Olga Mesmer è la nostra ultima proto super, per ora. La giovane arriva direttamente a fumetti, è la prima dei proto, per quello che ci riguarda, a non essere solo proto ma anche nuvola parlante. I tempi erano maturi, a quanto pare, era il ‘37 – 1937– solo un anno prima del debutto di Superman. La nostra anticipa di poco l’uomo d’acciaio e si appunta sul petto la stella di prima supereroina americana della storia. Accettasi scommesse e pure smentite su fatti e nomi e luoghi e persone differenti. Fateci sapere. Olga, nome esotico per una yankee, vive le sue avventure in una striscia pubblicata sull’ennesima rivista Pulp, metto la maiuscola per rispetto. Le tavole della ragazza con gli occhi a raggi X sono firmate da Watt Dell Lovett, non è dato sapere chi fosse l’autore delle sceneggiature e dei testi delle storie, si mormora nei corridoi, il nome di Andolphe Burreaux. Attenzione perchè qui il gioco si fa più duro, vi avverto. Fermatevi finchè siete in tempo. Perchè dico questo? Per due motivi. Il primo è il sesso. Avete letto bene, quello. Il secondo è l’editore della rivista pulp su cui fa la sua comparsa la nostra super.

Andiamo con ordine. Iniziamo da Harry Donenfeld, un omino che poi sarà comproprietario della DC Comics e concorrerà alla scoperta e al lancio del “solito” Superman per Action Comics, divenuta poi DC. Mr. Harry nasce tipografo ma per fare soldi – siamo nella grande depressione del ‘29 – stampa anche whisky. Battuta. Ebbene avete capito proprio giusto. Donenfeld durante il proibizionismo procurava beveraggi ad alta gradazione di contrabbando. Incassando parecchi dollaroni. Con essi dollaroni, egli, che di prima professione era stampatore, ma che, a quanto pare, “teneva” il bernoccolo per gli affari, ed aveva parecchio pelo sul petto, si mise a rastrellare case editrici su case editrici, in crisi o sull’orlo del fallimento. In breve tempo era diventato un magnate dell’editoria pulp, il genere più in voga in quegli anni.

Compra che ti ricompra, fallimento dopo fallimento, Harry incontra sulla sua strada un genio del “marketing” tale Frank Armer, che lo convince a inserire nelle riviste pulp un poco di pepe. Ed ecco servite le riviste pulp “spicy”, dove la spezia presa in considerazione era proprio – fuor di metafora – quella piccante costituita dall’erotismo. Ed eccoci a noi e alla super Olga con gli occhi a raggi x.

I fumetti della proto super escono proprio su una delle spicy pulp, e in particolare sulle pagine di Spicy Mistery. Vedere per credere. Si passa così da immagini di belle donne sofisticate e alla moda, a disegni di donne sensuali, discinte, e alle prese con mostri, malviventi, e violenze di ogni tipo. Ma attenzione, perchè, mentre le eroine, si fa per dire, dei racconti pulp scritti, erano soprattutto giovani in “disguise”, si direbbe, discinte e magari, anche dominate e brutalizzate da omacci turpi. Le eroine a fumetti delle Spicy erano donne “con gli attributi”, magari con gli abiti a brandelli ma in grado di difendersi e vincere anche contro omaccioni grandi il doppio di loro.

Maltrattate, oggettificate, e spogliate ma astute, forti e soprattutto vincenti. Emancipazione, nonostante tutto? Non saprei proprio. Vi lascio mano libera. Io semino. Se son rose non saran patate, come dice il vecchio adagio. Oltretutto, le eroine a fumetti delle Spicy, sono tutte signorine senza poteri, – a parte la nostra Olga – e nonostante questo, non solo sopravvivono alle peggiori torture e violenze, ma, immancabilmente, e senza speciali gadget, mettono ko i criminali che le perseguitano.

La storia delle origini della nostra super è presto riassunta. La regina Margot, – e qui non mi dite di far finta che la reine Margot, quella vera, non ci influenzi perchè proprio non ci credo – regnante su una civiltà sotterranea sul pianeta Venere, scappa in superficie e poi chissà dove per sfuggire ad un tentativo di colpo di stato.
Rimasta traumatizzata e senza memoria Margot viene salvata dallo scienziato Hugo Mesmer. I due si innamorano e si sposano in un battibaleno. Lo scienziato, che non aveva tutti i suoi venerdì – direbbero gli esperti – nonostante l’amore, sottopone la regina venusiana in incognito, anche per lui, a esperimenti scientifici esponendola ai raggi x. La nobildonna, incinta nel frattempo, al culmine dell’ennesimo esperimento, si toglie la benda di materiale antiradiazioni che il marito le aveva posto sugli occhi e scopre di poter vedere attraverso le cose, ma anche, di emanare dagli occhi raggi x che, per l’appunto, raggiungono il marito-scienziato-pazzo, e l’uccidono immediatamente. Non sapendo cosa fare, e non prima di aver dato alla luce una figlioletta, la regina – dopo aver abbandonato la neonata – torna nel suo regno sottorraneo venusiano.
Nel frattempo la bimba, Olga, è stata cresciuta da una sorta di tutore, il quale – malandrino – non ha esitato, una volta divenuta adulta, a provarci di brutto con la nostra. Mal – e non quello di furia cavallo del west – gliene incolse, al tutore malvagio, che di nome faceva Rankin, perchè Olga ha ereditato dalla madre la vista mortale e ha pure sviluppato la super forza. Indovinate come è andata a finire con Rankin?

Adulta, bellissima e vestita sempre con abiti che sembrano fatti apposta per cadere, la nostra ragazza dagli occhi a raggi x incontra Rod, gli salva la vita, e, siccome è un poco ferito, gli trasfonde una dose del suo sangue da supereroina. Manco a dirlo, il bel tomo, guarisce e acquisisce pure i poteri della super fidanzata. Belli, dotati, e vincenti, i nostri decidono di andare su Venere alla ricerca della mamma regina misteriosamente scomparsa. Trovatola, la aiutano a sconfiggere Ombo, il traditore che aveva spodestato Margot dal trono, e, tutto è bene quel che finisce bene e i cocci sono suoi. Tra l’altro la regina venusiana sposa pure un principe marziano, assicurando un periodo di pace e prosperità multi-planetario, per non dire pianetico. Tutto qui? Potrebbe, se non fosse che un Gallagher, – sapete i fratelli Oasis – non so se il marito di Patsy o quell’altro, ma non fa grande differenza, ci ha scritto pure una canzone. Adesso possiamo tirare giù il sipario.
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