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Il Pescatore

Marchesato o marchesatò

Il più nobile dei marchesi in campo oggi si chiama Marcello e ve lo consiglio a piene mani, ma se vi rimane voglia e tempo potreste passare da De Sade o da Angelica, fate voi. Valgono tutti la pena.

Perchè è più facile che un marchese passi per la porta di un palazzo nobiliare che un crumiro per quella dell’inferno, che ne dite? Meglio un marchese oggi che un portafoglio domani? Anche no, in effetti, però ci aiuta nell’incipit. Del resto se dovessimo andare appresso ai detti popolari la qualifica si andrebbe a sposare con un vulgaris che ascrive cose marchesiche con cose intraducibili e allora sì che saremmo del gatto, per dire. Meglio non pensarci, anche se un post sul detto popolare potrebbe anche interessare, chissà! Non qui e non oggi. Oggi parliamo della Marchesa di Marteuil e con lei andiamo a mille, tranquilli. Siamo dalle parti di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos, che detto così potrebbe anche mettere ansia ma se aggiungo Le relazioni pericolose, vi trovo più a vostro agio, ne sono sicuro. Ecco ma voi preferite la trasposizione letterale o  quella più azzardata e modernizzante. Così a spanne mi vengono in mente almeno 4 film ispirati o letterali riproposizioni del romanzo e 1 serie tv, moderna, addirittura netflix. Partirei con uno dei film più ispirati anche se lontano nella trasposizione

Anno 1999, cast giovane ma di sicuro successo e altrettante belle speranze, in chiave adolescenzial-statunitensite sebbene facente il verso alle pruderie di transalpina estrazione e livello. Che tradotto significò un buon successo di pubblico e persino critica, in cui spiccavano due gioveni e di buon lignaggio attrici nominate con la Sarah e la Michelle e la Gellar, tutte in una, – più nota come vampira adolescenziale in serie – e la ancor più celebre, or ora, Reese Witherspoon, impegnata politicamente e produttivamente davvero un sacco negli ultimi anni. Il licenzioso romanzo di fine settecento è uno dei testi più adattati e rappresentati del filone seduttiv-erotic-malizious, di ogni ordine e grado, e sebbene meno esplicito di molti altri libri del filone,  usciti in Francia e nel resto del mondo prima, durante  e dopo quegli anni, rimane una pietra miliare, forse la pietra miliare del genere. Del resto rimanendo lì nei dintorni e passando da una marchesa a un marchese, aggiungerci un De Sade e ottenere un 4 secco o anche un otto pancotto, è un attimo. Cosa voglio suggerire? Beh intanto che abbiamo un altro nobile per il nostro rapporto e post sui nobili fantasiosi anzichenò, perchè il buon Marchese riveste due posizioni, in questo specifico caso, sia quella fantastica sia quella carneossica. 

de sade

Il marchese, bontà sua, è anche romanziere egregio e non solo,  pure filosofo, drammaturgo, poeta, e politico. Onde per cui, egli, proprio lui, ci riempie coi suoi scritti e alimenta ogni, e dico ogni, nostra fantasia, anche alcune di raro indice, per non dire pollice. Inoltre egli che come nobile è bisvalido – in quanto conte oltre che marchese – è reale e blasonato e vive una vita a dir poco avventurosa per non dire scriteriata, per non aggiungere licenziosa anzichenò. E per questo e in quanto tale, la vita e le opere, non quelle scritte, ma i suoi comportamenti, hanno dato luogo a una messe di scritti e poi commedie teatrali e poi film, anche con la s sebbene non si dovrebbe, e poi altro e altro ancora. Perchè il licenzioso e mai licenziato marchese è una sorta di super eroe del pruriginoso, anzi il suo inventore in alcune specifiche pratiche, come tutti bel sapete. Dei sadismi e sadici e sadicismi di De Sade è pieno il mondo, suvvia, ma che ve lo dico affà!  A me viene in mente un fumetto ad esempio di cui vi agevolo tosto una copertina. 

