Il computer è un maglione in lavatrice
I nuovi Mac non costano 1.079 euro. Nella configurazione che serve davvero a lavorare si va da 2.100 a oltre 20.000. E l'intelligenza artificiale non è inclusa.
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I nuovi Mac non costano 1.079 euro. Nella configurazione che serve davvero a lavorare si va da 2.100 a oltre 20.000. E l'intelligenza artificiale non è inclusa.
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Anthropic marchia i testi dei suoi modelli per l’AI Act. Ma la filigrana timbra il passaggio, non il pensiero: e a guadagnarci è il sarto dell’imperatore.
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Cinque gesti per riprendersi la casella di posta, tre delusioni, e il capovolgimento: la funzione utile sta dietro il pedaggio, quella inutile ve la regalano.
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Ho letto tredici guide sul miglior programma di posta del 2026 e ho trovato tredici vincitori diversi. In ognuna il vincitore era chi aveva scritto la guida.
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Non riesco più a usare la posta elettronica. Ho fotografato cinque programmi e la mia sconfitta: il colpevole è la citazione, e il mittente sono anch'io.
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Il software è diventato una condizione, l'Europa ha risposto con un vocabolario e l'Italia affitta la propria sovranità da Mountain View. Episodio VII.
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Prezzi dei dispositivi in salita, sistemi operativi che scadono, servizi pubblici che danno per scontato uno smartphone recente. Cosa resta di praticabile
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La rete nasce promettendo abbondanza infinita. Trent'anni dopo la RAM costa più del computer: cartello o oligopolio? Quinto episodio della serie.
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IBM apre la scatola, Microsoft vince una clausola: come l'apertura totale dell'hardware generò il monopolio del software. Quarto episodio della serie.
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Il Mac, la GUI e lo spot col martello: come il computer più «personale» di sempre nacque già sigillato. Terzo episodio della serie sull'Impersonal Computer.
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Da Stewart Brand all'Homebrew Computer Club: la stagione in cui la macchina produceva. E il paradosso della controcultura che costruì il recinto
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Da Olivetti a Watson: come la promessa del computer personale si è rovesciata nel suo contrario. Primo episodio del dossier sulla metamorfosi digitale
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Quando quel codice è chiuso, opaco o controllato da fornitori che apprezzano la monetizzazione rispetto ai diritti dell'utente, l'utente finale diventa il prodotto, non il principale
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Il “ritorno al futuro” del personal computer non è un ripristino ma una rifondazione parziale: nodi locali potenti, modularità hardware, protocolli di sync decentralizzati, e un uso selettivo e crittografato del cloud come estensione, non come sostituto
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Ho trovato qualcos’altro. Ho trovato la chiave — non la porta, la chiave. E la differenza è importante: la porta va attraversata ogni volta, e ogni volta è diversa. La chiave è la disposizione con cui ti ci presenti.
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Una mostra online dal CyberTirolo dichiara di scrivere articoli con l’IA imitando lo stile di giornalisti reali. Esperimento o provocazione necessaria?
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Il pensiero in prestito come strategia di deresponsabilizzazione è ciò che Wittgenstein avrebbe definito seguire la FORMA di una regola senza capirne il senso.
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Passatisti vs. innovatori accelerati: come entrambi evitano la Nigredo. Lo strumento rivela l'operatore. La puritas cordis dell'attenzione vera
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In piena crisi Microsoft subisce la defiance del governo francese che si rivolge a un LINUX credendo di salvaguardare la propria sovranità. Ma se sotto-sotto ci fosse lo zampino di quale ai?
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C’è chi ha deciso che ChatGPT sia il primo e insuperabile, chi ama Grok perché è sfidante, chi Gemini perché è più serio o Copilot perché è Office. Se oggi preferisco combinare NotebookLM, Claude e Grok, non è perché ho ragione, ma piuttosto perché hanno torto quelli che si fanno adottare da un programma.
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Il paradosso del self-publishing: i suoi successi finiscono per firmare con i grandi editori. La rivoluzione editoriale che funziona da trampolino verso il sistema che combatte.
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Dal Polaroid di Dennis Hopper alla trappola dell’Instagram Face: il selfie come strumento di conoscenza dell’ombra, non di costruzione dell’immagine.
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Dopo la sottrazione radicale dei presupposti superati, i frammenti rimasti cominciano a riorganizzarsi nell'alambicco generativo dell'AI lontano dall’intenzione abitudinaria. Questo è il fenomeno del Coagula alchemico — la riaggregazione che non è un semplice ritorno, ma la macchina generativa che, nutrita di materiale già epurato, condensa precisione dalla proliferazione. Le domande cambiano: non più “cosa aggiungo?” ma “cosa è ancora di troppo?”. Tutto avviene quando il rumore cala e il segnale diventa audibile. VITRIOL — rettificando — significa lasciare che la forma raggiunga la sua inevitabilità necessaria.
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Tre settimane di dissoluzione, fermentazione, espansione mi avevano lasciato con un archivio di idee, connessioni, frammenti, digressioni — una selva oscura di potenzialità non realizzate. E di fronte a quella selva, per la prima volta, ho sentito il vero costo del processo.
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Passare da un modello generativo a un altro, o dallo strumento digitale alla carta, o dalla scrittura alla conversazione ad alta voce — funziona come le ripetute distillazioni del circulatum. Ma il rischio è la seduzione della varietà fine sé stessa — la fuga, anziché il metodo.
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«Chi non sa bruciare non può conoscere. Chi non sa cosa brucia non può sopravvivere al fuoco.» — Annotazione apocrifa, margine di un codice paracelsiano.
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Se c’è una tesi in questo diario trasformarivo, è che il modo in cui usiamo le macchine generative rivela il modo in cui pensiamo — e il modo in cui pensiamo può essere trasformato temprandolo al fuoco alchemico
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In cinque sezioni progressive approfondiamo il primo capitolo di “Paracelso nella Rete” e partiamo dall’analisi del fenomeno speculare, alla diagnosi della figura del Souffleur, fino alla materia prima dell’incertezza, all’Opera al Nero come metodologia e al Manifesto dell’Operatore Generativo.
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