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Pink Floyd celebra i 50 anni del suo album più amato

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L’album(-evento) della settimana

L’edizione “Wish You Were Here 50” rappresenta la versione più completa mai realizzata di quello che molti considerano il capolavoro dei Pink Floyd. Con sei tracce inedite, il primo mix Dolby Atmos e un leggendario bootleg del 1975 restaurato da Steven Wilson, questa uscita giustifica pienamente l’investimento per i fan appassionati. Le recensioni sono unanimemente entusiastiche: 98/100 nella media aggregata della critica, con cinque stelle da MOJO, The Times e Record Collector. La domanda non è se l’album meriti celebrazione, ma quale formato scegliere per immergersi in questa esperienza.

Il 12 dicembre 2025, Sony Music ha pubblicato questa edizione commemorativa—la prima grande uscita dopo l’acquisizione del catalogo Floyd per 400 milioni di dollari nel 2024. L’operazione non è semplicemente commerciale: il materiale inedito rivela aspetti sorprendenti del processo creativo, mentre il bootleg ufficialmente rilasciato documenta la band al culmine della propria potenza dal vivo.


Cosa contiene ogni formato e quanto costa

Il Super Deluxe Box Set a $249,98 offre l’esperienza completa: 2CD, 4LP in vinile cristallo trasparente, Blu-ray, replica del singolo giapponese 7”, libro fotografico con immagini mai viste e memorabilia incluso il programma del tour in stile Zap Comix e il poster del concerto di Knebworth. Il packaging replica la celofan nera originale con l’iconico adesivo dei robot che si stringono la mano.

Per chi cerca il miglior rapporto qualità-prezzo, il Blu-ray standalone a $26,98 contiene tutto l’audio: quattro versioni dell’album (Atmos 2025, 5.1 Surround 2011, stereo e quadrifonico 1975), tutti i bonus track e il bootleg completo di 16 tracce. Il set da 2CD a $19,98 rappresenta l’opzione più economica per accedere al materiale inedito in studio, mentre il 3LP a $69,98 offre l’esperienza analogica con le tracce bonus. Chi acquista solo il vinile singolo “flame” (colore fiamma) riceve esclusivamente l’album originale senza extra.

FormatoPrezzoContenuti esclusivi
Super Deluxe Box$249,98Vinyl Wembley 1974, memorabilia fisica
Blu-ray$26,98Mix Atmos, bootleg LA completo
2CD$19,989 bonus track studio
3LP$69,98Album + bonus su vinile nero

I sei inediti che cambiano la percezione dell’album

The Machine Song (Roger’s Demo)” costituisce forse la scoperta più affascinante: la registrazione casalinga di Waters con il sintetizzatore VCS3 mostra una versione “più calda” di quello che diventerà “Welcome to the Machine”. Come nota Rockol, il demo offre una finestra intima sul processo compositivo di Waters, prima che la produzione in studio aggiungesse il gelo meccanico della versione finale. Esiste anche un secondo demo (“Demo #2, Revisited”) che documenta l’evoluzione della canzone.

Wish You Were Here (Take 1)” rivela un approccio vocale e chitarristico completamente diverso da quello definitivo. L’interpretazione di Gilmour appare meno levigata, più grezza emotivamente—un documento di spontaneità prima del perfezionamento in studio. La “Pedal Steel Instrumental Mix” trasforma invece il brano in una versione angelica, quasi da colonna sonora: Rolling Stone la descrive come musica “che porta lo stesso peso emotivo della versione cantata”.

La vera gemma per i completisti è “Shine On You Crazy Diamond (Early Instrumental Version, Rough Mix)”—19 minuti di prove strumentali che mostrano lo sviluppo iniziale dell’epica dedicata a Syd Barrett. A questa si aggiunge la prima presentazione continua di tutti e nove i movimenti di “Shine On” come pezzo unico di 26 minuti, mixato appositamente da James Guthrie.


Il bootleg che i collezionisti aspettavano da decenni

Il concerto registrato al Los Angeles Sports Arena il 26 aprile 1975 da Mike Millard—leggendario “taper” californiano—rappresenta l’aggiunta più significativa per chi già possiede l’Immersion Box del 2011. Steven Wilson ha collezionato ogni versione esistente di questa registrazione, eliminando i dropout e creando la versione più ascoltabile possibile. “È quello che è—un bootleg che suona come un bootleg, sebbene di qualità molto superiore,” ha dichiarato Wilson. “Ho cercato di renderlo un’esperienza d’ascolto piacevole, qualcosa che vorresti riascoltare.”

Le 16 tracce includono versioni embrionali di “Have a Cigar” e “Shine On You Crazy Diamond”, ma il vero tesoro sono “Raving and Drooling” e “You’ve Got to Be Crazy”—brani che sarebbero stati rielaborati due anni dopo per Animals. Il bootleg documenta anche l’esecuzione integrale di The Dark Side of the Moon e si conclude con “Echoes”. Per chi l’ha ascoltato, il giudizio di Rockol è eloquente: “Se qualcuno mi avesse detto che si trattava di una registrazione amatoriale, non ci avrei mai creduto.”


