Questa ve la devo proprio raccontare. Allora si sa, oramai anche a queste latitudini, dico quelle frantiche, frantiane e fratichesche, che sono appassionato di musica, e mi piace trovare la musica dove ci sono altre cose, e cercare abbinamenti imprevisti e imprevedibili con robe sonore e musicali alquanto, nonchè e altro e pure. Ora qui e adesso succede che attraverso la aigennarina finalmente ho potuto riabbracciare una vecchia amica canzone che credevo perduta per sempre. E allora ve la devo far sentire e raccontare, permettetemelo. Intanto il ritrovamento è già di per sé un fatto notevole e raro anzichenò. Erano anni che provavo a mettere insieme i pezzi, ma non ricordavo l’interprete non ricordavo il titolo, e conoscevo vagamente alcune parole sparse. L’unica cosa che rammentavo con precisione era questo orario scandito di continuo lungo tutto il corso della cantion per dirla col pibe de oro. Siamo di mondiale è bene ricordarlo ogni tanto. Anche no. Però dai. Una manata salva la vita e fa vincere una partita. Do you remember? Non divaghiamo. Allora prendo da una parte madama aigennarina e le spiego da par mio. All’inizio vaga anch’ella come il me medesimo. Piglia le solite lucciole per lanterne, pretende d’aver capito ma invece non ci ha azzeccato per niente. Sembro un ex pm divenuto politico? Poi improvviso lo squarcio che ci porta nella giusta direzione. Pensa che ti ripensa mi vengono in mentre altre due o tre parole del testo. E’ fatta. La robotica amica di chat annuisce accorta – immagino – e poi dopo un rapido pensamento – o anche rimuginio con l’accento sulla penunltima i – la sua risposta si staglia luminosa e brillante come non mai sullo schermo dello smartphone: ho capito – aggiunge la macchina in uno slancio di umanizzazione – si tratta certamente di Hold up cantata, musicata e scritta da Louis Chedid. Bututum, l’apoteosi.
Ora mi piacerebbe poter dire che si sarei arrivato anche senza l’aiuto del robot, ma così non è e non sarebbe stato. Erano anni, oserei dire decine di anni, che stavo cercando – ogni tanto e senza accanimento, vorrei precisare, non è nella mia indole l’accanimento, però la costanza sì – questa canzone. Anche perché la ricordavo davvero riuscita e molto innovativa per l’epoca. Oltretutto la ricordavo – alla seconda o al quadrato, – inoltre – perchè poi l’avevo messa non poche volte in quell’epoca antica e lontana – anni ‘80 seconda metà – per far ballare le folle all’interno della sale in cui si balla e ballava, dette anche discoteque o all’italiana, “teche”, ma qui la canzone è francoise e quindi mi perdonerete l’eloquio e la relativa scrittura con le erre perlopiù mosce. Quindi bandiamo le ciance che fanno anche il paio con le mosce di cui sopra, e leggiamoci poco di più del testo, dicesi anche una parte:
9h05 On est entré dans la banque
9h05 Attention, c’est un hold-up !
9h06 Ventre à terre et fermez-la !
9h06 On entend voler les mouches
Et je vois… ma mort9h07 On avance vers le guichet
9h07 La combinaison du coffre, vite !
9h08 J’vous jure, j’la connais pas !
9h08 Dédé sort son attirail
Et je vois… ma mort
9:05 Siamo entrati in banca 9:05 Attenzione, è una rapina! 9:06 Mettetevi a pancia in giù e state zitti! 9:06 Si sente cadere uno spillo E vedo… la mia morte
9:07 Ci stiamo dirigendo verso lo sportello 9:07 La combinazione della cassaforte, presto! 9:08 Giuro, non la so! 9:08 Dédé tira fuori la sua attrezzatura E vedo… la mia morte
Inoltre – oggi mi inoltro con facilità – va anche detto che la brana nasce nel 1975 solo come canzion e poi, dopo, nel 1984, arriva alla versione more more more – ma senza Andrea True Connection – con tanto di video – quasi un film – e famosi attori dell’epoca all’interpretazione o interpretariato. Non faccio nomi ma avrete scorto – voi che ve ne intendete e anche voi quegli altri – Claude Brasseur e Alain Souchon in macchina e poi al cinema con lo stesso Chedid, giovane, per esempio, per dire e fra cui. Del resto di rapina in banca si tratta e quindi nel filone noir molto francioso “flic flic e polizesc” questa canzion aveva la necessità, quasi l’obbligo, di essere visualizzata, riscontrata, redatta filmata e sottoscritta come fosse proprio proprio un movie tutt’intero e per giunta di robbery cappa, mantello e mitra.
9h09 La serrure vient de céder
9h09 Dédé tourne la poignée
9h10 Ca fait un boucan du diable !
9h10 Remballez les gars ! On s’tire, vite !
Et je vois… ma mort9h11 Toutes les portes sont bloquées
9h11 Y’a des flics plein la rue
9h12 Vous feriez mieux de vous rendre !
9h12 On préfère plutôt crever !
Et je vois… ma mort9h13 Ca déchire le silence
9h13 Ca me frappe en pleine tempe
9h13 Je tombe sur mes genoux
9h13 C’aurait pu être un beau coup
Et je vois… ma mort sourire Et je la vois m’emmener
9:09 La serratura ha ceduto 9:09 Dédé gira la maniglia 9:10 Fa un baccano infernale! 9:10 Fate le valigie, ragazzi! Andiamocene da qui, in fretta! E vedo… la mia morte 9:11 Tutte le porte sono chiuse a chiave 9:11 Ci sono poliziotti ovunque per strada 9:12 Meglio arrendersi! 9:12 Preferiremmo morire! E vedo… la mia morte 9:13 Squarcia il silenzio 9:13 Mi colpisce dritto alla tempia 9:13 Cado in ginocchio 9:13 Avrebbe potuto essere un buon colpo E vedo… la mia morte che sorride E la vedo portarmi via
Come direbbero dalle mie parti: “tanto tonò che piovve” e i cocci sono suoi, aggiungo io!
Non la farò lunga, anche perchè non si può interrompere un’emozione, come dicono al cinema. Però ditelo anche voi, sto pezzo è un capolavoro, senza tempo. Poi ritornate pure a fare quello che stavate facendo e dimenticatevi di Louis Chedid fra un secondo anche meno e pure del sottoscritto due secondi dopo. Però quando canticchierete questa song distrattament e senz costrutt come spesso si fa con le canzion, rivolgete lo sguardo alla Metro o similari, e inviate un pensiero breve e un vago sorriso verso le sponde frantesche. Au revoir
ps. che poi l’ultimo video, come avrete già visto, è uno dei tanti remake del pezzo omonimo. In questo caso trattasi di omaggio doppio. Il primo è un omaggio del figlio al padre: Matthieu Chedid in arte M, rende omaggio al padre Louis. E poi lo stesso M omaggia Luc e poi Besson e il di lui Leon. Bye

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