Eccoci all’ultimo luglio del nostro campionario speciale e sporadico nonchè del tutto relativo e poco, o forse si, o chissà, magari no, e più o meno attendibile, anzichenò. Comincerò col dire che “Luglio col bene che ti voglio” nel 2022 segna un record di civiltà mondiale davvero immarcescibile e che – farebbe, il condizionale è d’obbligo – sperare al meglio per noi genere e pure umano, intesi come persone, e il futuro di noi medesimi. Succede un poco dopo luglio, ma come abbiamo già avuto modo di ribadire, questi nostri post lugli sono anche giugni e agosti se serve. La Scozia, questo l’evento epocale, ad agosto di quell’anno, vara una legge storica e unica al mondo rendendo gratuiti per tutte le donne del Paese britannico assorbenti e tutti gli altri prodotti inerenti alla pratica mestruale. Rullo di tamburi, pausa a effetto, wow della casa, e niente altro da segnalare sul fronte della civiltà. Sigh. In compenso cade il governo Draghi, boia chi molla, – non c’entra ma mi pareva in tema – e si apre la stagione – o meglio si aprirà – dell’attuale governo, a breve il più longevo – è un dato di fatto – della storia della Repubblica.

Bastalà, non siamo mica qui a parlare di politica – come direbbe Crozza/Bersani – qui si fa il franti o non si fa, per noi pari son. Allora quattro anni fa a partire da destra in basso e in alto prima e dopo, succedeva oltre ai kit pro mestruazioni di stato e alla caduta del governo dei super, – hihihi – beh, mi duole ammetterlo, succedeva anche che gli Stati Uniti – attraverso una sentenza specifica – revocavano il diritto di aborto – quello statale – rimettendo ai singoli governatori dei confederati – California, Maine, Wisconsin e via discorrendo – la responsabilità di pronunciarsi nel merito. Quindi, come poi succederà e verrà documentato persino nelle fiction girate successivamente, assisteremo a migrazioni di donne da uno stato all’altro d’America per poter interrompere “legalmente” le proprie gravidanze. E non dico altro. Anzi, sì, il tutto accadeva quando ancora c’era un presidente democratico in cabina di regia, e ho detto veramente tutto.

Certo che revocare un diritto costituzionale sancito cinquant’anni prima da una storica sentenza tribunalizia è davvero un bellissimo segnale di progresso civile e umano (sarcasmo). Mentre gli Usa svoltano secco a dx, la Colombia vira a sinistra, ed elegge a giugno del 2022, il suo primo presidente sinistrico per non dire sinistrorso della storia, si chiama Gustavo Petro. Il leader politico, dopo essere stato sindaco della capitale Bogotà , aveva già provato altre due volte, la rin-corsa presidenziale senza successo. Preto promette la fine delle persecuzioni politiche, una riforma fiscale, l’istruzione superiore gratuita per tutti i colombiani, e la fine del fracking, quella pratica – assai controversa – per trovare nuovi giacimenti di petrolio e gas che consiste, cit.:
Il fracking, o fratturazione idraulica, è una tecnica utilizzata per estrarre petrolio e gas naturale dagli strati rocciosi profondi. Consiste nell’iniettare nel sottosuolo una miscela ad alta pressione di acqua, sabbia e additivi chimici per spaccare le rocce e liberare gli idrocarburi. Nonostante abbia rivoluzionato l’industria energetica, il fracking è una pratica molto discussa per via dei suoi impatti ambientali: Inquinamento delle falde acquifere, attività sismica, consumo di risorse naturali(acqua).

Permettetemi di aggiungere che la svolta colombiana è durata lo spazio di un mattino, – sigh – nonostante le promesse elettorali del presidente Preto siano state rispettate, il paese sudamericano ha rieletto, l’altro ieri, un presidente di destra, si chiama: Abelardo de la Espriella, e ha vinto di stretta misura sul pupillo di Preto, – in Colombia i presidenti non possono essere rieletti – Ivan Cepeda, favorito in tutti i sondaggi. Espriella ha vinto di stretta misura e al secondo turno elettorale, il ballottaggio. Al primo turno, i due candidati non avevano raccolto la quota minima di voti richiesta dalla legge per essere eletti subito.
E che dire del referendum tunisino per approvare una nuova Costituzione – il 25 luglio del 2022 – votato a larga maggioranza dalla popolazione – solo il 30 per cento degli aventi diritto è andato alle urne, – voluto dal presidente della Tunisia Kais Saied. Con l’entrata in vigore di tale variazione costituzionale il capo dello stato può imporre un nuovo sistema di regole molto più autoritarie di quelle già in vigore. Un modo per sancire in forma definitiva l’abbandono formale del sistema democratico da parte di questo presidente tunisino che, da quando è stato eletto, ha accentrato via via sempre più su di sè tutti i poteri. Una fine davvero ingloriosa per le cosiddette “primavere arabe”, le proteste di piazza degli anni precedenti e che avevano coinvolto molti paesi arabi, e dalle quali, proprio la Tunisia era uscita nel migliore dei modi – non senza un contributo pesante di vite umane – con l’entrata in vigore di un sistema democratico stabile e garantito. Sic transeat dicevano i latini e c’è poco da scherzare, aggiungo io me medesimo di tasca mia.

Chiudo su una notizia dal mondo reale, le altre lo sapete bene, fanno tutte parte di una finzione del mondo abilmente orchestrata dai venusiani con la coda – o erano i marziani con le corna? – boh, uno vale l’altro ma di complotto, anzi, gomblotto, si tratta, sappiatelo. La notizia sincera, riguarda tik e tok, che al momento non chiamerei più in questo modo, però non vorrei offendere nessuno, quindi lasciamo stare per ora. La piattaforma social made in china, proprio nell’estate del ‘22 inteso come 2022, spodesta tutti gli altri, e si insedia prepotentemente in vetta alla classifica dei social media planetari. E lì è rimasta, aggiungerei. Nonostante i tentativi di imitazione – meglio della settimana dei cruci e poi verba – di tutti gli altri, tentativi già in corso nel 2022. Tutto bene? Ditemelo voi. A noi del Franti sta dando belle soddisfazioni proprio il mandorlo in fiore dei social, ma noi non facciamo testo, casomai li scriviamo. Di sicuro, tik e poi tok, ha cambiato, per l’ennesima volta, e certo non in meglio, – scrivo e sottolineo – il rapporto fra le persone, perlopiù joveni, e il modo in cui si relazionano con il mondo. Quello rotondo, reale. Esso chines è: un plasma generazioni. Nel senso che riesce indubitabilmente a plasmare i comportamenti di intere generazioni di utenti. Come gli altri social e ancora di più. E, di sicuro, abbassare l’età di entrata o vietare per legge l’ingresso ai social ai minori di x,y,z anni, non serve a impedire un bel niente. Anzi, molto probabilmente fomenta. Come tutte le proibizioni e i proibizionismi della storia hanno ampiamente confermato. Mah. Ne riparleremo, forse. Bye
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