Perché i critici parlano di edizione definitiva

La qualità del nuovo mix Dolby Atmos ha conquistato praticamente tutti i recensori. The Afterword lo definisce “assolutamente stupefacente—se mai c’è stato un album fatto per l’Atmos, è questo.” L’introduzione a quattro note di “Shine On You Crazy Diamond” conserva il suo impatto tellurgico, mentre le atmosfere spaziali dell’album guadagnano una dimensionalità impossibile nel formato stereo.

MOJO assegna cinque stelle definendo l’album “rilevante oggi come mezzo secolo fa”. The Times ugualmente attribuisce il massimo dei voti: “Se vuoi trovare l’essenza dei Pink Floyd, non cercare oltre Wish You Were Here.” Record Collector lo chiama “un capolavoro esaltante”. Anche le valutazioni degli utenti confermano l’entusiasmo: 97/100 su Album of the Year.

La critica italiana su Rockol evidenzia come i bonus offrano risposte alle domande “e se?”, mostrando direzioni alternative che la band avrebbe potuto intraprendere. La versione con il violino di Stéphane Grappelli—già nota dall’edizione 2011 ma qui riproposta—viene descritta da Rolling Stone come “quasi troppo bella per la canzone”.


Il contesto del 1975: un album nato dalla sofferenza creativa

Roger Waters ha definito le sessioni ad Abbey Road “tortura, tortura, tortura”. Nick Mason ricorda come “rispetto ai dischi fatti prima e dopo, era come sbattere contro un muro. All’inizio non avevamo un’idea tra tutti noi.” Il successo stratosferico di The Dark Side of the Moon aveva paralizzato la band: avevano raggiunto ogni obiettivo immaginato da adolescenti, e non sapevano più dove andare.

Il matrimonio di Mason stava crollando, portando “un malessere generale e un senso di apatia” che interferiva con il suo drumming. Gilmour era frustrato. La band provò brevemente il progetto “Household Objects”—registrare suoni con elastici, bicchieri di vino, bombolette spray—prima di abbandonarlo. Il nuovo ingegnere Brian Humphries, che aveva sostituito Alan Parsons, non conosceva gli studi Abbey Road e in un’occasione rovinò accidentalmente le tracce di “Shine On” con l’eco, costringendo a riregistrare tutto.

Il 5 giugno 1975—lo stesso giorno del matrimonio di Gilmour—un uomo sovrappeso con la testa e le sopracciglia rasate entrò in studio durante il missaggio di “Shine On You Crazy Diamond”. Nessuno lo riconobbe inizialmente. Era Syd Barrett, il fondatore della band a cui l’intera canzone era dedicata. Mason ricorda: “Dave mi disse ‘Sai chi è?’ ‘No.’ ‘È Syd.’ Non potevo crederci. Era molto triste da vedere.” Barrett mostrò entusiasmo per partecipare alla registrazione ma non diede segno di comprendere che “Shine On” parlasse di lui, commentando solo che “sembra piuttosto vecchio.” Fu l’ultima volta che la maggior parte dei membri lo vide.


La posizione dell’album nella storia dei Floyd

Wish You Were Here rappresenta l’ultimo momento in cui i Pink Floyd funzionarono davvero come band coesa, prima che le tensioni tra Waters e Gilmour frammentassero definitivamente il gruppo. Dopo la cronaca universale di The Dark Side of the Moon, l’album si concentra su temi più personali: l’assenza (emotiva, mentale, fisica), l’alienazione dal pubblico e dal successo, la critica all’industria musicale.

“Have a Cigar” e “Welcome to the Machine” anticipano direttamente The Wall come “demolizione feroce dell’industria discografica e dei sogni che nutre per poi sfruttare”. La frustrazione di Waters verso il pubblico durante il tour di WYWH si trasformò direttamente nell’ispirazione per The Wall. I due brani esclusi dall’album—“Raving and Drooling” e “You’ve Got to Be Crazy”—furono rielaborati in “Sheep” e “Dogs” per Animals.

David Gilmour considera questo il suo album preferito: “Per me è il più soddisfacente. Lo preferirei ascoltare rispetto a Dark Side of the Moon.” Richard Wright concordava: “È un album che posso ascoltare per piacere, e non ci sono molti album dei Floyd che posso dire lo stesso.” Waters lo ha definito, insieme a Dark Side, l’album “più completo” dei Pink Floyd.


Confronto con l’Immersion Box del 2011

Chi possiede già l’edizione Immersion del 2011 si chiede legittimamente se valga la pena l’upgrade. La risposta dipende da cosa si cerca. L’Immersion includeva il concerto di Wembley 1974 con “Raving and Drooling” (assente da questa edizione in formato audio, presente solo sul vinile del box), più memorabilia come sciarpa, biglie e sottobicchieri.