sadik

100 mila copie vendette il primo numero di detto fumetto. Altri tempi, altre storie. Per inciso trattavasi di emulo del diabolico Giussanide, niente di licenzioso. Non starò a intrattenervi con racconti e novelle sul De Sade medesimo più di tanto, ma, mi corre l’obbligo di relazionarvi su alcune pietre miliari su di lui esso, e di lui stesso. Come ad esempio la rinomata e riportata più e più volte e rivolte: la filosofia del boudoir, ovvero il racconto dell’iniziazione della giovane Eugenie, che è in realtà un testo drammatico con risvolti potenti nel sociale e nel politico. E il politico in cui ha risvolti è la Rivoluzione Francese mica una partita fra scapoli e ammogliati. Delle produzioni cinematografiche  a tema marchesiche tralascerò, anche se una curiosata forse varrebbe la pena, lo dico per voi, illustrerovvi solo su due pellicole. La prima: Justine ovvero le disavventure della virtù diretto da Jesus Franco, va ricordata per motivi tipicamente gossippari, ovvero la presenza di una giovanissima Romina Power e per giunta discinta assai. La seconda: La via lattea di Luis Bunuel, perchè è Bunel,  e basta la parola, come recitava una pubblicità del giurassico o giù di lì

Dunque di marchese in marchese eccoci arrivati alla Marchesa degli angeli in arte Angelica. Un personaggio della letteratura, nato dalla penna e la fantasia di una donna, Simone Changeux, che con l’aiuto del marito Vsevolod Sergeïvich Goloubinoff è riuscita a dare vita a un affresco storico imponente in cui spicca la figura della marchesa degli angeli, donna indomita e moderna. Ai romanzi sono succeduti o successi, anche poi di pubblico, magari non troppo di critica, numerosi filmi, per dirla alla popolana, almeno 5 diversi ma tutti diretti dallo stesso regista, un adattamento teatrale, un sesto filmo, molto più recente, e floppato clamorosamente , e puro, e dico puro, 2 adattamenti filmici turchi – e segnatevi che la Turchia e i suoi adattamenti cinematografici di personaggi, supereroi, fumetti e altri ammennicoli merita uno o più post – e persino e dico persino un manga giapponese tutto suo per se col titolo di Angelique alla francoisa. 

Ma il marchese di cui ci fa più piacere parlare in questo post è lo stesso che inventò lo slogan di cui mi sono servito poche righe qui sopra. Basta la parola! Lo fece per pubblicizzare un lassativo – e ho detto tutto – esso uomo, ma che dico, un gigante, si chiamava Marcello Marchesi. Per dirvi chi fosse basta citare in ordine sparso i titoli dei suoi molti, per fortuna, libri: Aria de Roma, ed era solo il primo, ma già si intuiva qualcosa, ma già il seguito Essere o benessere, sgombrava il campo da ogni equivoco. Qui si ride e non si piange. E si potrebbe finirla qui. Non leggeteli se non volete divertirvi. Che dire del seguente Diario futile di un signore di mezza età, – così lo conobbi io me medesimo, sono vecchio che ci volete fare – Il sadico del villaggio, Futile e dilettevole, 100 Neoproverbi, e non ho detto tutto, ma ho aggiunto fieno in cascina – non trovate? – e poi Sancta publicitas – a proposito di slogan sketch e testi per caroselli  – Il chi sarebbe? Scherzi a parte, Il meglio del peggio, Il malloppo, Vivendo e scherzando, Kamasultra – testi Marchesi disegni Jacovitti – e ho detto tutto, anche se ci sarebbe ancora parecchio da aggiungere. E ci siamo limitati a citare alcuni titoli di alcuni suoi libri. Per non parlare di decine e decine di sceneggiature per il cinema, anche per Totò, se per caso vi fosse venuto in mente, e poi la tv, che lo ha reso immortale. 


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