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Il Pescatore

Svapo

Da non confondersi con svagare o smammare, il verbo vaporoso  nasce da una incongruità molto precisa che riguarda l’atto per il quale si usa coniugarlo:
Si svapa perchè sarebbe incongruente fumare una sigaretta elettronica, dal momento che questa genera solo vapore, e non fumo.

Una bella considerazione che mi fa venire in mente almeno altri trecento – giovani e forti, ma, per ora, ancora tutti vivi – verbi o neo-tali, usati incongruamente. Ma di questo parleremo un’altra volta.  Mentre gli altri, 300, sono lì a prendere il sole,  questo – svapare –  va subito al sodo e si pone in bella mostra per la sua coerenza. Bravo direi. 

Quindi se  e quando si utilizza quel marchingegno – detto E-cig, nato in Cina, nel 2004 –  costituito da un circuito elettrico, una relativa batteria – anche perchè la portatilità o portabilità, e la conseguente praticità, di una sigaretta elettronica col filo e la spina, – e magari pure una prolunga – non risulta obiettivamente essere molto realistica. Tornando a noi, eravamo al marchingegno, denominato sigaretta elettronica. Esso è costituito da un circuito elettronico, una batteria, un filtro e un vaporizzatore. Quando si utilizza tale oggetto non lo si fuma, sebbene sigarettico, ma lo si svapa. Come ci spiegano Fabri Fibra e Clementino nel video di Ring, ring del rapper lui medesimo:

Uno degli aspetti più interessanti di questo nuovo modo di farsi male inalando fumi tossici volontariamente è che fino a quando le sigarette elettroniche erano state realizzate a immagine e somiglianza – si direbbe sputata, usando un linguaggio aulico – delle sigarette reali e tabaccosiche – primi anni del 2000 – le persone le usavano con molta circospezione e in quantità estremamente limitata. Solo dopo gli anni 10 del secolo in corso e quando gli oggetti svaporenti sono stati trasformati in qualcosa di diverso e unico  – atti all’atto della svapata,  – le persone hanno iniziato a consumare e a produrre vapore – sovente aromatizzato – con tali meccanismi fino a farli diventare vero e proprio oggetto di culto. In quegli anni il 12 e il 13 del secolo odierno, le strade del mondo, comprese quelle del nostro paese, si sono riempite di svapogozi – o meglio – negozi di sigarette elettroniche, meglio conosciuti fra gli addetti come: vapo shop

A questo proposito fra i frequentatori di tali negozi si è diffuso in breve tempo un gergo – a proposito di parole, più o meno nuove – che consta di alcuni termini vecchi riutilizzati in modo diverso e di alcune novità linguistiche perlopiù mutuate dall’inglese. 

All day vape: aromi lunga durata
Allagamento: ricarica sbagliata e/o difettosa con presenza di liquido nel bocchino
Analogica: la vecchia “siga”
Aroma: i liquidi per lo svapo
Boccata: definizione dell’inalazione(2 modi: colpo in gola, colpo nei polmoni)
Bocchino: inalatore o beccuccio per inalare il vapore
Cleromizzatore: il serbatoio
Cartomizzatore: serbatoio più datato, senza finestra e col polyfill al posto del silice
Cartuccia: serbatoio usa e getta precaricato
Cigalike: E-cig a sistema chiuso con cartucce 
Cloud chasing: esalare voluminosi nubi di vapore (anche in competizioni apposite)
Coil(atomizzatore: trasforma il liquido in vapore
Colpo in gola: sensazione nel retro della gola quando si svapa
Eutpd: normativa europea su produzione, acquisto e vendita di E-cig
Flavour ghosting: retrogusto dell’aroma del liquido  precedente
Gradazione di nicotina: quantità presente in un aroma, misurata in ml o mg
Hon Lik: inventore dell’E-cig
MAH: milliampere ora, unità di misura della potenza della batteria
MOD: vaporizzatori personali avanzati per svapatori esperti 
OHM: unità di misura della resistenza nei circuiti elettrici
Pg: glicole propilenico elemento base per liquidi da svapare
Vape pen: E-cig a sistema aperto con serbatoio ricaricabile
Vg: glicerina vegetale elemento base per liquidi da svapare

