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Il Pescatore

Proto super

Per la settimana strenna – avete visto a che velocità si avvicina il Natale – ho pensato di rifugiarmi in una delle mie confort zone preferite: i fumetti. Ma poi, e attenzione che la prof mi avrebbe multato e segnato minimo in violetto l’espressione, ma poi, ripeto, con buona pace della prof.,  ho pensato che potevo e dovevo osare di più. E allora ho imboccato una strada diversa, quella degli eroi, eroine, eroum, prima dei super, anche se ho molte difficoltà a capire cosa io stesso voglia dire con questa definizione. Chi ha coraggio prosegua e vedrà succedere cose. Ad esempio, scartabella e riscartabella, ho scoperto la prima eroina super anche se non lo è del tutto, della storia della letteratura francese. Non un fumetto, ma un personaggio letterario. Un intreccio di fatti e controfatti, tutti rigorosamente finti,  pubblicati in romanzi. Ma uscita in articoli su riviste pulp, sotto forma di storie a puntate, qualcuno potrebbe attaccarci la definizione di romanzi d’appendice, ma io non sarei così ardito, per arrivare poi, grazie al clamoroso successo del personaggio, ad altri articoli e poi nuovi romanzi e alla fine, 100 e passa anni dopo, ad una sua riscoperta a fumetti. Gli anni erano quelli arrivati per primi del secolo scorso – 1909 – proprio lui, avete letto bene, la nostra eroina era femmina, volava – con ali meccaniche attaccate sulla schiena mediante un’apposita tuta speciale che doveva indossare prima, e poi,  combatteva il crimine, in ogni sua forma e origine – anche invasori alieni – e, soprattutto, era anarchica. 

Il nome di questo portento ante e pure litteram era L’Oiselle – letteralmente l’uccellino femmina  – un proto supereroe femminista e avanguardista creato da Renee Marie Goraud d’Ablancourt  – che si firmava con lo pseudonimo di Rene d’Anjou. Essa autrice rara e prolifica, in quegli anni assai maschi per non dire maschili, sposando, ella nobile, un ricco che poi si nobilebbe a sua volta grazie a ella, se ho letto bene la biografia, ebbe tempo, modo e opportunità per vivere bene e scrivere meglio. Inoltre, ella, avea idee interessanti e molto moderne, per l’epoca, e infatti, mise assieme una produzione davvero copiosa di scritti – soprattutto romanzi – e fu abbastanza, ma che dico, parecchio, ignorata, all’epoca e anche qualche anno dopo. Anche perchè, ignominia e disvanto, “pora lei, pora lei” incorse, ella stessa medesima, in uno scivolone politico con la repubblica di Vichy. Cosette da approfondire, eventualmente. Non ve lo impedisco. Io mi fermo qui. Anche perchè a me interressa l’eroina fictionabile e precorritrice, che, in barba agli stereotipi di genere,  combatte il crimine, soprattutto maschile ma anche “femmes fatale” (istico), e vince. 

Unica nota aggiuntiva, permettete, è, che l’autrice pare abbia preso spunto per l’alata meraviglia da una pratica molto in voga nei cabaret parigini dell’epoca – le donnine volanti in scena – e anche, meraviglia delle meraviglie, da un protofilm, proto, proto, vista l’epoca, di uno dei proto registi più celebri di ogni tempo, Georges Méliès, che si intitolava proprio “la femme volante” del 1902

L’Oiselle lavora, se così si può dire,  in nome e per conto di una società segreta  che si chiama La Congregazione della Stella Nera che vuole creare una società egualitaria in un mondo utopico senza frontiere. La nostra ha un’identità segreta, come si conviene ai super, si chiama Francoise Vega de Ortega, è orfana, e proprio per questo è praticamente cresciuta da e fra gli adepti della società segreta su un’isola, chiamata, per l’appunto, isola della Stella Nera. Impavida, tecnologica e ardita quanto basta,  la giovane Vega – 18 anni –  è l’unica del gruppo di anarchici dell’Isola in grado di indossare e controllare la tuta speciale che monta e controlla le avveniristiche ali meccaniche create dagli scienziati della Congrega della Stella Nera. Oltre alla tuta che la rende in grado di volare, la nostra ha acquisito altri straordinari poteri,   grazie a speciali composti preparati da  un professore egiziano suo amico, bevendo i quali l’eroina, potenzia alcune sue capacità fisiche e psichiche. Come dire: forza e agilità  sovrumana e poteri telepatici. Sui racconti, sui romanzi e sul personaggio, così moderno, forse troppo, arrivarono critiche e stroncature come macigni dalla stampa dell’epoca. Soprattutto quella cattolica. (che dici, quell’altri erino narchici)(nota del redattore). La violazione di alcune regole del  politicamente corretto e i temi trattati provocarono non poche scosse, per non dire terremoti nella società del tempo. Una femmina in un mondo di maschi che fa cose da macho, anzi da eroe maschio, con ardimento e indipendenza  mai visti, fecero certamente scandalo. Oh my God. Però in francese. 

In un recente articolo del quotidiano francese Le Monde, firmato da Pauline Croquet, si parla dell’eroina super e del suo rilancio, più di cento anni dopo, grazie ad una casa editrice di fumetti americana la FairSquare comics

“Vega nuotava nell’aria, giocava nello spazio come se nessun altro elemento l’avesse attratta. Era padrona della gravità, dell’attrazione, era… un angelo!” Così, in poche parole, nel suo episodio introduttivo pubblicato su “La Mode du Petit Journal” nel luglio 1909, la scrittrice di romanzi a puntate Renée Gouraud d’Ablancourt descrisse il fascino dei suoi contemporanei per una donna volante, Vega de Ortega, alias Lady-Bird.

“Vega è un’eroina steampunk ante litteram; ha anche un lato spontaneo che mi sembra piuttosto raro, persino nella letteratura popolare della sua epoca”, sostiene Jean-Luc Houdu, fondatore della casa editrice Banquises et Comètes, che si concentra in particolare sulla letteratura fantasy dimenticata. Fabrice Sapolsky, a capo di FairSquare Comics, la paragona volentieri a Raven (creata nel 1980), ai Titans della DC Comics o a Kamala Khan, alias Ms. Marvel (creata nel 2013). “Si tratta di giovani donne che si sentono diverse, fuori dal mondo, che vogliono integrarsi senza perdersi. – spiega – Intraprendono un viaggio per uscire dal loro guscio. Inizialmente sotto l’influenza dell’Ordine della Stella Nera e del suo leader e mentore, Cleto Pizani, Vega si libererà gradualmente per salvare il suo promesso sposo, il Conte Daniel di San Remo”.

Ed è proprio quest’ultimo, non il suo promesso sposo, ma il direttore della casa editrice a fumetti statunitense, FairSquare, aggiunge il vostro narratore preferito in chiusura di post, ad aver deciso negli anni 22 del secolo odierno, di far ritornare dal passato la proto – oramai ho deciso di usare più e più volte questo termine, abbiate pazienza – eroina e super. La storia a fumetti uscita di recente mette insieme L’Oiselle e una sua pronipote del futuro Mina, che utilizzando conoscenze, poteri e ritrovati tecnologici, indossa a sua volta i panni della super e prende il nome di Lady Bird, in omaggio alla sua antenata e anche per non confondersi con essa medesima. E se non sarà seren si rasserenerà. 


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