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Il Pescatore

Zoroastro

Lasciate un messaggio in segreteria, per favore, ci sentiamo tanto soli. Abbiamo anche chiesto aiuto ai massimi sistemi e agli esperti dei piani astrali diversi. Vedremo. Magari et telefona casa

Seconda puntata della nuova sotto-sezione della sopra rubrica del Franti da me medesimo vergata e sostenuta a suon di post e virgole, ma anche video, immagini, fumetti, musiche e varie amenità. Che tradotto vuol dire: eccoci al secondo episodio dei rivediamoli insieme, che poi ho invece rinominato seconde occasioni o qualcosa del genere. Se volete maggiori e più complete informazioni siete nel post sbagliato, quindi accontentatevi oppure lasciate un messaggio in segreteria. Il titolo fa il verso al post originario in modo da provare a ricordarvelo e ricordarcelo senza scopiazzarlo, e magari introdurre una nota leggera, per non dire, ilare. Ora, perchè il nome Zoroastro debba far ridere non chiedetelo a me, sebbene sia stato io a scriverlo, diciamo che mettere insieme Zarathustra e Zoroastro – che come tutti sanno, persino io, sono la meme chose – mi fa venire in mente Paolino Paperino e Paperoga, indubbiamente quest’ultimo, faceva molto ridere, e i due paperi si somigliano molto. Ma il riveder m’è dolce in questo post nasce invece dall’importanza – assoluta  – che quel post lontano rivestiva e riveste ancora oggi, nei suoi contenuti e nelle sue rivendicazioni, rispetto al futuro del genere. Sì, avete capito proprio bene, mi riferisco a quello umano. A noi tutti insomma. Non voglio dare troppa importanza a quel post e neanche al Franti, – ci mancherebbe – ma guardate che quelle cose lì, quelle scritte con Zarathustra e Nice – che però si scrive tutto in un altro modo – nel post del settembre scorso, uno dei nostri primi in assoluto, sono importanti, lasciatemelo dire. Forse addirittura più importanti oggi di allora. Come si dice, il vino buono, invecchiando migliora. Ma veniamo a noi e a lui, inteso come post di allora con Nice – sempre scritto male e anche bene, Nietzsche – e Zara e il resto. Estraiamo intanto per non perderci alcuni passaggi salienti: 

dove non osa zara

Nel teatro greco classico, quando una situazione drammatica sembrava irrisolvibile, appariva un dio “dalla macchina” (deus ex machina) per risolvere miracolosamente ogni conflitto. Oggi, di fronte a sovrappopolazione, inquinamento, disuguaglianze e guerre, i drammaturghi occidentali hanno introdotto lei, la macchina – l’intelligenza artificiale. 

La ai gennarina per dirla con noaltri, o nello specifico, col sottoscritto. Scusate l’interruzione e torniamo a citare.

La logica dominante recita: “Perché faticare, quando l’IA può  fare tutto meglio?”.
Studi del MIT Media Lab hanno dimostrato che l’uso intensivo dell’IA generativa provoca una riduzione del 32% dell’attività cerebrale creativa. È come andare in palestra facendosi sollevare i pesi da un robot: i muscoli cognitivi si atrofizzano.
Si chiama “cognitive offloading“. Ricerche di Microsoft e Carnegie Mellon evidenziano come gli utenti che si affidano ciecamente all’IA diventano progressivamente passivi, “atrofizzati e impreparati” quando emergono problemi complessi che richiedono giudizio umano. 