Posti davvero particolari i vapo shop, luoghi unici nel loro genere, popolati da persone svapantisi, in modi vari e secondo diversi rituali, anche in gara gli uni con gli altri. N.b.tutte queste persone  si svapano e  non si svaporano, nonostante il vocabolario italiano al verbo svaporare avesse già provveduto e da tempo, a indicare una precisa denominazione. Tale verbo, però,  a onor del vero, non pare perfettamente calzante alla rappresentazione di questa nuova azione derivante dall’uso di questo dispositivo elettronico. Vediamo a questo proposito la definizione ufficiale di tale verbo, tratta,  da un moderno vocabolario:  Il Treccani online, che dice: 

svaporare


v. intr. [lat. tardo exvaporare, variante di evaporare (v. evaporare)] (io svapóro, ecc.; aus. essere). – Di aromi, liquori, profumi, ecc., perdere l’odore o anche il grado alcolico caratteristico (cfr. evaporare, nel sign. 2): chiudi bene la bottiglia, altrimenti la grappa svapora; è un profumo che tende a s. rapidamente. In senso fig., perdere di forza e di intensità, svanire: appena gli sarà svaporata la collera, si pentirà di quello che ha detto; voglio buttare giù questi quattro versi, prima che l’ispirazione svapori; lasciamo svaporar le smanie e parliamoci chiaro! (Pirandello); anche riferito a immagine che si dissolve, che svanisce progressivamente: il fiume, perdendosi in lontananza, svapora in un orizzonte di nebbie violacee (N. Ginzburg). ◆ Part. pass. svaporato, anche come agg.: liquore, profumo svaporato; in senso fig., non com., riferito a persona, svanito, sventato.

Chiaro, limpido, tutt’altro che fumoso o vaporoso, e a voi la scelta. Questa differenza di sostanza nella spiegazione verbale sembra essere stata  la motivazione principale che ha costretto gli astanti a trovarsi un nuovo verbo per rappresentare il moto a luogo della sigaretta elettronica. Se poi volessimo spingerci su versanti ancora più impervi e procellosi, come quelli della lingua inglese – non si sa perchè ma l’inglese fa sempre la sua porca figura – scopriremo altri significati e significanti di modi e maniere per definire l’atto di suggere dalla bacchetta elettronica fumante che confondono e portano ancora più fuoristrada. 

Perchè, strano ma vero, anche gli anglosassoni ritenevano da subito incongruo, per non dire sbagliato, dire che la sigaretta elettronica si fuma. Quindi scartando smoke, siccome noi fumare, andettero ad appoggiarsi al verbo to vape – niente a che vedere con i fornelleti anti zanzare della nota marca di insetticida – anche se, come vedrete, l’etimologia di to vape, il suo perchè ce l’ha. In ogni caso ecco come racconta il verbo to vape il “solito” dizionario del popolo online, detto anche Urban Dictionary

to inhale vapor from E-cigarettes. Used because “smoking” an E-cig doesn’t apply as there is no smoke only vapor.

Identico all’italiano come riflessione, con la piccola aggravante che prima di essere usato per spiegare l’atto dell’inalamento del vapore elettronico to vape in anglosassonia veniva perlopiù usato per raccontare le persone che inalavano, no anzi, fumavano,  droghe, perlopiù leggere, dette anche fumo e maria. 

Le parole giuste da usare, quando ci si rivolge ad una sigaretta elettronica, secondo la Treccani sono: svapare e svapata, Fermatevi subito e tornate indietro se e quando vi capitasse di imbattervi in altri termini come svapo e svapatore. Dite assieme a me: vade retro fumo e suoi derivati

Ancora non esistono termini specifici, come accade per whatsapp e i suoi derivati, per i malanni che lo svapare può procurare, però, mi corre l’obbligo di ricordare allo popolo tutto,  quello che della svapata hanno scoperto gli esperti incaricati dalla Commissione Europea nel 2021. 

Secondo la Scheer,  – comitato sulla salute, l’ambiente e i  rischi emergenti,  – a cui  la Commissione Europea ha affidato l’incarico di capire l’eventuale rischio per la “salute” dello svapare; l’inalazione elettronica al pari del fumo “normale”, evidenzia alcuni precise controindicazioni: 

1)moderata irritazione delle vie respiratorie
2)moderato rischio di effetti sistemici a lungo termine sull’apparato cardiovascolare
3)moderato rischio di carcinogenicità del tratto respiratorio
4)forte rischio di lesioni da bruciatura e intossicazione 

Pace e bene


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