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Burocrazia, lentezza, crisi: ci hanno fatto credere che l’Europa sia finita. Ma la realtà racconta una storia completamente diversa
Vi hanno detto che l’Europa è spacciata? Che siamo troppo burocratici, incapaci di metterci d’accordo sull’immigrazione, fermi al palo mentre la Silicon Valley corre? È diventato un ritornello così ripetuto che quasi ci abbiamo creduto pure noi.
Ma ecco cosa si perdono i profeti di sventura: l’Europa è diventata silenziosamente una delle storie di successo più straordinarie della storia. Parliamo di un continente che ha creato una prosperità senza precedenti mantenendo la coesione sociale e proiettando la propria influenza nel mondo.
Abbiamo Superato l’Impossibile
Pensate a cosa ha attraversato l’Europa solo negli ultimi quindici anni. L’eurozona è quasi collassata sotto il peso del debito sovrano. La Gran Bretagna se n’è andata. Una pandemia ha bloccato l’economia globale. La guerra è tornata sul suolo europeo per la prima volta da generazioni. Ogni crisi doveva essere il colpo finale. Eppure eccoci qui: istituzioni intatte, cooperazione più profonda che mai, costantemente in grado di adattarci e trovare soluzioni pragmatiche. Niente male per una regione che “non sa organizzarsi”.
La Qualità della Vita Non Mente
Fate un giro per Copenaghen, Vienna o Zurigo e provate a sostenere che questo sia un continente in declino. Le città europee dominano tutte le classifiche sulla qualità della vita che contano davvero. I treni arrivano puntuali. Puoi curarti senza andare in bancarotta. Un ragazzo brillante di famiglia operaia può ancora arrivare all’università. Non sono cose da poco: sono quelle che determinano se le persone normali possono vivere una vita dignitosa.
L’Innovazione che Cambia Davvero il Mondo
Innovazione? Per favore. Non stiamo cercando di essere la Silicon Valley – e questo è esattamente il punto. Mentre altri inseguono l’ultima app o la bolla delle criptovalute, le aziende europee risolvono problemi reali:
- BioNTech ha contribuito a salvare il mondo durante la pandemia
- Novo Nordisk sta affrontando diabete e obesità
- ASML costruisce le macchine che rendono possibili i chip per computer
- Airbus mantiene le persone in volo
- Il nostro settore delle energie rinnovabili sta ridisegnando come il mondo si alimenta
Non è “disruption” appariscente: è quel tipo di innovazione profonda e paziente che fa davvero progredire la civiltà.
La Nostra “Debolezza” È Diventata un Superpotere
Persino la nostra presunta debolezza – tutta quella regolamentazione – è diventata un punto di forza. Il GDPR non ha solo protetto la privacy europea: ha costretto i giganti tech di tutto il mondo a cambiare il modo in cui gestiscono i dati. I nostri standard ambientali, le protezioni dei consumatori e le regole sulla concorrenza vengono copiati in tutto il mondo.
I Numeri Parlano Chiaro
L’Europa è seconda solo agli Stati Uniti per peso economico e miglia avanti alla Cina in termini di ricchezza pro capite. Dieci delle 20 economie più competitive al mondo sono europee. Lussemburgo, Norvegia e Svizzera producono più dei lavoratori statunitensi per ora, prendendosi comunque pause pranzo decenti e ferie vere.
Certo, Abbiamo Problemi (Ma Sono Risolvibili)
Sì, i nostri mercati dei capitali sono un pasticcio di compartimenti nazionali. Il tasso di natalità sta calando. Far concordare 27 paesi su qualsiasi cosa può sembrare un’impresa titanica. Ma questi sono problemi risolvibili, non minacce esistenziali. Integrare i mercati finanziari, essere più intelligenti nell’attrarre talenti dall’estero, impegnarsi seriamente negli investimenti green. Niente di impossibile.
Il Vero Problema È Nella Nostra Testa
Abbiamo interiorizzato così completamente la narrativa del declino che non riusciamo più a vedere il nostro stesso successo. Nel frattempo, il mondo cambia intorno a noi. Gli Stati Uniti si stanno lacerando per guerre culturali e teorie del complotto. La Cina sta affrontando un crollo demografico e annegando nei debiti. In questo contesto, la combinazione europea di prosperità, stabilità e apertura inizia a sembrare davvero attraente.
Il Secolo Europeo
Il XXI secolo non apparterrà a chi ha la voce più forte o costruisce l’esercito più grande. Apparterrà a chi saprà integrare società diverse, creare prosperità sostenibile e mantenere istituzioni democratiche sotto pressione. L’Europa sta silenziosamente padroneggiando queste competenze da decenni.
L’unica cosa che manca? La fiducia per riconoscere ciò che abbiamo realizzato.
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Tratto dall’articolo del professor Arturo Bris è direttore del World Competitiveness Center della Svizzera e autore di “SuperEurope: The Unexpected Hero of the 21st Century” sulla rivista Monocle.
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