Questi, estratti dal rivediamoli insieme, sono i contro della vicenza. E quanto sono contro lo vedete da voi. Ci ho scritto puro io una cosa che vi linko alla bisogna.  Fra l’incudine e il martello, dando un colpo al cerchio e una alla botte ubriaca senza la moglie o anche con la consorte, rammento, nel pezzo che vi ho testè linkato,  una cosetta accaduta tredici anni or sono, e che riguarda i piloti degli aerei. Non dico altro, non insisto, non aggiungo. Però a noi tutti abitanti dei social – vari e di vario tipo – rammento cosa ci fa vedere lo scrolling personale, a seconda di cosa vogliono dirci o farci gli algoritmi, bontà loro. In quanto personale ogni scrolling è bello a mamma soja e solo a issa – come e meglio dello scarraffone – ma, e dico ma, sono certo che nello scrolling di ognuno di noi, – nel mio c’è di sicuro, fatemi sapere anche del vostro se vi va – incontro continuamente “esperti”, – metto le virgolette sarcastiche – di vario tipo, che mi suggeriscono soluzioni clamorose, per far lavorare al massimo la gennarina, oppure, per fare soldi con la IA, o, semplicemente, per imparare in dieci semplici mosse – che essi loro si premurano di anticipare in cambio della mia/nostra fidelizzazione, – come diventare i padroni del mondo grazie al supporto robotico.

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Ora scusate se chioso. Ma una chiosa breve è il minimo che mi sento di fare a questo punto. Se io o chiunque di voi all’ascolto e in visione possedesse quello che questi sedicenti esperti dicono di avere e promettono di darci, – puntini di sospensione, – ancora un poco – ancora un attimo  di sospensione – ecco ora arriva: ma non credete che saremmo io e voi tutti già sulla nostra isola personale a goderci una vita di magnificenze e godurie di ogni tipo, invece che rincorrere presunti clienti con i loro post un giorno si e l’altro pure sul social del momento, e anche su tutti gli altri, tanto per non sbagliare. Voi conoscete miliardari che vanno in giro a regalare la loro fortuna a destra e a manca? O conoscete famosi imprenditori ricoperti d’oro che non perdono occasione per cercare di ricoprirsi ancora e ancora di più del solito oro di cui fanno già largo sfoggio? Vabbè. Ritornando al nostro post serio del settembre 2025, passerei alla parte estrapolata da me medesimo in sintesi, in cui si suggeriscono alcune strategie alternative all’annichilimento tramite IA di cui abbiamo e avevamo parlato oggi e allora. Sono pochi punti molto semplici ma potenti, vediamoli: 

Il Potere dell’Intuizione: 

  • L’IA eccelle nella ratio (ragionamento logico), tu possiedi l’intellectus – quell’intuizione immediata della verità che coglie significati senza spiegazioni razionali. È la voce interna che dice “questo è giusto”, un superpotere che precede la logica.

Il Potere dell’Embodiment: 

  • Hai un corpo. Il tuo pensiero è ancorato all’esperienza corporea e sensoriale. L’IA simula il linguaggio, ma non sentirà mai il sole sulla pelle o il battito del cuore durante un bacio. Questo ti rende capace di empatia autentica e creatività incarnata.

Il Potere dell’Errore Creativo: 

  • Le macchine ottimizzano ed eliminano errori. Tu puoi sbagliare creativamente. I tuoi fallimenti insegnano resilienza, le imperfezioni generano scoperte e arte autentica.

Il Potere dell’Irrazionalità Significativa: 

  • Sei capace di agire per ideali senza logica, di amare senza ragione. Questa “follia” umana è la fonte di arte, rivoluzioni e cambiamenti radicali – qualcosa che l’IA non può replicare perché nasce dalla pura vita.
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Esistono poteri tutti umani e difficilmente replicabili dalle macchine: l’intuito, l’empatia e la creatività dell’esperienza sensoriale, gli ideali puri quelli della vita, e infine gli errori. Sbagliando si impara e i cocci sono nostri. Non ci sono robot fatti così. E difficilmente ci saranno. Come sento dire e vedo anche scritto qualche volta: perchè perdere tempo a provare a replicare cose che funzionano magnificamente  che già abbiamo?

Anche su questo ci sarebbe molto da dire, magari ne parliamo in un altro post. Intanto per chiudere questo, prendiamo in prestito un paio di frasi dalla conclusione del nostro precedente settembrino post sul tema Zaratustro e incidiamole nel marmo: 

Il significato non si può  automatizzare.
La bellezza non si può algoritmizzare.
L’amore non si può  digitalizzare.
Questi rimangono i privilegi eterni dell’uomo.

Bye


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