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Il Neo-realismo Complesso: Come una Teoria Spiega il Nuovo Ruolo del Canada nel Mondo

Una “Brutale Realtà” e una Nuova Visione

Al World Economic Forum di Davos, il Primo Ministro canadese Mark Carney ha pronunciato un discorso che ha catturato l’attenzione internazionale. Con parole dirette, ha dichiarato la fine dell'”ordine internazionale basato sulle regole” e l’inizio di una “brutale realtà”, un mondo in cui la geopolitica delle grandi potenze agisce senza più vincoli. Citando lo storico greco Tucidide, ha descritto un’epoca in cui “i forti fanno ciò che possono, e i deboli subiscono ciò che devono”.

Per uno studente di politica internazionale, una domanda sorge spontanea: come possiamo interpretare questo cambiamento radicale nella politica estera del Canada? Una risposta analiticamente robusta può essere trovata in una teoria specifica: il neo-realismo complesso. Sviluppata da David Dewitt e John Kirton nel 1983, questa teoria offre una potente lente interpretativa per capire perché il Canada non agisce più come una semplice “potenza media”, ma sta emergendo come una “potenza principale”, capace di modellare attivamente la scena globale.

Questa spiegazione vi guiderà attraverso la teoria del neo-realismo complesso, applicandola passo dopo passo alle recenti mosse strategiche del Canada per decifrare il suo nuovo ruolo nel mondo.

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1. Cos’è il Neo-realismo Complesso? Una Spiegazione Semplice

Il concetto fondamentale del neo-realismo complesso è che una nazione come il Canada non è una “potenza media” (middle power) che si limita a reagire agli eventi, ma piuttosto una “potenza principale” (principal power) che possiede le capacità e la volontà di plasmare attivamente l’ordine internazionale.

Si nota subito un’apparente contraddizione: lo stesso Primo Ministro Carney si riferisce al Canada come a una “potenza media”. Tuttavia, l’analista e co-creatore della teoria, John Kirton, sostiene che le sue azioni e la sua visione strategica corrispondono pienamente alle caratteristiche di una potenza principale.

Per valutare lo status di una nazione, la teoria utilizza quattro dimensioni analitiche chiave. Queste dimensioni ci aiutano a misurare in modo sistematico il comportamento e la capacità di un paese sulla scena mondiale:

  1. Rango (Rank)
  2. Attività (Activity)
  3. Associazione (Association)
  4. Approccio all’ordine mondiale (Approach to World Order)

Analizziamo ora come ciascuna di queste dimensioni si applica concretamente alle politiche del governo canadese guidato da Carney.

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2. Le Quattro Dimensioni della Teoria Applicate al Canada

In questa sezione, esamineremo in dettaglio ciascuna delle quattro dimensioni, utilizzando le affermazioni e le politiche del governo Carney come esempi concreti per illustrare come funziona la teoria nella pratica.

2.1. Rango: La Forza Relativa del Canada

Il Rango si riferisce alla capacità relativa di un paese, misurata in termini di risorse naturali, forza economica, capitale umano e capacità militari. Non si tratta solo di potere militare, ma di un insieme di risorse strategiche.

Secondo Kirton e le stesse affermazioni di Carney, i punti di forza del Canada sono eccezionali e lo posizionano ben al di sopra di una nazione “media”:

  • “Superpotenza energetica”: un attore centrale in un mondo la cui stabilità dipende dall’energia.
  • Primato nelle risorse critiche: il Canada è il numero uno al mondo per estensione delle coste, acqua dolce, zone umide, risorse forestali, foreste boreali, potassio, uranio e canola.
  • Capitale umano e finanziario: vanta la popolazione “più istruita del mondo” e fondi pensione “tra i più grandi e sofisticati” a livello globale.
  • “Immensa capacità fiscale”: una solida posizione economica che permette al governo di “agire in modo deciso”.

L’implicazione è chiara: un paese che è “numero uno al mondo” in così tanti settori critici non può, per definizione, essere considerato “medio”. Questa forza oggettiva è il fondamento su cui si basa la sua nuova politica estera assertiva.

Questa solida base di potere oggettivo (Rango) è ciò che permette al Canada di perseguire un’agenda internazionale più proattiva e indipendente (Attività).

2.2. Attività: Un Impegno Globale e Autonomo

L’Attività misura l’ampiezza e l’autonomia del coinvolgimento di un paese negli affari globali. Una potenza principale non si limita a seguire l’agenda delle superpotenze, ma persegue attivamente i propri interessi su scala globale.

Le parole di Carney sono esplicite. Il Canada si sta “impegnando ampiamente, strategicamente, con occhi aperti” per “massimizzare la [sua] influenza” e sviluppare una “maggiore autonomia strategica”. Questo passaggio da un approccio reattivo a uno proattivo, finalizzato a massimizzare l’influenza in modo autonomo, segna il distacco definitivo dal comportamento tipico di una potenza media, che tende a operare all’interno di strutture definite da altri.