La nuova edizione aggiunge però elementi sostanziali: sei tracce completamente inedite contro le tre bonus dell’Immersion, il mix Dolby Atmos (prima volta in assoluto), il bootleg di Los Angeles restaurato da Steven Wilson (16 tracce mai pubblicate ufficialmente), le tre pellicole dei concerti del 1975, il cortometraggio di Storm Thorgerson, e un libro con fotografie mai viste incluse immagini rare della visita di Syd Barrett in studio e il volto reale dell’“Uomo Invisibile” della copertina posteriore.

Per i fan che vogliono tutto, le due edizioni sono complementari più che sostitutive. Ma se si dovesse scegliere solo una versione dell’album, quella del 2025 offre l’esperienza più ricca e documentata.


Video ufficiali e contenuti multimediali

La campagna promozionale è iniziata il 12 settembre 2025 con il video lyric di “The Machine Song (Demo #2, Revisited)”, prima traccia inedita rivelata. Il 18 novembre è stato pubblicato “Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-9, New Stereo Mix)” con dipinti originali creati dal comico e artista Noel Fielding come tributo a Syd Barrett.


Guarda su YouTube: Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-9, New Stereo Mix)

Il canale ufficiale Pink Floyd su YouTube ospita anche un’intervista a Fielding sul suo amore per Barrett e “Shine On”, contenente foto rare della band. Il Poeta Laureato britannico Simon Armitage ha composto “Dear Pink Floyd”, una poesia video commissionata per l’anniversario che appare anche nel libro del box set.

Il Blu-ray include quattro video: tre pellicole proiettate durante i concerti del 1975 (“Shine On You Crazy Diamond Part I”, “Shine On You Crazy Diamond”, “Welcome to the Machine”) e un cortometraggio diretto dal compianto Storm Thorgerson nel 2000.


Vale la pena per un ascoltatore appassionato?

La risposta è un deciso sì, con alcune precisazioni sulla scelta del formato. Per chi desidera l’esperienza audio ottimale senza spendere cifre elevate, il Blu-ray standalone a $26,98 rappresenta la scelta più intelligente: contiene tutto il materiale sonoro, incluso il bootleg e l’Atmos mix. Per i collezionisti che vogliono l’oggetto fisico completo con memorabilia e vinili trasparenti esclusivi, il Super Deluxe Box offre un’esperienza immersiva.

Il set da 2CD a $19,98 funziona perfettamente per chi vuole le tracce inedite in studio senza complicazioni. Chi cerca solo l’album rimasterizzato può optare per il vinile singolo o lo streaming, ma perderebbe i contenuti che rendono questa edizione speciale.

L’album stesso rimane devastantemente attuale: un ecosistema emotivo sulla perdita, l’assenza, il prezzo della fama e il costo di perdersi lungo la strada. Cinquant’anni dopo, continua a parlare il linguaggio della vulnerabilità. Questa edizione non è nostalgia, ma la celebrazione di un’opera che non ha mai smesso di risuonare.


Quando il piacere del collezionista supera quello dell’ascoltatore

Intendiamoci: personalmente, proprio come 50 anni fa, non mi farei mai prendere dalla mania del collezionismo. Proprio come quando registravo l’LP degli amici sulle mie musicassette — l’ultimo della Band che avevo apprezzato soprattutto per il periodo sperimentale di Middle e Ummagumma e retrospettivamente per l’underground del Barret dei primi due album, che poi da The Dark Side of The Moon avrebbe strizzato sempre più l’occhio ai fanatici del suono patinato per poi perdersi nei rivoli del cantautorato — ora mi godo questo revival in Streaming. Ci sono musicisti sconosciuti che andrebbero scoperti e riscoperti e non solo quelli osannati oggi perché diversi da solito quando avevamo l’età dei nostri nipoti. Non per questo manco di apprezzare questa rispolverata in HI-RES.

Per tutti gli altri, Wish You Were Here 50 stabilisce un nuovo standard per le riedizioni anniversario. Non si limita a riproporre l’album con packaging lussuoso: aggiunge materiale genuinamente rivelatore che arricchisce la comprensione di un capolavoro. I demo di Waters mostrano la nascita delle canzoni, le take alternative documentano le strade non prese, il bootleg restaurato cattura la band in una dimensione live mai documentata ufficialmente.

Per i fan italiani che seguono i Pink Floyd da decenni, questa è probabilmente l’ultima grande retrospettiva del catalogo. Nick Mason ha scherzato sulla possibilità di festeggiare il 75° anniversario, dubitando di arrivare al centenario di Dark Side. Il momento per immergersi in questa celebrazione è adesso—e il materiale giustifica ampiamente il viaggio.


Articolo per Il Franti Magazine – Dicembre 2025


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Ennio Martignago