Super GT è più veloce di Bip Bip, astro jet, jumbo jet
Braccio di Ferro mangiò spinaci inscatolati un pugno in faccia gli tirò
e Nembo Kid ha ripulito la città
Lettera X, dov’è il segreto di Asterix, Motorx, Mister X stop, dove vai, cosa fai
se c’è il Barone Rosso che alle spalle colpirà niente paura che tanto arriva Nembo Kid
Che mondo sarà se ha bisogno di chiamare Super Man che mondo sar fa l’effetto del motore che non va Ecco perché siam tutti qui davanti a te, Charlie Brown
Le cose da dire, dopo questo inizio esplosivo, sarebbero molte. Ma non le dirò. La sigla basta a se stessa e invoca approfondimenti. Fateli, non vi ostacolerò. I dati sono: 1970, Eroi di cartone, presenta Lucio Dalla, autore anche della sigla, un programma sui fumetti, il secondo di mamma rai dalla sua nascita, su ideazione e testi di Luciano Pinelli. Ma l’unica cosa che mi preme sottolineare qui e ora è, che il nembo kid e poi superman, come avete avuto modo di vedere scritto nel testo e ascoltare nella clip della sigla, non è – ripeto NON E’ – assolutamente l’uomo d’acciaio dei fumetti. Come dimostra l’immagine introduttiva del nostro post, tratta dalla sigla del programma. Il clamoroso abbaglio coinvolge un altro super della Dc comics, e in particolare Falco (Hawkman), con tanto di aquila al seguito, che si chiama Big red. L’eroe nasce poco dopo superman – fumettologicamente – e arriva sulla rivista a fumetti dc comics della golden age The Flash Comics numero uno del gennaio del 1940.

Superman che è il primo super della detective comics – e anche il primo supereroe in assoluto per il mondo libero – aveva esordito nel 1938, due anni prima, sulla rivista Action Comics, numero di giugno, – chi avesse una copia originale di tale fumetto potrebbe pensare di aver vinto due o tre lotterie – e poi nel 1939 ebbe la sua prima rivista a fumetti se – dedicata. Quello che era accaduto con Action Comics, e soprattutto, grazie al successo che l’apparizione del supereroe di Krypton scatenò, fu la nascita ufficiale degli albi a fumetti come genere letterario di massa. Fino ad allora gli editori che avevano pubblicato questo tipo di letteratura disegnata – inizio anni ‘30 negli Usa – “ce staveno a provà”, come direbbero gli esperti. Ma solo con l’uomo d’acciaio il segmento letterario divenne un “must”, e poi un best, e ancora dopo un toast. In musica l’eroe di Smallville viene citato, ripreso, nominato, suonato e cantato più e più volte. Esordirei con la versione più sperimentale del super in musica, anche la più bella, a mio avviso, quella di Laurie Anderson, artista ad angolo giro, non solo musicista ma anche attrice, scultrice, pittrice, performer e ancora e ancora, nonchè signora Reed – Lou Reed – Oh Superman. Un inno elettronico – 1982 – contro la guerra, tutte le guerre, e il capitalismo praticato negli States.
Superman. O giudice. O Mamma e Papà. Mamma e Papà. O Superman. O giudice. O Mamma e Papà. Mamma e Papà.
Ciao. Non sono a casa in questo momento. Ma se volete lasciare un messaggio, cominciate a parlare dopo il segnale acustico.
Ciao? Sono tua Madre. Ci sei? Stai tornando a casa? Ciao? C’è qualcuno in casa? Beh, tu non mi conosci, ma io ti conosco.
Ed ho un messaggio da darti. Stanno arrivando gli aerei. Perciò è meglio che ti tenga pronto. Pronto a partire. Puoi venire così come sei, ma devi pagare per il viaggio. Pagare per il viaggio.
E dissi: OK. Chi è in realtà? E la voce disse: Sono la mano, la mano che prende. Sono la mano, la mano che prende. Sono la mano, la mano che prende.
Stanno arrivando gli aerei. Sono aerei Americani. Fatti in America. Fumatore o non fumatore?
E la voce disse: Né neve né pioggia né le tenebre della notte faranno fermare queste corriere dal veloce compimento della loro ronda prestabilita.
Perché quando l’amore è sparito, c’è sempre giustizia. E quando la giustizia è sparita, c’è sempre la forza. E quando la forza è sparita, c’è sempre Mamma. Ciao Mamma!