Tale autonomia (Attività) si manifesta concretamente attraverso una deliberata strategia di diversificazione delle alleanze (Associazione).

2.3. Associazione: La Diversificazione delle Alleanze

L’Associazione descrive il modello di alleanze di un paese. Secondo il neo-realismo complesso, una potenza principale emergente tende a diversificare le proprie partnership per ridurre la dipendenza da un singolo alleato dominante.

La strategia del governo Carney è un esempio perfetto di questa tendenza. Di fronte all’incertezza, come ha affermato lui stesso, “Gli alleati si diversificheranno per coprirsi dall’incertezza”. Questa diversificazione è la base materiale per una politica estera onesta; una politica, cioè, libera dai vincoli e dai compromessi imposti dalla dipendenza da un unico grande alleato.

La tabella seguente illustra la rapida espansione delle partnership strategiche canadesi, che vanno ben oltre l’alleato tradizionale, gli Stati Uniti.

Partner/OrganizzazioneTipo di Accordo o Partenariato
Unione Europea (UE)Partenariato strategico globale, adesione agli accordi di difesa (SAFE)
Cina e QatarNuovi partenariati strategici
India, ASEAN, Thailandia, Filippine, MercosurNegoziati per patti di libero scambio

Questa deliberata riduzione della dipendenza dagli Stati Uniti attraverso una rete di alleanze diversificata è una delle previsioni centrali della teoria del neo-realismo complesso per una potenza che afferma il proprio status.

Questa rete di alleanze diversificate (Associazione) non è solo una copertura contro l’incertezza, ma anche la piattaforma da cui il Canada lancia il suo tentativo di rimodellare l’ordine globale (Approccio).

2.4. Approccio all’Ordine Mondiale: Rivedere e Ricostruire

L’Approccio all’Ordine Mondiale è la dimensione più importante. Indica la posizione di un paese riguardo alle istituzioni internazionali esistenti e la sua volontà di modificarle, sostituirle o crearne di nuove. Una potenza media accetta l’ordine esistente; una potenza principale cerca di modellarlo.

Carney ha dichiarato senza mezzi termini che le istituzioni multilaterali tradizionali come l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) e le Nazioni Unite (ONU) sono “notevolmente diminuite”. Tuttavia, la sua non è una visione distruttiva, ma costruttiva. Sostiene che il Canada e altre potenze affini hanno “il potere di costruire un nuovo ordine” attraverso una “geometria variabile”, ovvero creando coalizioni diverse per affrontare problemi diversi.

Gli esempi concreti di questo approccio includono:

  • La “Coalition of the Willing” a sostegno dell’Ucraina.
  • La formazione di “buyer’s club” (club di acquirenti) ancorati al G7 per la gestione dei minerali critici.

Invece di accettare passivamente un sistema in declino, il Canada sta cercando attivamente di costruire quello successivo. Questa postura “revisionista” e costruttiva è la caratteristica definitiva di una potenza principale secondo la teoria del neo-realismo complesso.

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3. Il Canada come “Potenza Principale” nel Nuovo Ordine Mondiale

Le quattro dimensioni del neo-realismo complesso — RangoAttivitàAssociazione e Approccio — offrono un quadro coerente e potente per comprendere la nuova politica estera del Canada. La teoria ci mostra come la forza oggettiva del paese (Rango) si traduca in un attivismo globale autonomo (Attività), in una rete di alleanze diversificata (Associazione) e, soprattutto, in un tentativo ambizioso di ridisegnare le regole del gioco internazionale (Approccio).

Tuttavia, il successo di questa visione non è garantito e la teoria deve confrontarsi con le complessità del mondo reale. I critici sottolineano i rischi di una diversificazione verso potenze mercantiliste come la Cina, che potrebbe creare nuove e pericolose dipendenze. Inoltre, come nota l’esperta Stephanie Carvin, il Canada ha una storia di “parlare duro… senza poi agire di conseguenza”, un divario tra retorica ambiziosa e azione concreta che dovrà essere superato.

Ciononostante, la traiettoria attuale è chiara. Come conclude John Kirton, il Canada di Carney “sta emergendo come, e sta per tornare a essere, una potenza principale consolidata in un mondo ora nuovamente frammentato”.

Per uno studente, questo caso di studio dimostra un punto fondamentale: le teorie delle relazioni internazionali non sono concetti astratti confinati nei libri di testo. Sono strumenti pratici e indispensabili per analizzare, interpretare e dare un senso agli eventi complessi che modellano il nostro mondo.


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Ennio Martignago