Le fonti presentano un quadro complesso e volatile della corsa globale all’Intelligenza Artificiale (AI) nel 2025, concentrandosi sui crescenti timori di una bolla speculativa e sulle sue implicazioni finanziarie e normative. Diversi articoli sottolineano il massiccio indebitamento di aziende tecnologiche come Oracle per finanziare costose infrastrutture, con il conseguente aumento degli spread sui Credit Default Swap (CDS), indicando una maggiore percezione del rischio di insolvenza. Viene evidenziata l’insostenibilità finanziaria di OpenAI, che registra perdite miliardarie nonostante le partnership strategiche con Nvidia per la costruzione di data center. In questo contesto, i mercati europei mostrano segnali di panico con indici in calo, mentre studi indicano che la maggior parte dei progetti aziendali di AI non riesce ancora a generare profitti misurabili; ciò è aggravato dalla pressione competitiva dei modelli cinesi a basso costo e da una divergenza normativa tra il severo EU AI Act e l’approccio più leggero del Regno Unito.
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