Vi è mai capitato di amare alla perdizione, o anche alla perfezione, ma vuol dire un’altra cosa, brani musicali, canzoni, armonie, arie, ariette, e puro sinfonie; di cantanti, band, orchestre, gruppi e altri e vari e similari che mai e poi mai avreste pensato di prendere in considerazione, e invece sì? A me spesso. E devo dire che ho quasi sempre pensato che non fossero farina del sacco del gruppo o singolo di turno – normalmente aborrito o aborso da me medesimo – ma che sotto sotto gatta ci avrebbe covato o anche muccato. E così è stato. Fate voi stessi la verifica. Provate empiricamente. Vedrete che le gatte miagolano altrochè deporre. Vi accorgerete che dietro le belle cose, in genere, ci sono belle, ma soprattutto brave persone. Intese come geniali e competenti, astenersi improvvisatori seriali parvenue musicali e avventizi del pentagramma. Ora questo post si chiama con un nome e un cognome e viene da sè persino a me che sono quel che sono, – fortunatamente sotto la vostra supervisione attenta – che parlando di una persona in senso specifico e pure stretto, la premessa di cui sopra potrebbe attagliarsi con lui stesso in oggetto. In effetti così è, ma siccome che sono cecato e puro nu pochetto intronato, lascerei spazio alla musica, così magari guadagno qualche punto
Quel signore lì è l’autore di quella cosa là. Ora i più attempati hanno contezza, i meno meno, però, mi daranno ugualmente dieci secondi della loro attenzione – spero – convinti dalla bellezza del brano anche se non solletica alcuna memoria o ricordo eroico nel loro ipotalamo o sezioni cervelliche limitrofe. Lo stato dell’arte attuale ci indica – dopo alcune ricerche – che il Maestro Roberto Colombo insegna presso la civica scuola di musica Claudio Abbado in Milano Italia, e in particolare, ivi, si occupa di popular music. A me questa cosa basterebbe già a promuovere la sua canonizzazione in attesa di una laica santificazione in vita. Io non faccio testo, lo so, in quanto scrivente, per cui non fate troppo caso a me. Però le robe musicali che esso musicista ha maneggiato nel corso della sua carriera sono tali e tante da far sobbalzare sulle seggiole anche i deretani più austeri, credetemi. Seguiterei con un secondo esempio
A proposito del magnifico cantico or ora ascoltato e del genio Jannacci accompagnato dal coadiuvante genio di cui narriamo le gesta in questo post, approfitterei per postillare un uso cinematografico recente e davvero magnifico del brano in oggetto. Trattasi del film d’esordio alla regia dell’attrice e scrittrice Greta Scarano del 2025 che si intitola La vita da grandi e che consiglio urbi et orbi senza alcun timore anzi con grande determinazione e di cui vi clippo un frame sebbene non abbia molto legame e nemmeno profondo in profondità col nostro Roberto e pure Colombo ma sono certo che lui, capitasse mai di leggere esse cose, approverebbe se medesimo. Non capiterà ma se fosse: benvenuto.
Ora dovrei passare all’elencazione : “annunciazione annunciazione” – Massimo Lello e Enzo linkati e sempiterni – dei numerosi per non dire, innumerevoli cap e poi lavori di vario genere, musicista, tipologia e squisitezze varie, di cui il Maestro è stato protagonista nonchè interprete e pure autore ancorchè co-a-diuvatore. Ma qui siamo al Franti e quindi si sa, le cose vanno diversamente, seppur si muovano, mica siamo Kepleri, suvvia. Le vicissitudini del musicista sono andate molto bene, per lui, ma soprattutto per noi, e per i colori o coloro che hanno percorso le strade assieme al maestro milanese. Camerini, Celentano, Cattaneo – per stare sull’alfabetico – ordine intendo – Garbo, Orme, Bosè – e qui sforiamo sia dall’alfabeto sia dall’Italia – e poi Russo, l’inarrivabile Giuni, e i Matia quelli del Bazar in gruppo per non dire dell’Antonella e del Ruggiero singola e singolarmente, – di cui è fan anche nella vita privata – e poi Morgan e De Andrè e la Pfm, anche assieme. Proprio con la Premiata, Colombo, ha tenuto rapporti intrecciati lungamente, oramai tanto tempo fa, ma fu lì che ebbi a scoprirlo nei ruggenti ‘70 anni del novecento.
Ma la carriera dell’artista, uomo di musica assai poliedrico, non si ferma alla composizione, alla suonazione, o agli arrangiamenti, nel e per conto terzi o quarti, egli scrive pure colonne sonore per tv e cinema, – la radio l’abbiamo immortalata all’inizio bontà sua – e pure sigle per robe televisive molto specifiche tipo il din don dan di Studio Aperto il tg di Italia Uno. In verità, in verità vi dico, che io me il sottoscritto del maestro Colombo conobbe e apprezzò in epoche diverse ancorchè lontanucce due dischi personali di progressive – il genere musicale niente politica – suoi medesimi, primo secondo dolce frutta e contorno compresi. Sfogatevi bestie e Botte da Orbi, dell’ultimo vi ho agevolato la copertina in apertura di post. E a cui si aggiunse qualche anno dopo un terzo lavoro solista ma diverso e collaborato al cantantevole che si intitolava Astrolympix.

Come se non bastasse il nostro dal ‘90 è pure impegnato nella scrittura e produzione di jingle pubblicitari, robetta sconosciuta e poco orecchiabile per ditte di secondo piano – scherzo assai – ma non dico una parola di più, anche perché esse ditte saranno presto nostri sponsor qui al Franti e quindi non voglio sciuparvi la sorpresa. Facciamo che vi allego un videino di prova, poca roba, e non ne parliamo più, Bye.
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