Il titolo completo è: Special agosto – moglie mia non ti conosco – alfabetica (A), poi come avete visto, lo abbrevieremo così.
Non chiedete e non vi sarà detto. Fidatevi è meglio. In un fiat – e non mi riferisco alle compiante autovetture torinesi – il senso di questo e dei prossimi post agostani potrebbe essere: una lettera dell’alfabeto al giorno leva il Franti di torno e il pescatore si adegua. Semplice e stringato. In altri termini, il pescatore va in ferie, per tutto il mese di agosto. vogliate gradire questi post alfabetici fino a fine mese.
Oggi è il primo e quindi A.
A come musica, A come fumetto, A come parola che inizia per la A, A come film, come serie televisiva, A come curiosità, località, gioco di società – come non sfruttare la rima – questione di socialità e chi più ne ha, li metta quà, e qualcosa accadrà. Taca banda.

La prima a sta per Avengers che detto in italiano comincerebbe per V e non per A ma si sa noi siamo poligrotta e anche fuorigrotta – V di vendicatori – perciò ci accontentiamo così. Gli eroi super della marvel per antonomasia, gli unici che ancora e nonostante la crisi davvero sistemica della casa delle idee al cinema, tiricchiano ancora un pochino al botteghino, stanno per tornare sul grande schermo con una nuova lunga saga filmica. Ma non anticipiamo nulla anche perchè qualcosa l’avevamo già detto in epoca non sospetta a proposito di Iron Man e del suo interprete Downey Jr che morto e sepolto nell’altra lunga saga tornerebbe – il condizionale è d’obbligo -vestito di ferro un’altra volta, ma di ferro mistico e magico non solo tecnologico, poichè di panni Dr.Doom-ici, al secolo, Destino, si tratterebbe. Circolano online anche alcuni trailer fra il farlocco e l’onesto, in cui esso uomo attore e supereroe sveste o veste o svela la sua nuova identità. Ai posters – anche detti posteri – la sentenza, a noi una immagine dei vendicatori prima maniera tratta da un fumetto e che fumetto, il primo assoluto della banda di super, uscito nelle Americhe nel 1963 e dove i super erano così joveni da avere ancora i calzettoni e i calzoncini corti – scherzo – però vi farei notare l’armatura di Iron Man, mai così ferrigna e splendente, soprattutto di un colore solo, il dorato, nel disegno del grande insuperabile maestro Jim Kirby. Stacco musicale.
I fratelli Gregg e Duane Allman sono universalmente riconosciuti come i fondatori del Southern Rock e il brano celeberrimo testè visto e ascoltato, certifica in modo incontrovertibile il miscuglione detto anche mixo mixo “che poi qualcosa verrà fuori”, di generi musicali coinvolti – loro malgrado o forse no – nel nuovo sound creato dai fratelloni di Nashville alla fine degli anni ‘60. Trattasi di rock, country e jazz e blues tutti insieme appassionatamente, e chi si è visto si è visto. Ma a voler ben guardare – hihihihi – non è poi andata così male. Degli Allman ci sarebbero da dire tonnellate di cose, – tutti droga e tennessee whiskey come andava di moda all’epoca,- hanno onorato il rock e la storia di quel periodo, con una dose compatibile di lutti e incidenti molto rock e pure roll; ma qui siamo d’agosto e le notizie vanno centellinate, per cui fermo qui lo spillare di carte. Mi limiterò a dire che Jessica ha vinto un grammy nel 1995 miglior pezzo rock strumentale, che Gregg è stato anche il marito di tale Cherylin Sarkisian LaPierre, Cher per gli amici e anche per Sonny Bono suo altro famoso musicista e marito; e che la band ha realizzato più dischi live che in studio e i musicisti hanno dichiarato spesso di trovarsi meglio a suonare dal vivo che in sala.
La prossima A sta per Angelina e rimane in ambito musicale. L’alfabetica riproduzione Angelinica mi porta a considerare quante e quali canzoni sono uscite con questo titolo e medesimo nome. Me ne vengonono in mente parecchie. La prima è quella di Louis Prima – mr just a gigolo e altri celeberrimi ballabili di ogni tempo – nel suo ineffabile idioma anglo italico e anche nu poco spanish gorgheggia e fraseggia da par suo, ma anche Robert Zimmerman in arte – lo sapete che ve lo dico affà – ha scritto e suonato e poi cantato un’Angelina. Uno dei brani migliori a mio avviso del dylaniato Bob, anche se poco conosciuto e ancor meno suonato. Nelle recentità un altro italiano famoso ha Angelinato, dicasi 50 special in versione solista al secolo Cesare Cremonini che verseggiando sen va con la sua Angelina
La notte è già finita, Angelina
Ma tu sei così bella, Angelina
Presentami un’amica, Angelina
Mi basta non sapere
Chi sei?
E che dire dell’Angelina dei Matia Bazar. Un brano poco noto del gruppo di Sanremo, dove la cantante solista storica Antonella Ruggiero ribadisce la sua grandezza assoluta. La versione del 1987 live pocanzi postata rende appieno l’idea, che ne dite? Pare, si mormora, si vocifera, si leggenda, che il testo fra le righe racconti proprio la distanza che cominciava a esserci, frapporsi, ristagnare, fra lei e il resto della band e che il pezzo dovesse in prima istanza intitolarsi Antonella. Chissà.
La penultima A del giorno – il primo del mese moglie mia non ti conosco – è dedicata all’Alemagna. Ne abbiamo parlato recentemente e qui da queste parti sapete bene che Carosello e i caroselli hanno grande dignità e spazio. Ho scelto per questa rentrée blasonata e appicicaticcia – in quanto grondante calura e sudoricchio agostano – uno degli spot animati delle campagne pubblicitarie dell’azienda dolciaria. Il prodotto è celeberrimo la caramella Sanagola. Lo spot degli anni ‘80 ci ricorda che “sanagola fa gole”
“Se la voce ti tormenta son quà io la doppia menta; una spremuta a un golosone sono arancia son limone; e se tieni all’amicizia offri al volo liquirizia; sanagola morbidezza da scoprire in tanti gusti: sanagola fa gola”

Ci lasciamo, per oggi, con una cartolina estiva dalla montagna italiana. Siamo ad Alleghe comune dolomitico in provincia di Belluno sito a mille metri di altitudine sul livello del mare e celebrato anche per il suo bellissimo laghetto alpino. L’istantanea della località di montagna è stata scattata in estate, e vorrei anche vedere, ed è ridente e scherzante, come è giusto che sia. Ma per i meno vacanzieri bisogna ricordare la catena di omicidi che negli anni ‘30 ‘40 e ‘50 del secolo scorso sconvolse la cittadina. Si trattò di almeno 5 delitti ma più probabilmente sei, portati alla luce dal giornalista Sergio Saviane che grazie ai suoi articoli e poi al libro I misteri di Alleghe del 1964 diede il là alla decisiva indagine di polizia che proprio nell’anno dell’uscita del romanzo portò all’individuazione e all’arresto dei resposabili dei delitti. Brividi, anche d’estate. Bye

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