Perciò stringimi, Mamma, nelle tue lunghe braccia. Perciò stringimi, Mamma, nelle tue lunghe braccia. Nel tuo braccio automatico. Il tuo braccio elettronico. Il tuo braccio.
Perciò stringimi, Mamma, nelle tue lunghe braccia Il tuo braccio petrolchimico. Il tuo braccio militare. Nel tuo braccio elettronico.
Potente, emblematica, rivoluzionaria nel concepimento, nel modo, e nell’attuazione, la composizione della Anderson inchioda chi deve, e solletica chi vuole. Ho detto. Augh. Ma dell’uomo d’acciaio in musica, esistono versioni meno impegnate, prima fra tutte quella di un imberbe -tanto era giovine- Miguel Bosè, quando impazzava a destra e a manca, soprattutto sui palchi dell’italica terra, canta-ballando Super Superman, un inno disco e anche parecchio anticonformista – non dirò mai qualcosa che possa essere politicamente scorretto, quindi fatevene una ragione – che fece breccia nel cuore di migliaia, ma che dico, milioni, di fans di ogni tipo, genere, misura, colore, arte e carte da parati. Ai super poteri dell’uomo di Krypton il buon Miguelito – ex miguelito oggi – sostituisce nel testo del brano altre competenze superoistiche come il “super-dancing, super-moving, super-touching, e super-loving”.
La versione è quella dal vivo, almeno sembra ed è dotata di urletti di fans scatenati/e/um/us/is al seguito, come potrete constatare voi stessi
Rimanendo in Italia o da quelle parti, viene facile scatenare l’Ivan Graziani che è in me. L’abruzzese volante ha raccolto anch’egli il testimone delle superumaniche gesta del Clark, proponendo da par suo una visione parecchio laterale sul tema, come viene facile pensare leggendo, anche non attentamente, il testo della di lui composizione su Mr Kent.
Viaggiava lento il pullman sulla strada Nell’annuale gita della scuola E da Perugia si andava verso Assisi
Lello era bravo, diciamo un genio Sedeva sempre accanto al finestrino Col suo fumetto preferito di Nembo Kid
E ridevamo tutti se diceva: “Io volerò E delle nuvole più in alto andrò Non come voi che tentate di buttarmi giù”
Siete tutta kryptonite Siete tutta kryptonite Tutta quanta kryptonite Per me che sono Nembo Kid
Così arrivammo in alto sulla rocca Bevendo di nascosto Coca e birra E i professori non li vedevamo più
Lello era in disparte e rimuginava cupo Come se avesse qualche grattacapo “Mi avete rotto, basta, non vi reggo più”
Siete tutta kryptonite Siete tutta kryptonite Tutta quanta kryptonite Per me che sono Nembo Kid
Disse allora: “Guardatemi” E si sporse sopra il ciglio e noi lì a trattenerlo “Posso volare e lo faccio quando voglio”
Poi alzò le braccia contro il cielo, le allargò E con tuffo dentro il vuoto si lanciò E noi e noi e noi là, con la nostra mediocrità
Eravamo kryptonite Eravamo kryptonite Tutta quanta kryptonite
Per lui che era Nembo Kid
E qui mi corre l’obbligo di prendere il coraggio a due mani, e chiarire il ruolo di Nembo Kid in un post dedicato a superman. Non serve? Probabilmente avete ragione. Ma devo farlo. E per farlo prenderò direttamente la definizione della Treccani. Cuore non vede dente non duole, come dice il proverbio. In realtà la potente enciclopedia non mi soddisfa, e allora mi arrangerò alla meglio in proprio. Il super alieno arriva da noi poco dopo aver debuttato a casa propria – non su Krypton che avevate capito negli Usa – correva l’anno ‘39 del secolo scorso e per motivi “politici” era stato ribattezzato: Ciclone e/o Uomo d’acciaio, qualcuno aveva anche provato con Falk, e pensato ad una sponsorizzazione, ma non funzionò. (nb. le ultime farneticazioni su falk e sponsor sono sciocchezze inventate me medesimo or ora). Il resto no. Nembo Kid scatta negli anni ‘50 quando la Mondadori mette le proprie manone sul personaggio e comincia a pubblicarlo.

