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Il Pescatore

Radioactive toy

La davvero poco edificante storia dei giocattoli radioattivi. Parole e musica di Steven Wilson, eseguono i porcospini sull’albero detti anche Porcupine Tree. Astenersi curiosi, perditempo e fiaschi

Run through forests on a hot summer day
Trying to break down walls of numbing pain
Give me the freedom to destroy
Give me radioactive toy

Non so voi ma qui e proprio a me, io sottoscritto, in pieno o parziale possesso, delle mie o tue facoltà, sentire e poi leggere frasi come : “dammi la libertà di distruggere, dammi il giocattolo nucleare”, mi fanno venire i brividi, e, subito dopo, penso a quell’ometto col cane morto sulla testa che si agita a destra e a manca dallo studio ovale e/o dai campi da golf della Florida. Ma che ci volete fa, sono un inguaribile romantico. Se poi volessimo entrare nel merito, che alla fine mi pagano per questo, siamo dalle parti dell’albero dei porcospini, l’album è uno dei primi del gruppo inglese capitanato da Steven Wilson, che è anche l’autore del pezzo radio e poi attivo. In realtà On the sunday of life è proprio lp di debutto della band. 

Ogni quartina del pezzo pare descrivere gli effetti – i terribili effetti – delle armi atomiche, mentre si ribadisce in una ipnotica litania di morte quel “dammi dammi”, che avrebbe fatto felici quegli svedesoni degli Abba – gimme gimme gimme. Ma non facciamoci mancare nulla e bando alle ciance e al quartetto di Stoccolma sorbiamoci il giocattolo radioattivo in questa splendida versione live

L’onda d’urto, l’avvelenamento da radiazioni, i cadaveri carbonizzati da seppellire in profonde fosse schermate, e l’enormità del massacro atomico. Uno dietro l’altro nel lento procedere del brano, Wilson e compagni  ci scortano verso l’olocausto atomico, senza la gibernetta di Misterix, e con il chiaro intento di sconvolgerci, ammonirci, e irci e irci ciccì. 

Taste the water from a stream of running death
Eat the apple and cough a dying breath
Give me the freedom to destroy
Give me radioactive toy

Brano seminale della produzione dei Porcupine Tree – questa l’ho fatta scrivere direttamente da un critico musicale di grido – radioactive toy ci porge la guancia e anche le spalle per una lunga e arzigogolata cavalcata sul rischio radioattivo e le sue propaggini per non dire ire ire boom. L’ultima espressione va usata con grande attenzione e parsimonia, quasi che fosse essa stessa radioattiva. Ebbene miei e mie e mium cari amici e vicini e lontani, ci fu un tempo in cui oltre al piccolo chimico – di cui tutti noi portiamo addosso significative cicatrici, immagino – venne ideato, realizzato, confezionato e poi venduto nel mondo un piccolo laboratorio per esperimenti atomici per bambini. Il piccolo scienziato nucleare arrivò nei negozi di giocattoli negli anni ‘50 col nome originale e in lingua. Si intitolava pressappoco così: the Gilbert U-238 Atomic Energy Lab. Inizialmente e con un nome come questo doveva essere uno show del sabato sera sulla tv pubblica. Poi non se ne fece niente. Il nome del gioco è tutto comprensibile anche ai non portatori di inglese, salvo quel gilbert che corrisponde al cognome dell’inventore del congegno giocattolo atomico e nucleare, tale Alfred Carlton Gilbert, per esteso. Egli e anche lui, era un inventore, mago, atleta, giocattolaio e pure imprenditore. In esso laboratorio portatile per minorenni in pantaloncini – arrivato alle vendite dopo piccoli chimici, microscopi e altri giochi scientifici per bimbi tutti inventati e commercializzati dall’Albert medesimo- conteneva sostanze e apparecchi con i quali i bimbi potessero apprendere giocando il modo per scatenare una reazione nucleare. Non aggiungo altro. Vi lascio alla scatola gioco e alle vostre umane riflessioni. 

girlbert

Intanto i porcospini continuano a cantare: 

Feel the sun burning through your black skin
Pour me into a hole, inform my next of kin
Give me the freedom to destroy
Give me radioactive toy
Run through graveyards on a dusty winter day
Spit the dirt out and try to say
Give me the freedom to destroy
Give me radioactive toy

Dei Porcupine Tree e di Steven Wilson si sa tutto o quasi, ma forse vale la pena ricordare che la band all’inizio della sua storia, non era una band, bensì un’ astrazione, l’elaborazione di un’idea, un pio desiderio, un giocattolo del buon Steven. Nei primi tempi dei Porcospini mr Wilson componeva, suonava, incideva, mixava, ideava, inviava ai dj e alle radio demo come se piovesse, realizzava prototipi, li distribuiva, e, alla via così. Proprio la song dedicata al giocattolo radioattivo  pare essere stata la prima canzone trasmessa in pubblico – via onde radio – della non band che voleva sembrare una band ma ancora era solo una one-man-band.  Del resto Steven Wilson il vizio di creare e disfare gruppi e progetti musicali non l’ha mai perso. Provate a cercare online. Troverete almeno una dozzina di robe diverse, tutte più che interessanti se vi piace il genere, e tutte partorite dall’ingegnosa e prolifica mente del musicista inglese.

film atomico

Ma tornando alla radioattività e al nucleare in senso lato più che musicale, ovviamente in America, ma non mi stupirei di trovare robe così anche altrove – secondo il mio modesto e poco interessante avviso – è sorto un museo dedicato a radiazioni e radioattività. Che già così ci riempie e soddisfa – sarcasmosticus il supereroe dello sberleffo simbolico ha colpito ancora hihihihihihihi – e inoltre ci apre anche la possibilità di scrivere una sequenza pressochè infinita di post futuri. Grazie all’internet – come direbbe quella là – (noi no), possiamo e potremo visitare, scartabellare, studiare e poi proporre cosette davvero simpatiche dal mondo della radioattività. Che bel mondo!. Intanto sappiate che tale luogo si chiama proprio Museum of radiation and radioactivity è gestito dalle università associate di Oak Ridges, acronimo Orau, è stato fondato negli ‘80 del novecento dal fisico Paul Frame e raccoglie la più grande collezione mondiale di strumenti e reperti storici sulle materie di cui sopra. Di cui e con cui vi lasciamo, in attesa di nuove cavalcate solitarie nelle piane, per non dire pianure, luminescenti e fortemente velenose della radioattività. Segue clip dal film atomico del precedente poster. Bye

ps. attendo ovazioni di vario tipo e dimensione per l’oggetto ritratto nella foto d’apertura. (riBye).

clip gamma people


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