Dove Il Franti torna nel pomeriggio, e i compiti a casa svelano verità scomode sui nostri abbonamenti.
Tattiche audaci di viaggio per nativi digitali (e non solo). – La terza via degli autostoppisti digitali– Il Coraggio dell’Autostoppista Digitale #1 – Il Coraggio dell’Autostoppista Digitale #2
Il Coraggio dell’Autostoppista Digitale #3 – Il Coraggio dell’Autostoppista Digitale #4 – Il Coraggio dell’Autostoppista Digitale #5 Il Franti e la lettera di Marina Berlusconi
Gli esercizi rivelano la gabbia
Dopo aver commentato la lettera di Marina Berlusconi, il Franti si guarda attorno e dice a voce alta: “Pronti per la parte pratica?”
Gli autostoppisti sono quasi tutti lì, alcuni seduti sul divanetto abbandonato, altri appoggiati agli alberi.
Chi passa dalla piazzola, vedendo un raduno di persone più o meno giovani data la varietà di età presenti, si ferma incuriosito e chiede informazioni, così il gruppo continua ad aumentare. La ragazza con lo zaino arancione si fa avanti: «Sì! E abbiamo fatto gli esercizi che ci avevi lasciato l’altra volta.»
Il Franti si stiracchia: «Perfetto. Raccontate. Voglio sentire tutto.»
Le tre domande
Anche un ragazzo con la giacca blu tira fuori un taccuino sgualcito: «Abbiamo fatto le tre domande che ci avevi lasciato. Quella storia del: “Sto pagando un abbonamento? Sta raccogliendo i miei dati? Quanto sarebbe difficile smettere?” Ecco, i risultati sono… impressionanti.»
«Nel senso?» chiede il Franti versandosi del tè.
«Nel senso che siamo nella merda,» risponde seccamente una voce dal gruppo. Risate nervose.
La ragazza con lo zaino continua: «Guarda, io pensavo di essere libera. Uso lo smartphone, certo, ma non esagero. O almeno credevo. Ho iniziato a contare.»
Si ferma, consulta il suo taccuino:
«Abbonamenti mensili:
- Spotify Premium: 11,99€
- Netflix Standard: 13,99€
- iCloud storage: 2,99€
- Creative Cloud tutte le app (per l’università): 30,49€
- Amazon Prime: 4,99€
- ChatGPT Plus: 20€
- Totale: 84,44€ al mese, 1.013€ l’anno»
Il Franti annuisce in silenzio.
«E non ho ancora contato l’abbonamento del telefono, internet a casa, il cloud backup… se metto tutto arrivo facilmente a 120€ al mese. 1.440€ l’anno solo per esistere digitalmente.»
L’altra faccia della moneta
Un altro ragazzo interviene: “E questa è la parte che paghiamo in soldi. Poi c’è l’altra parte.”
“I dati,” dice Il Franti.
“Già. Ho provato a fare quella cosa che dicevi: ‘Quante tracce sto lasciando?’ Ho scoperto cose inquietanti. Google Maps tiene una cronologia dettagliata di tutti i miei spostamenti: dove vado, quando ci vado, che mezzi uso. Tutto registrato se ho attivato la funzione ‘Spostamenti’. Instagram può accedere alla mia fotocamera, ai miei contatti e alla mia posizione, ma solo perché gliel’ho permesso quando mi ha chiesto le autorizzazioni – anche se non mi ricordo nemmeno quando l’ho fatto. TikTok… beh, TikTok ha ricevuto multe dal Garante Privacy italiano per raccolta dati senza consenso adeguato. Accede a fotocamera, microfono, contatti, posizione GPS, e alcuni esperti dicono che il suo browser interno potrebbe tracciare anche quello che faccio su altri siti.”
Il Franti posa la tazza: “Quindi pagate con i soldi E con i dati.”
“Esatto,” dice la ragazza. “Ma c’è un’altra cosa che ho scoperto…”
Il Franti si sporge in avanti, interessato: “Dimmi.”
“Ho scoperto che anche quando pago, mi tracciano comunque. Pensavo che almeno i servizi premium mi garantissero un po’ di privacy. Ma mi sbagliavo.”
Il gruppo si fa più silenzioso. Qualcuno prende appunti.
“Ma questa,” dice il Franti alzandosi, “è una storia che merita più tempo. Vi racconto tutto nel prossimo incontro. Per ora, riflettete su questo: quanto della vostra vita digitale vi appartiene davvero?”
E domani scopriremo insieme che pagare non protegge la privacy, e una notizia dell’ultima ora che potrebbe cambiare tutto.
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