Il manuale del perfetto super eroe prevede un costume, dei super poteri, un’identità segreta, combattere per il bene, non uccidere se possibile, anzi meglio proprio di no, una vita privata complicata, una fidanzata da lasciare a causa dei poteri o una ragazza irraggiungibile nonostante i poteri, o, raramente, una moglie superpotente anch’essa – si sa ci si sposa fra colleghi, è una grande verità – cos’altro, ah, certo, dei super nemici, possibilmente cattivi assai, e anche una certa diffidenza, magari solo iniziale, del pubblico pagante, che, nonostante il super si danni l’anima per tutti, senza pretendere alcunchè, non si fida – il popolo – e al primo malinteso, lo attacca, per non dire, lo attacca. Che ce ne facciamo di questo vademecum? Non saprei, intanto lo abbiamo scritto. Poi vedremo. Magari potrei dire che il nostro super di oggi, non aveva tutte queste caratteristiche, del resto, per le patrie sponde si trattava del primo, vero, e sacrosanto, super in carne e costume. C’erano stati altri tentativi, ma l’epoca ancora non permetteva troppi voli pindarici, del resto anche fra gli stellati e strisciati, la superevidenza della superdipendenza si era creata non molto tempo prima, ricordate, ne abbiamo già parlato, a proposito di Clark – Kal El, in arte l’uomo d’acciaio meglio noto come Superman. Certo che fantasia sti americani è. A volerla dire proprio tutta la primogenitura di X in arte mister la condivide con tale Asso di Picche, nato l’anno precedente, ma, esso eroe di cui non mancheremo di parlare, poteri non ne aveva e quindi, a mio personalissimo avviso, andrebbe ascritto ai proto-super più che ai super. Statistiche da incalliti appassionati, non fateci caso. Ebbene, tornando a X, il nostro nasce nel 1946, dalla penna di Max Massimino Garnier e dai pennelli di Paul Campani. Lui, proprio lui, il nostro eroe della pubblicità, l’inventore di carosello, il creatore dell’omino coi baffi della Bialetti, del messicano Miguel – miguel son mi – e produttore cinematografico animato.
Le particolarità di Misterix, ribadisco, il primo super italiano, sono tipicamente supereoistiche ma non rispecchiano con precisione la scheda introduttiva me medesimo realizzata quà sopra. Ad esempio Mx non ha la maschera nemmeno un paio di occhiali come il suo collega kryptoniano, volto scoperto e nessuna identità segreta per Mx. Poi non ha poteri suoi ma indossa i suoi poteri, nel senso che senza il costume e la speciale cintura che gli cinge i lombi – che espressione sdilinquevole non trovate? – torna ad essere un ometto qualunque. Altra particolarità non da poco, l’eroe in questione ha due identità diverse, o forse anche di più di due. Nel senso che vive vite diverse, – certamente due – in due posti diversi. Insomma per farla breve, il super è italiano e nasce e vive da noi – qui la sua identità è, reggetevi, John Smith – e fa il giornalista. Solo che il successo del fumetto nelle italiche lande è buono ma di poca, per non dire scarsa, valenza temporale. Due anni, 81 numeri, e chiude le pubblicazioni. Ma, succede, che il medesimo disegnatore e il medesimo personaggio diventino un fumetto di successo là fra gli italiani d’Argentina:
ecco ci siamo, ci sentite da lì
Addirittura nel paese sudamericano più italiano al mondo succede che il successo di Misterix sia tale e tanto, che un editore pensi bene di fondare una rivista a fumetti – varie storie di personaggi delle nuvole parlanti fra cui il nostro – che si chiama proprio Misterix.
Succede proprio quando da noi il fumetto chiude i battenti, 1948, la rivista viene realizzata dall’editorial Abril. Si comincia con materiale di importazione tutto italiano. Solo in seguito e grazie al successo del giornale e dei personaggi italiani che l’editore comincia a dare spazio anche a fumetti originali argentini. Il successo è clamoroso. Veramente incommensurabile a ogni latitudine, Giappone e Stati Uniti compresi. Il settimanale rimane in edicola ininterrottamente per 859 numeri quasi vent’anni, con tirature e vendite da record. Ma la particolarità ancora più speciale di questa rivista dedicata, anche nel nome, al fumetto italiano, è che proprio lì, su quella rivista e dentro le storie del “nostro” Misterix avvenne lo storico incontro fra due dei massimi artisti del fumetto che mai abbiano calcato le tavole di questo palco e scenico, detto anche mondo rotondo. Trattasi del babbo e della mamma dell’Eternauta – e non dico altro – Héctor G. Oesterheld e Francisco Solano Lopez. Essi loro due, argentini entrambi, non si erano mai incontrati professionalmente, e si conobbero trovandosi a lavorare insieme sulle storie del supereroe italiano. Oesterheld era già della partita da un pò e aveva aggiunto molto valore coi suoi scritti alle trame di Misterix mentre Solano arrivò a sostituire ai disegni l’inventore del super e nostro personale idolo, il modenese Paolo Campani, in arte Paul. Va anche ricordato che lo stesso Campani aveva già lavorato con Oesterheld illustrando da par suo il primo fumetto creato dallo scrittore argentino nel 1952 e pubblicato sempre sulla rivista Misterix in Argentina, che si chiamava Bull Rockett, cui poi avrebbe collaborato anche Solano Lopez.

Alla fine di Misterix abbiamo parlato poco e nulla, non importa, ci torneremo su. Diciamo solo per non lasciarvi nelle ambasce e in attesa che tutti voi abbiate letto almeno un numero del nostro super, che in Argentina l’eroe da John Smith reporter del Globe si trasformò nel nobile Lord John Travor, che i suoi poteri, come già annunciato, gli derivavano dal suo straordinario costume, blu nei primi numeri e poi sempre e stabilmente rosso. Ma in realtà la fonte dei suoi poteri era la cintura – quella dei lombi di prima – e in particolare la potenza di X arrivava da quella cosa dentro la cintura che veniva definita nei testi di Garnier : “gibernetta atomica”. Una cintura, che il mio alter ego bambino aveva indossato molte centinaia di volte anche senza conoscere il significato della parola gibernetta, mentre sull’atomico anche Garnier aveva idee piuttosto confuse. Ultime fondamentali notizie sono che esistono o esistevano altri tre mx, scritti in modi leggermente diversi, ma uguali nella pronuncia, mx super a fumetti, dislocati in Canada, Inghilterra e Francia, di cui, chissà, un domani, vai a vedere, boh, forse, che dire, può anche darsi, uff uff, potremmo occuparci. Bye

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