ASCOLTA LA SINTESI
Apple sta valutando seriamente l’ipotesi di acquisire Perplexity AI, ma per ora nulla è concreto: l’operazione, se realizzata, rappresenterebbe una svolta decisiva nella corsa all’intelligenza artificiale. Cupertino è infatti in ritardo rispetto a concorrenti come Google, Microsoft, OpenAI e Meta, mentre la nuova Siri promossa come “Apple Intelligence” non convince ancora per affidabilità e potenza.
Che cos’è Perplexity

Perplexity AI è un motore di ricerca intelligente e conversazionale basato su intelligenza artificiale generativa. Nato nel 2022 a San Francisco da ex ingegneri di OpenAI, Meta e DeepMind, il suo obiettivo iniziale era quello di fornire risposte sintetiche, precise e aggiornate in tempo reale, non limitandosi a mostrare una lista di link come Google, ma basandosi su fonti verificate e citate direttamente, combinando modelli linguistici avanzati (come GPT-4) con ricerche web attive per raccogliere informazioni aggiornate e affidabili, Con il passare del tempo e con la progressiva convergenza fra browser e gen-AI, Perplexity ha finito per venire considerata una piattaforma AI generativa ancorché “ufficiosa” perché integra composizione di testo generativo con aggiornamento e verifica delle informazioni derivanti da ricerche web, combinando modelli di linguaggio avanzati (come GPT-4, Claude di Anthropic, Llama2 di Meta e Mistral 7B) con una tecnologia di nuova generazione di ricerca che consente di effettuare operare in tempo reale generando risposte sintetiche, precise e corredate di fonti verificabili, ma anche generare immagini o produrre testi complessi con la funzione di laboratorio.
Fra gli investitori principali sono annoverati nomi di rilievo come Jeff Bezos, Nvidia, SoftBank Vision Fund 2, NEA, IVP, Accel, o Yann LeCun di Meta. Mel 2025 Perplexity ha raggiunto una valutazione di circa 20 miliardi di dollari grazie a investimenti significativi (oltre 200 milioni solo nell’ultimo round) e una crescita molto rapida dal suo lancio nel 2022.
La startup si è sviluppata rapidamente crescendo di oltre 15 milioni di utenti mensili nel 2025 e ha fatto preoccupare concorrenti di diversa natura con accuse di plagio, violazione di copyright, scraping e addestramento illecito del modello di AI. Queste accuse hanno portato Perplexity a introdurre un modello di revenue-sharing con i publisher nel luglio 2024, tuttavia, le controversie continuano a evolversi. La risposta della startup ha compreso anche strategie di marketing coraggioso per allargare la popolazione di utilizzatori che comprendono la donazione di un anno di abbonamento pro gratuito ai clienti di diverse società fra cui PayPal e TIM.
Perché Perplexity interessa ad Apple
Perplexity è oggi uno dei progetti più promettenti nel campo della ricerca basata su AI. Con una crescita rapidissima e centinaia di milioni di query ogni mese, dimostra che un’alternativa a Google è possibile: la ricerca diventa conversazionale, verificabile e aggiornata in tempo reale.
Un’acquisizione permetterebbe ad Apple di colmare tre vuoti chiave:
- avere un motore di ricerca proprietario per Safari, riducendo la dipendenza da Google;
- trasformare Siri in un vero assistente conversazionale e intelligente;
- arricchire il team con competenze di altissimo livello nel settore AI.
I limiti attuali di Apple

Nonostante i proclami, l’AI targata Apple procede a rilento. L’approccio “on-device”, molto coerente con la filosofia della privacy, limita però velocità e competitività. Anche il reclutamento di talenti non basta a costruire una visione integrata. Così, mentre gli altri colossi spingono sull’acceleratore, Cupertino rischia di perdere terreno.
Perché l’operazione non è scontata
L’acquisizione sarebbe estremamente costosa (oltre 14 miliardi di dollari) e avrebbe conseguenze strategiche: significherebbe rivedere l’attuale accordo miliardario con Google e affrontare i delicati temi legali legati. In alternativa, Apple potrebbe valutare una semplice partnership, meno rischiosa ma anche meno trasformativa.
Un futuro da decidere
Il bivio è chiaro: comprare, costruire o restare indietro. Un’eventuale acquisizione darebbe ad Apple la possibilità di entrare finalmente da protagonista nel nuovo mondo dell’AI conversazionale, con impatti enormi su ricerca, assistenza personale e produttività. Restare alla finestra, invece, rischia di confinare Siri e “Apple Intelligence” a un ruolo marginale, mentre gli altri player definiscono il futuro delle tecnologie che accompagneranno la vita quotidiana.
Non vanno inoltre dimenticate le promesse di privacy fatte da Apple ai suoi clienti di portare là AI generativa al riparo dei dispositivi stessi che la mossa con Perplexity rischierebbe di fare rimangiare.
GUARDA LA PRESENTAZIONE
Scopri di più da Franti Magazine
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.