Doc Savage arriva nel 1933, non è un fumetto, bensì un romanzetto – oramai vado di rime – l’eroe perfetto – permettetemi – , proto-super, dei proto-super. Sebbene non abbia poteri aggiunti, ma solo eccellenti abilità, il dottor Clark Savage Junior, è un chirurgo di base, però di eccellenza pregno, in realtà è uno scienziato a 360 gradi, abile ed esperto in ogni disciplina, inoltre è un campione sportivo con un fisico perfetto e ancora meglio addestrato. Allampadato, come e meglio di un Carlo Conti ante litteram, il nostro pre-super si è meritato il nome de plum di Uomo di Bronzo, fra gli altri suoi appellativi. A questo proposito rimane memorabile – una accozzaglia memorabile di chincaglierie – l’unica e irripetibile trasposizione cinematografica delle avventure del Doc, interpretata dall’ex Tarzan, fra le altre cose, Ron Ely. Un altro con un fisico parato alla bisogna, si potrebbe dire, o scrivere, a piacimento. Agevolansi clip del movie, ma soprattutto in apertura di post foto di Ely nei suoi precedenti panni di uomo scimmia.
Un superman senza superpoteri. Non a caso molti lo hanno paragonato al proto-super di tutti i super, in particolare proprio dell’uomo di Krypton con cui condivide alcune cosette. Savage arriva alle stampe e conseguentemente alle letture dei più – anche dei meno, che credevate – nel 1933. 5 anni prima dell’uomo d’acciaio. Sebbene le sue origini – quelle di Doc Savage – siano molto tantissimamente umane – egli sfoggia tali e tante caratteristiche speciali che ci inducono – e mica solo noi – a pensare ad altri super e in particolare ad uno di essi, ndovinate quale? Vi basterà sapere che il suo, o meglio, uno dei suoi covi speciali, si chiama – ta da – Fortezza della solitudine e sta messa fra i ghiacci dell’Alaska, puro lei.

Il papà di Savage è stato Lester Dent all’opera dal primo numero e per 161 dei 181 romanzi/racconti/storie – coi pulp non si sa mai come definirli, abbiate pazienza – a lui dedicati in tutto nei 15-16 anni di pubblicazione. Ma il successo del nostro è stato grande al punto che oltre al film di cui sopra all’eroe abbranzatissimo sono stati dedicati podcast – ovviamente no – però è divertente vedervi sobbalzare sulla seggiola, perdonate. Diciamo che i podcast del periodo erano programmi radiofonici e poi televisivi, e ancora fumetti e libri. Pensate che da noi, perchè il doc è arrivato quasi subito pure sulle italiche sponde, ed è stato anche apprezzato ben bene – dicevo – da noi la Mondadori gli ha dedicato un bel pò, direi una collana, magari non grandissima, ma tutta sua, – una collanina va – di book se dedicati, ma questo lo avevo già detto, di Urania, 18 libri fra il 74 e il 75 del secolo scorso. Perchè quello che ancora non vi ho detto è, che nelle sue avventure, il dottore selvaggio, che selvaggio non è per niente, si muove molto spesso in mezzo a contenuti, spunti, marchingegni ed espedienti mutuati, – eh si, ho scritto proprio così – dalla fantascienza.
Si mormora anche che in tempi recenti una grande star di Holly e poi Wood, nientepopodimeno che Dwayne – the rock – Johnson abbia dichiarato via social di essere pronto per reincarnarsi nel prossimo Doc Savage filmnematograficocinemente.
Parrticolare interessante, e anche in questo caso precorritore o precursore o preventivato – l’ultimo ho paura che non sia abbinato in modo consono – è il giurin giurello giuramento del nostro super senza poteri:
“Che io mi sforzi ogni attimo della mia vita per rendermi migliore e migliore, al meglio delle mie capacità, affinché tutti possano trarre profitto da ciò. Che io pensi al giusto e a dare tutto il mio aiuto a chi ne ha bisogno, senza riguardo per null’altro che la giustizia. Che io possa accettare ciò che viene con un sorriso, senza perdere coraggio. Che io sia rispettoso del mio paese, dei miei concittadini e dei miei collaboratori in tutto ciò che dico e faccio. Che io possa fare il bene a tutti e male a nessuno.”
Per noi navigati lettori scrittori amanti ardenti e perdenti di super e loro incarnazioni, un giuramento di intenti non può che suggerire un altro ben noto super, che, pure isso lui medesimo, dentro e fuori di sè, deve, anzi è proprio obbligato, almeno la prima volta, ma poi vedrete che capiterà ancora, a sottoporsi e sottoporci un bel giuramentin, giuramenton, che vi porto e riporto in calce subito qui accanto, forse un pochino più sotto.
“Nel giorno più splendente, nella notte più profonda, nessun malvagio sfugga alla mia ronda. Colui che nel male si perde, si guardi dal mio potere, la luce di Lanterna Verde!”

