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Il giovane produttore sudafricano Thabang Mathebula, in arte Thakzin, ha pubblicato il 26 settembre 2025 il suo album di debutto “Gods Window pt.1” attraverso Platoon, confermandosi come il pioniere indiscusso del movimento 3-Step. Con 18 tracce che intrecciano radici ancestrali e visione futuristica, questo lavoro monumentale di quasi due ore ridefinisce il significato stesso di “Afro” nella musica elettronica globale, posizionando l’identità africana al centro dell’innovazione sonora contemporanea. L’album rappresenta molto più di una semplice raccolta di brani: è un’offerta cerimoniale che intreccia spiritualità, guarigione e dancefloor in un’esperienza immersiva e trasformativa. Nato nella township di Ivory Park e cresciuto tra i ritmi dei Sangoma (guaritori tradizionali Zulu), Thakzin ha impiegato tre anni per concepire questo progetto, registrandolo tra Johannesburg, Cape Town e varie città durante i suoi tour internazionali.
Il visionario della 3-Step: chi è Thakzin

Thabang Mathebula, 27 anni, è nato e cresciuto a Ivory Park, nel nord-est della provincia di Gauteng in Sudafrica, da una famiglia di musicisti sudafricani e mozambicani. La sua formazione musicale è profondamente radicata nella spiritualità: da bambino ascoltava i tamburi cerimoniali di un Sangoma vicino di casa, mentre suo padre, un tastierista, gli insegnava il pianoforte e manteneva un’estesa collezione di CD e strumenti che hanno plasmato il suo immaginario sonoro.
Thakzin ha iniziato a fare il DJ nella prima adolescenza e ha imparato la produzione musicale nel 2010, ispirandosi a leggende sudafricane come Black Coffee, DJ Kent, Culoe de Song e Heavy-K. La sua vera svolta è arrivata il 2 dicembre 2022 con “The Magnificent Dance”, pubblicato su Sondela Recordings, il brano che ha cristallizzato globalmente il suono 3-Step. Il singolo è diventato virale nell’estate sudafricana 2022, raggiungendo il #1 su Beatport nella categoria Amapiano e ottenendo supporto immediato da giganti come Louie Vega, Keinemusik, Pete Tong e Laurent Garnier.
Nel 2023 ha consolidato la sua ascesa con “Don’t Let Me See” (featuring Ray T) per la prestigiosa etichetta britannica Foliage Records, accumulando oltre 5 milioni di stream e ricevendo un remix dal leggendario produttore UK Jimpster. Ha anche co-prodotto “Mama Thula” di Zakes Bantwini, che è diventato l’inno non ufficiale del trionfo del Sudafrica alla Rugby World Cup 2023 e ha vinto il Metro FM Award come Best Dance Song del 2024.
Il suono innovativo della 3-Step
La 3-Step è l’innovazione fondamentale di Thakzin: un genere-filosofia caratterizzato da tre kick in una misura 4/4 (invece dei tradizionali quattro), creando uno spazio sincopato che permette arrangiamenti improvvisativi in stile jazz. Come ha spiegato lui stesso in un documentario Spotify: “Stavo navigando online quando mi sono imbattuto in qualcuno che suonava la batteria. La sua idea era creare spazio nella percussione. Ho semplicemente rimosso un kick e ho pensato: okay, c’è molto spazio qui.”
Ma Thakzin descrive la 3-Step come “più uno stato mentale che un genere”: “È trovarsi in uno spazio di fusione, sopravvivere in mezzo al rumore e rimanere ancorati, rimanere fedeli a ciò che la cultura significa per te.” Questo approccio fonde Afro House, Amapiano, Deep House, Afro Tech e influenze jazz in un sound ipnotico caratterizzato da bassi profondi, percussioni stratificate, accordi atmosferici e una qualità trance-inducing.
“Gods Window pt.1”: un viaggio spirituale in 18 tracce

