Avete presente l’isola di Pasqua, quella piccola lingua di terra sotto la giurisdizione del Cile, “spersa” nell’immenso oceano Pacifico e diventata poi nota a tutti come Rapa Nui, grazie al successo mondiale di un film, del tutto trascurabile, – a mio avviso – che così si intitolava? L’opera, – e non l’isola – prodotta e interpretata nel 1994 da Kevin Costner, uno degli attori americani più sopravvalutati della storia del cinema, – ancora a mio avviso – , detiene anche il raro primato di aver ispirato un romanzo “postumo” e non di essere stata tratta da un qualche scritto, come abitualmente accade al cinema.
Gossip a parte, dell’isola di Pasqua, vorrei dirvi, qui e ora; di essa isola si conoscono perlopiù davvero poche cose. La distanza abissale da tutto e tutti, e i proverbiali “nasoni”, statue di una certa importanza e misura, che fanno bella mostra di sé sulla superficie dell’isola e che in verità si chiamano Moai, nella lingua dei nativi.
Se siete curiosi e magari anche un poco ambientalisti, vi consiglio di approfondire la vs. conoscenza dell’isola e della sua storia, perché in quel paradiso, e in epoca non sospetta, si è consumata una vera e propria “catastrofe ambientale” ante litteram. Un disastro ecologico di immani proporzioni che dovrebbe servire da monito e insegnamento per il presente e il prossimo futuro del genere umano. Tutto il genere umano.
Ma non starò a tediarvi con sciocchezze come questa, quello che veramente mi interessa dirvi dell’isola di Pasqua e dei suoi nasoni è che, contrariamente a quanto si pensi, le misteriose sculture non si trovano solo e soltanto lì.
Un moai, quello della foto nello specifico, fa bella mostra di sé, in un parcheggio-area camper attrezzata, del comune viterbese di Vitorchiano. Alta Tuscia dalla parte del Lazio o bassa da parte Toscana.
Come recita il cartello turistico che domina l’area – anche panoramica invero – assieme al “nasone” di cui sopra :
< Moai, scultura sacra. Monolite in peperino scolpito con asce e pietre taglienti da 11 indigeni della famiglia Atan provenienti dall’isola di Rapa Nui (Cile).
Unico esemplare esistente al mondo fuori dall’isola di Pasqua. >

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