L’incipit di tutto, come nelle migliori storie, scatta e s’impenna, con la morte violenta del di lui genitore maschio, il quale – padre – aveva progettato la superoniminità del figlio sin dal suo primo, forse dal secondo, vagito. Il nostro Savage cresce imparando, esercitando, perfezionando e costruendo mille e una abilità fisico-cultur-mnemo-profess etc etc., perchè così ha voluto il papà. Quando suo padre viene assassinato, Doc scatta come una molla verso il suo destino pre-programmato e dedica la vita a punire i malvagi e pulire il mondo dal male. Novello Cenerentolo. Come e meglio del prossimo super amico Kent, puro Savage detto Doc, ha una squadra di amici che lo accompagna in missione. Tipo amici con poteri, o Justice League. Essi sono però senza poteri – come Doc – e In tutto 5: un elegante avvocato Ham Brooks, l’ingegnere Renny Renwick, un archeologo Johnny Littlejohn, Long Tom esperto di energia e similari, e lo scimmiesco brillante genio della chimica, che in quanto scimmiesco si chiama Monk. E anche qui, come non evocare, come non farsi prendere dalla nostalgia canaglia, come non sentirsi tutt’uno con la storia del fumetto e dei super. Mi evocano un genio scienziatico scimmiesco, me lo chiamano Monk e pensano che io non pensi allo scienziato scimmia X del dottor Xavier e ai suoi Uomini X. (Chi ha orecchie intenda o se ne intenda. nota del redattore).

Tornando al Doc e ai suoi amici, essi vagano e viaggiano, di terre in terre, esotiche e pericolose, mentre combattono criminali e femmes fatales. L’eroe e la sua band hanno anche un assortito guardaroba di armi e gadget super con cui sbaragliare i cattivi, tipo: gas stordente, pillole di ossigeno, mini bombe, e mitragliatrici che sparano diverse e sofisticate munizioni, – quasi mai proiettili veri – mentre invece abbondano le cartucce “misericordiose” pallottole tranquillanti. Ma allora non c’è solo Superman in questo proto-super, mi è semblato di avele visto un Batman? Un pò l’uno e un pò l’altro, direi. Le armi speciali sicuramente ricordano più il miliardario di Gotham e pure i veicoli speciali di Doc ci portano verso il pipistrello. Infatti Savage e la sua ciurma si muovono e combattono con robetta all’avanguardia – per l’epoca – e superpersonalizzata come aerei, – diversi modelli – un sottomarino e pure un mega dirigibile Zeppelin ad alta velocità. Negli anni trenta, l’aerostato big faceva la sua porca figura, credetemi. A proposito di fantascienza una postilla poderosa va ascritta e non soscritta casomai circoscritta, a causa della presenza nella vita – fasulla ma quanto mai reale – del nostro personaggio bronzeo di due, e dico due padri – zii, nonni, e antenati tutti – della disciplina in enza. Personaggi del calibro di Philip Josè Farmer e di Roger Zelazny. Essi loro hanno partecipato a vario titolo alla storia di Doc Savage. Farmer, addirittura, era un tale fan del personaggio da avergli dedicato una finta-vera-magnifica biografia del tutto personalizzata e reinventata, col suo genio fantastico e la sua grande ironia. Alla e per la quale vi invito. E non dico altro. Mentre il sei volte vincitore del premio Hugo – tipo lo Strega o forse anche un pò di più della science fiction – Zelazny ha inserito il Doc in un suo romanzo. Così tanto per gradire.

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