solo per prudenza, ma come fondamento materiale di una politica estera onesta. |
Un discorso così diretto, che rompe con le convenzioni diplomatiche, ha inevitabilmente provocato reazioni forti e contrastanti in tutto il mondo.
5. Le Reazioni: Elogi, Minacce e Scetticismo
Il discorso di Carney ha suscitato un’ondata di commenti a livello globale, che possono essere raggruppati in tre categorie principali:
- Elogi dalle Potenze Medie Il messaggio ha trovato un’eco favorevole presso altre nazioni in una posizione simile. In Australia, il tesoriere Jim Chalmers ha definito il discorso “straordinario” (stunning), sottolineando che i suoi contenuti erano “ampiamente condivisi e discussi” (widely shared and discussed) all’interno del governo australiano.
- La Minaccia di Trump La reazione dell’allora Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stata immediata e minacciosa, sottolineando la dipendenza del Canada. In un avvertimento diretto, Trump ha dichiarato: “Il Canada vive grazie agli Stati Uniti. Ricordatelo, Mark, la prossima volta che fai le tue dichiarazioni.”
- Il Divario tra Parole e Fatti Molti analisti hanno espresso un cauto scetticismo, radicato nella storia e nelle realtà economiche del Canada. Esperti come Stephanie Carvin hanno ricordato che un discorso simile dell’allora ministra Chrystia Freeland nel 2017 “non portò a nulla di concreto”. Questo scetticismo è alimentato da decisioni recenti, come il taglio dei budget per gli affari globali e gli aiuti internazionali, che contraddicono direttamente l’obiettivo di una politica estera più robusta. Inoltre, la natura di alcuni accordi di diversificazione è stata messa in discussione: l’accordo con la Cina sui veicoli elettrici non prevede nuove fabbriche in Canada, ma una riduzione delle tariffe sulle importazioni cinesi, una mossa che secondo alcuni critici potrebbe indebolire, anziché rafforzare, il settore manifatturiero nazionale.
6. Conclusione: Una Dichiarazione per una Nuova Era
Il discorso di Mark Carney a Davos non è stato semplicemente una critica del presente, ma una dichiarazione d’intenti per il futuro. Ha rappresentato una chiamata all’azione per il Canada e per tutte le potenze medie che si trovano strette tra giganti in competizione. Il suo messaggio fondamentale è che l’era della passività è finita. In un mondo in cui le vecchie regole non offrono più protezione, queste nazioni non possono più permettersi quella che Carney ha definito “la performance della sovranità accettando la subordinazione”. Devono invece smettere di fingere, costruire la propria forza e agire insieme per plasmare attivamente il proprio futuro.
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