Di e su Braccio di ferro, Popeye, si potrebbero, e probabilmente sono stati scritti, numerosi libri. A noi interessa in questa specifica settimana dedicata ai proto super, perchè a modo suo è un super, non trovate. Super forza uguale spinaci ingurgitati. Ci siamo no? In ogni caso l’invenzione del marinaio guercio, simpatica come definizione, è stata anche un’eccellente operazione di marketing. Magari non proprio voluta, ma certamente ben riuscita. Le vendite e il consumo di spinaci sono cresciute in modo esponenziale, in particolare proprio nel periodo della grande depressione, il famigerato ‘29 – 1929 – che, guarda caso ha segnato anche il debutto del personaggio nelle storie a fumetti. Analisi e ricerche – serie e scientifiche – hanno attribuito al buon marinaio l’aumento, nel corso del tempo, fino ai giorni nostri, del consumo di verdura fra i bambini e i ragazzi. Queste analisi sono state fatte negli Usa ma non mi stupirei che anche alle latitudini del Vecchio Continente le avventure di Braccio di Ferro non abbiano influito sui verdurami, vendite, consumi, e piantagioni in toto. E pensare che il nostro super a trazione vegetale nella sua striscia di debutto era molto più vecchio e destinato ad una sola breve apparizione.

Così la pensava il suo papà nonchè autore Elzie Crisler Segar di Chester Illinois, città portuale dove pare, abbia incontrato il marinaio in carne e ossa che avrebbe ispirato il disegno del personaggio. Un signore di origine polacca che di nome faceva Frank e che, per l’appunto, aveva braccia muscolose assai, un occhio semichiuso, mascella prominente e pipa perennemente in bocca. Se vi capitasse di passare dall’Illinois al cimitero di Chester trovereste la tomba del marinaio con tanto di disegno di Popeye inciso sulla lapide.

La prima avventura di Popeye riscuote così tanto successo fra i lettori che l’autore in un batti e pure baleno, decide di promuoverlo protagonista della serie – che in origine dal 1919 si chiamava il piccolo teatro – e ribattezzarla col suo nome Popeye, che poi significa “occhio pio”, traducendo dall’ inglese al gergalese. Tornando agli spinaci, tutti sanno che la clamorosa concentrazione di ferro in essi contenuta era un errore di uno scienziato della Belle Epoque, e lo sapeva anche il nostro Elzie, che infatti spiegò il perchè della scelta del super carburante con una specifica vignetta del suo personaggio in cui chiariva che la sua scelta della verdura era stata originata dalla forte concentrazione nei medesimi di Vitamina A, ottimo carburante per il corpo.
Ma non divaghiamo. La storia iniziale delle avventure del marinaio più forte dei fumetti è la nostra meta. Anche perchè trattasi di storia davvero memorabile. Già il titolo promette benissimo: La gallina fischiona africana – The african whiffle hen. La storia e il personaggio della gallina fischiona nasce, circa, un anno prima dell’arrivo del nerboruto marinaio – 1928 – l’inserimento di Popeye serviva – nella logica della narrazione scenica – perchè il vero protagonista della striscia – fino a quel momento – aveva bisogno di un marinaio per raggiungere in nave un’isola bisca-casinò al largo.

Castor Oyl lo assume, per risparmiare, e fare in modo che grazie alla sua possanza, sia in grado di sostituire l’intera ciurma della nave.
La gallina è in realtà un animale dai poteri magici, strofinandola si assume una certa dose di fortuna. L’idea di Castor è quella di giocare al casinò strofinando la gallina di continuo e riuscire a far saltare il banco. Braccio di Ferro capisce l’inghippo e strofina la gallina lui stesso per accumulare fortuna. L’espediente viene però scoperto dal proprietario del casinò che per l’appunto è anche un pericoloso gangster che salta sulla nave di nascosto e prova a vendicarsi dei due. E solo strofinando continuamente la gallina fortunata che Popeye riuscirà a sopravvivere alle ferite di arma da fuoco collezionate nello scontro col criminale. Ben sedici pallottole. Altrochè spinaci. Se non c’era la gallina!

L’evoluzione di Braccio di Ferro è clamorosa: l’eroe, ancora senza spinaci, acquisisce gradualmente autorità sui suoi compagni di viaggio; il colore della sua uniforme, inizialmente bianco, si trasforma in blu. Uomo dall’aspetto mite, sospettoso, irritabile e incerto nelle prime strisce, Braccio di Ferro diventa a poco a poco una star, mentre il personaggio principale di Segar, Castor Oyl, sebbene fratello di Olivia, la futura compagna di Popeye, scende di posizioni e poi esce di scena. Anche molti dei vecchi personaggi delle storie del decennio precedente passeranno la mano, in funzione di nuovi acquisti, ad esempio il mitico Poldo. Alla fine quei sedici proiettili qualcuno l’hanno fatto fuori per davvero. Il nostro irascibile e carissimo Braccio di Ferro ha vinto ed è pronto per un secolo intero di successi. E l’ultimo chiuda la porta!

Scopri di più da Franti Magazine
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.