Il titolo dell’album è ispirato a God’s Window, uno spettacolare punto panoramico nella provincia di Mpumalanga in Sudafrica, un paesaggio talmente vasto da sembrare spirituale. Questo luogo serve da metafora per prospettiva, chiarezza, visione ancestrale e intuizione spirituale (simboleggiando il “terzo occhio”). Thakzin ha autoprodotto e composto interamente l’album con la direzione creativa di Phil Darimont, masterizzato da Klas Lindblad ai Blackhead Studios, con direzione artistica di Melissa Cucci e fotografie di Arthur Dlamini.
L’album si articola in tre sezioni tematiche: Passato (onorando ritmi africani e codici ancestrali), Presente (riflettendo l’evoluzione personale di Thakzin e le energie attuali di identità e comunità), e Futuro (immaginando nuovi suoni attraverso la filosofia 3-Step). È concepito come un’esperienza d’ascolto senza salti, che Thakzin paragona a “un pranzo domenicale a più portate: stratificato, ricco e nutriente.”
Tracce chiave e collaborazioni
Con una durata totale di 1 ora e 55 minuti, l’album presenta 24 collaboratori trattati come co-creatori piuttosto che semplici featuring. Tra i brani salienti:
“Makukhanye (The Way In)” (con Thandazo) apre l’album come un portale cerimoniale di 2:47 minuti. “When We Play” (con Xolani Guitars) è uno shuffle jazzato di 8:34 minuti con archi e percussioni tradizionali. “Botho Begins With Her” (con il Mankabosane Cultural Group) è un passaggio tribal dub travolgente che incorpora ensemble vocali e percussivi tradizionali africani. “The Calling” (con Thandazo e Tete) presenta R&B da camera con voci native, synth sfocati e drum soffici.
Collaborazioni di alto profilo includono Sun-EL Musician (uno dei più rispettati produttori house sudafricani) su “Love & Pride”, e figure come Mörda, Atmos Blaq, Citizen Deep, Mas Musiq e Suffocate SA, che insieme hanno contribuito a tessere molteplici storie nella narrazione dell’album. Le tracce oscillano tra riflessioni soulful e inni Afro-house ad alta energia, creando un’esperienza cinematografica e immersiva.
Accoglienza critica e impatto globale
DJ Mag ha pubblicato una recensione entusiastica, elogiando l’album per “suoni tattili e ad alta fedeltà di cui puoi sentire i poteri curativi,” affermando che “con ‘Gods Window Pt. 1’, Thakzin rivendica e ridefinisce il termine ‘Afro’ secondo i propri termini.” Beatportal lo ha descritto come “un viaggio di 18 tracce che si immerge profondamente in storia, antenati e guarigione mantenendo sempre la pista da ballo al centro,” mentre OkayAfrica lo ha definito “un’incursione negli elementi che plasmano la musica elettronica sudafricana.”
I media sudafricani sono stati unanimi nell’acclamazione. LAMAG Africa ha scritto: “Thakzin sta ridefinendo come il suono africano può essere inquadrato: come cerimonia, come archivio, come futuro.” Fakaza ha confermato il lavoro come “più di un album – è un paesaggio sonoro meditativo, edificante e trasformativo che conferma il posto di Thakzin tra gli artisti Afro-house più lungimiranti della sua generazione.”
L’album ha ricevuto riconoscimenti istituzionali significativi: Thakzin è stato selezionato come artista Spotify RADAR Africa nel giugno 2025, con tanto di documentario dedicato, ed è diventato il primo artista sulla cover della playlist 3STEP di Spotify. A settembre 2025, l’album è stato proiettato in Times Square a New York, segnando un momento di riconoscimento globale. È anche stato nominato artista Beatport Next Class of 2025 e ha parlato come relatore alla conferenza musicale ACCES 2025 a Tshwane.
Il supporto dell’industria è stato massiccio: Black Coffee lo ha selezionato per la festa di chiusura del suo storico show al Madison Square Garden di Johannesburg, mentre Keinemusik lo ha scelto per aprire il loro primo evento a Johannesburg. La sua musica è stata trasmessa su BBC Radio 1 da Pete Tong, Benji B e Jamz Supernova, e ha ricevuto endorsement da Louie Vega, Laurent Garnier, Osunlade, Atjazz e Kaytranada.
L’impatto sul panorama elettronico sudafricano

Thakzin rappresenta un ponte generazionale cruciale nella musica elettronica sudafricana. Mentre viene spesso raggruppato con la “nuova generazione” dell’Amapiano per la sua evoluzione del suono, è profondamente rispettato dalle generazioni precedenti della scena house. Il movimento 3-Step, secondo Resident Advisor, ha “riportato l’Afro House alla prominenza pop” nell’estate 2023.
La significatività culturale della 3-Step va oltre il suono: mentre l’Afro House si era associata a club esclusivi con servizio al tavolo, la 3-Step riporta il focus sulla pista da ballo e sull’esperienza unificante pura. Come sottolineato in varie interviste, Thakzin e altri artisti 3-Step come Dlala Thukzin, MÖRDA e Atmos Blaq stanno creando “musica onesta” che privilegia la connessione culturale rispetto alle tendenze commerciali.
Beatportal ha osservato: “In un’era di musica elettronica sempre più omologata, la 3-Step è una boccata d’aria fresca.” Il movimento si è espanso anche nella diaspora nera internazionale, con particolare forza a Londra dove la cultura Amapiano è già consolidata.
Filosofia artistica e visione spirituale
L’approccio di Thakzin alla musica è profondamente spirituale, ispirato dai Sangoma (guaritori tradizionali Zulu) che usano rituali di tamburi per guarire fisicamente, mentalmente, emotivamente e spiritualmente. “Non mi piace essere inscatolato. Sono come un Sangoma della musica. Voglio guarire le persone attraverso la musica, e questo è il mio scopo,” ha dichiarato in un’intervista a Beatportal.
La session d’ascolto dell’album si è tenuta a Kwa Mai Mai, hub culturale di Johannesburg, dove Thakzin ha eseguito un rituale di purificazione con impepho (salvia selvatica) prima di far ascoltare l’album: “Questo è più di un album; è un ponte culturale dove voci diverse, tradizioni e momenti si uniscono per creare qualcosa di senza tempo.”
Emerge un nuovo capitolo per l’Afro House
“Gods Window pt.1” non è semplicemente un album di debutto: è una dichiarazione culturale che riposiziona l’identità africana al centro dell’innovazione elettronica globale. Thakzin dimostra che la memoria ancestrale e la produzione digitale possono coesistere non in conflitto, ma in conversazione fertile. La sua capacità di fondere guarigione spirituale, autenticità culturale e innovazione sonora crea uno spazio dove tradizione e futuro si intrecciano organicamente.
Con questo lavoro monumentale, Thakzin conferma il suo ruolo non solo come pioniere della 3-Step, ma come ambasciatore culturale del suono sudafricano sulla scena mondiale. In un’industria musicale spesso accusata di diluire e appropriarsi delle espressioni africane, questo album rivendica con forza: l’Africa non è semplicemente una fonte di ispirazione esotica, ma il centro pulsante dell’innovazione elettronica contemporanea.
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