Cerca nel Franti
Il Pescatore

Nuvolari

Nuvolari è basso di statura, Nuvolari è al di sotto del normale, Nuvolari ha cinquanta chili d’ossa, Nuvolari ha un fisico eccezionale. Nuvolari ha le mani come artigli e un talismano contro i mali

Torniamo a collegarci al disco di Lucio Dalla e Roberto Roversi, che per l’occasione aveva indossato lo pseudonimo del nobiluomo Norisso, uscito nel 1976 per la RCA, che non doveva manco essere un disco, bensì uno spettacolo teatrale con molte più canzoni e anche un programma televisivo. Cose che peraltro è davvero stato e diventato, prima di finire dentro a un vinile in una forma variata assai, ma non per questo meno nobile e ancora meno bello, tutt’altro. Del resto accade spesso, per non dire issimo, che da un divario, uno screzio, un battibecco, una lite, per non dire una violenta scazzottata, abbiano origine rose e fiori e pure capolavori. Ma non capitoni, quelli mai. La song che chiude il trittico di Automobili – anche se domani ragioneremo ancora di esso spettacolo ma con una sorpresa detta anche surprise – è, come il titolo racconta, quella dedicata al pilota di moto e auto Tazio Nuvolari. Un brano celeberrimo, di questo disco, e della produzione di Dalla in senso lato. Uno dei singoli più venduti e ascoltati della storia del cantautore bolognese. Certamente l’estratto dall’lp che sancì il successo commerciale del disco ai tempi della sua uscita. E sancì anche, in modo incontrovertibile, l’avvio verso un diverso approccio più pop-autorale di Dalla alla musica, e l’abbandono, non definitivo per fortuna, ma reale e concreto del sodalizio con il poeta Roberto Roversi. 

Nuvolari è basso di statura Nuvolari è al di sotto del normale Nuvolari ha cinquanta chili d’ossa Nuvolari ha un corpo eccezionale

 Nuvolari ha le mani come artigli, Nuvolari ha un talismano contro i mali, il suo sguardo è di un falco per i figli i suoi muscoli sono muscoli eccezionali

Gli uccelli nell’aria perdono le ali quando passa Nuvolari Quando corre Nuvolari  mette paura perché il motore è feroce mentre taglia ruggendo la pianura;

gli alberi della strada strisciano sulla biada, sui muri cocci di bottiglia si sciolgono come poltiglia; tutta la polvere è spazzata via

Più che una canzone questo è un poemetto e per giunta epico, come lo definisce in una tesi di laurea dedicata proprio al lavoro frutto del connubio Dalla-Roversi, il professor Matteo Totaro che nel 2006 con essa composizione veniva insignito del tocco e del tomo presso  l’Università di Bologna e in particolare,  la facoltà di Lettere e Filosofia. Tra l’altro nel bel mezzo delle mie ricerche senza capo ne coda per documentare le mie facezie in forma di post sul tema,  ho scoperto che sono state scritte altre tesi di laurea sul tema Dalla-Roversi. Circostanza che mi ha reso particolarmente felice. Non chiedetemi perchè, tanto non lo dirò mai neanche sotto tortura e nemmeno sopra. Il mantovano volante, come lo avevano definito nelle cronache dell’epoca, nella canzone del duo artistico bolognese, viene raccontato per filo e per segno come un moderno eroe motorizzato, come si conviene a chi – anche oggi – rischia la vita per correre più forte e ancora di più cavalcando un mezzo a motore. Giusto o sbagliato che sia. Nessun giudizio sarà mai espresso nei miei post. Qui lo dico e non lo nego. 

 Quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari la gente arriva in mucchio e si stende sui prati 

Quando corre Nuvolari quando passa Nuvolari la gente aspetta il suo arrivo per ore e ore 

e finalmente quando sente il rumore salta in piedi e lo saluta con la mano, gli grida parole d’amore e lo guarda scomparire come guarda un soldato a cavallo, a cavallo nel cielo d’aprile

Nuvolari è bruno di colore Nuvolari ha la maschera tagliente Nuvolari ha la bocca sempre chiusa di morire non gli importa niente

 Corre se piove, o corre dentro al sole, tre più tre per lui fa sempre sette, con l’Alfa rossa fa quello che vuole dentro al fuoco di cento saette

Di Nuvolari si conoscono, alla fin fine, non così tante cose, visto il suo successo globale, storico e panellenico – termine che non ha nessuna ragione di essere qui e ora, ma lo sapete, qui le regole non valgono – si è parlato e si parla tanto del corridore di Castel d’Ario, ma alla fin fine – e rispetto ad altre leggende delle sport – si sono scritte e fatte  poche cose a lui dedicate. Importante per approfondire la conoscenza del tema e dell’uomo oltrechè del mito, è la o anche una, visita   al museo a lui dedicato sito in   Mantova, nel centro storico cittadino. La canzone è qui a farci da bussola. Abbiamo filmati dell’epoca, per fortuna, che ritraggono il corridore al lavoro. E sappiamo, anche, che il corridore è apparso in un film di Totò, assieme a starlette del periodo e ciclisti in bicicletta: Coppi, Bartali e pure Fiorenzo Magni. Del resto il film si intitolava Totò al giro d’Italia. E poi, finalmente, pochi anni fa, del Tazio pilota, classe 1892, è stato fatto un  film. La pellicola, lungometraggio roba da sala e buio, e anche in piattaforma, ora come ora; ha avuto però una distribuzione scarsa, e una ancora meno cospicua visibilità generale.

C’è sempre un numero in più nel destino 
quando corre Nuvolari Quando passa Nuvolari ognuno sente il suo cuore vicino
In gara a Verona è davanti a Bordino: con un tempo d’inferno, acqua grandine e vento, pericolo d’uscire di strada, a ogni giro un inferno, ma sbanda striscia è schiacciato, lo raccolgono quasi spacciato
Ma Nuvolari rinasce come rinasce il ramarro, batte Varzi e Campari, Borzacchini e Fagioli, Brilli-Peri e Ascari

Pensate che Nuvolari ebbe tra i suoi fan, anche con la s finale, il Vate, egli lui medesimo proprio, che lo invitò al Vittoriale,  proprio là,  sul lago di Garda. Mica luigini e tortellini. Dell’incontro con D’annunzio al pilota di Castel d’ario rimase una tartarughina d’oro, donatagli dal poeta abruzzese, un monile appeso ad  una catenina,  che da allora divenne il portafortuna del corridore per sempre. Tornando al cinema,  la storia del mantovano volante è stata  raccontata da Tonino Zangardi in un lungometraggio uscito nel 2018 intitolato Quando corre Nuvolari, che, manco a farlo apposta, riecheggia nel titolo proprio i versi del ritornello della canzone di Dalla e Roversi. Il brano tutto appare e si sente e risente anche dentro al film, nei trailer, e pure  in una clip in cui il regista racconta la genesi  e la realizzazione del progetto. Ed è con questo video che mi congratulo con tutti coloro che sono arrivati fino a qui e li saluto cordialmente.  Bye


Scopri di più da Franti Magazine

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.