La scelta stavolta è economica e non politica. Per non pagare diritti o pagarne meno, o forse chissà, i nostri editori scelgono di togliere la S, che in realtà non è una esse ma un simbolo kryptoniano, dal costume, togliere anche tutti i super dalle storie e farli diventare “ultra”, e cambiare il nome a Isso-Uomo d’acciaio e a tutti i suoi amici e collaboratori, soprattutto altri super e pure eroi. Tipo che Supergirl diventa Nembo Star, Batman Pipistrello e la batmobile una sequela di cosi e cose con nomi ridicoli, che è meglio lasciar perdere. Lois viene italianizzata in Luisa, Superboy in Nembo Kid ragazzo – meraviglia assoluta – la Legione dei Supereroi diventa degli Ultraeroi e poi e poi, Segugi Marziani e Frecce Verdi (green arrow e martian manhunter). Un tripudio senza stelle e tantomeno striscie. Pare che anche le storie, tutte le storie, fossero regolarmente al vaglio della censura. Proprio lei. Quella dei film e di altre opere dell’ingegno e dell’arte tutta. Che nei ruggenti anni Mondadori si chiamava, reggetevi: “Garanzia Morale”. Mah, boh, sigh, splash e pure Gulp, come non dirlo visto che parliamo di fumetti.
Chiudo e passo, e vado verso un’ultima – per ora e oggi – canzone, dedicata all’uomo ciclone di acciaio e nuvole di ragazzo. Per farlo, tornerei all’estero, e chiamerei in causa i mitici, è proprio il caso di dirlo, The Kinks. (Wish I could fly like) Superman.
I Kinks, quasi settant’anni di carriera, ne hanno festeggiati 60 nel 2018, raccontano il kryptoniano in rock and roll alla maniera di Ray Davies. Sono i ruggenti ‘70, quasi alla fine, e la denuncia sociale fa capolino dentro il testo di questa canzone dal ritmo spensierato, che sovente la band riprende dal vivo in versione quasi hard rock.
Mi sono svegliato stamattina e ho iniziato a starnutire Ho fumato una sigaretta e bevuto una tazza di tè
Mi sono guardato allo specchio, cosa ho visto? Un debole di 40 chili con le ginocchia nodose Ho piegato le ginocchia, fatto flessioni, mi sono toccato le dita dei piedi
Ho starnutito di nuovo e mi sono soffiato il naso Mi sono guardato allo specchio e ho visto il mio petto da piccione
Ho dovuto rivestirmi perché mi deprimeva Sicuramente ci deve essere un modo
Per cambiare la mia forma fisica Sono insoddisfatto, ecco cosa sono Voglio essere un uomo migliore
Superman, Superman Vorrei poter volare come Superman Superman, Superman Voglio essere come Superman Ah Voglio essere come Superman Superman, Superman Vorrei poter volare come Superman
Mi sono svegliato stamattina e cosa ho visto? Una grande nuvola nera incombeva su di me Ho acceso la radio e sono quasi morto Le notizie erano così brutte che sono caduto dal letto C’era uno sciopero del gas, uno sciopero del petrolio, uno sciopero dei camion, uno sciopero del pane
Devo essere un Superman per sopravvivere Bollette del gas, bollette dell’affitto, bollette delle tasse, bollette del telefono Sono un tale relitto, ma resto vivo
Vorrei davvero cambiare il mondo Salvarlo dal caos in cui si trova Sono troppo debole, sono così magro
Vorrei volare, ma non so nemmeno nuotare Superman, Superman Vorrei essere come Superman Superman, Superman Vorrei volare come Superman Superman, Superman Vorrei volare come Superman Superman, Superman Vorrei essere come Superman
Guardo il giornale, cosa vedo? Rapina, violenza, follia Ehi ragazza, dobbiamo andarcene da questo posto
Voglio essere come Superman Superman, Superman Vorrei poter volare come Superman Superman, Superman Voglio essere come Superman Superman, Superman Vorrei poter volare come Superman Superman, Superman Voglio essere come Superman Superman, Superman Vorrei poter essere come Superman Superman, Superman Voglio essere come Superman Superman, Superman Vorrei poter essere come Superman Superman, Superman Voglio essere come Superman Superman, Superman Vorrei poter essere come Superman Superman, Superman Voglio essere come Superman Superman, Superman Voglio volare come Superman

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