Il computer è un maglione in lavatrice
I nuovi Mac non costano 1.079 euro. Nella configurazione che serve davvero a lavorare si va da 2.100 a oltre 20.000. E l'intelligenza artificiale non è inclusa.
Leggi →I nuovi Mac non costano 1.079 euro. Nella configurazione che serve davvero a lavorare si va da 2.100 a oltre 20.000. E l'intelligenza artificiale non è inclusa.
Leggi →Il software è diventato una condizione, l'Europa ha risposto con un vocabolario e l'Italia affitta la propria sovranità da Mountain View. Episodio VII.
Leggi →Prezzi dei dispositivi in salita, sistemi operativi che scadono, servizi pubblici che danno per scontato uno smartphone recente. Cosa resta di praticabile
Leggi →La rete nasce promettendo abbondanza infinita. Trent'anni dopo la RAM costa più del computer: cartello o oligopolio? Quinto episodio della serie.
Leggi →IBM apre la scatola, Microsoft vince una clausola: come l'apertura totale dell'hardware generò il monopolio del software. Quarto episodio della serie.
Leggi →Il Mac, la GUI e lo spot col martello: come il computer più «personale» di sempre nacque già sigillato. Terzo episodio della serie sull'Impersonal Computer.
Leggi →Da Stewart Brand all'Homebrew Computer Club: la stagione in cui la macchina produceva. E il paradosso della controcultura che costruì il recinto
Leggi →Da Olivetti a Watson: come la promessa del computer personale si è rovesciata nel suo contrario. Primo episodio del dossier sulla metamorfosi digitale
Leggi →Quando quel codice è chiuso, opaco o controllato da fornitori che apprezzano la monetizzazione rispetto ai diritti dell'utente, l'utente finale diventa il prodotto, non il principale
Leggi →Il “ritorno al futuro” del personal computer non è un ripristino ma una rifondazione parziale: nodi locali potenti, modularità hardware, protocolli di sync decentralizzati, e un uso selettivo e crittografato del cloud come estensione, non come sostituto
Leggi →