Penso ai fantasmi che hanno da pochi giorni inondato la notte di Halloween portando travestimenti, piccoli e grandi spaventi? Sussulti e cuori con battiti frenetici? Pressione alle stelle? Streghe che sulle loro scope giungono all’ improvviso con risa sarcastiche, ghigni spaventosi?
No! Loro sono una scusa per andare verso il pensiero di chi preferisce essere invisibile, in un cantuccio riparato dal resto del mondo, come in tiepida bambagia per evitare di lanciarsi, di esporsi, per trovare protezione non solo da parole, ma persino da sguardi.
La descriverei come una fuga senza corse, allo stesso modo efficace.
Perché essere così: si è stati feriti troppo, incompresi altrettanto, né visti né percepiti, addirittura vissuti non solo come se non si fosse, ma come vetri scheggiati senza un panorama oltre.
La sofferenza è profonda, morti per le persone intorno, a tratti per se stessi.
Capita che scintille di speranza accese inaspettatamente dall’ Intorno possono portare a nascere in tutt’altro modo. Le parole poche e fioche iniziano a farsi strada, insieme al coraggio di esserci non piĂą reclusi.Â
La scelta di chi si desidera intorno si fa netta, proprio precisa ed ecco svanire tutti coloro che ti avevano spinto in una botola. Ora si è alla luce e la si può riflette, camminando sereni e anche giustamente fieri.
Questi pensieri sono un mio botto ad alto volume, anche se quello non lo sentirete, per ricordare che chi non parla ha pensieri, anche molto profondi e brilla negli occhi. Spesso invece, scusatemi, chi parla tanto, ha da dire, solo bla bla bla incoerenti che portano noia e nulla piĂą.
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