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Il Pescatore

Girandola tv fumetti e caroselli

Come alcuni personaggi a fumetto o meglio di cartone della pubblicità sono diventati così famosi da aver bucato la quarta parete ed essere andati liberi a spasso per il mondo

Quando mi dici così, ti amo, io ti rispondo così, ti amo. Come ci vogliamo bene, noi due. Non ci lasceremo mai. 

Che detto così potrebbe anche non ricordarvi nulla e, forse, non apparire in sintonia con il senso del post odierno, e invece, no. Tutto scorre si sa, ma qui e adesso, abbiamo deciso di fermarci. E mentre sostiamo, dobbiamo prendere atto che: Fred Bongusto è stato un volto noto e un testimonial affidabile anche per la pubblicità – Gancia Americanissimo, Concertino gelato Tanara  – e come non ricordare Minnie Minoprio e la sua personale e molteplice integrazione con il mondo dell’adver e pure tising – Du du dufour caramelle, Artic Vodka, – e quindi cosa ci facciamo coi due personaggi e con la pubblicità? Intanto vediamo e ascoltiamo

Correva l’anno 1963 e la pubblicità e i caroselli vivevano lo splendore dell’inizio e del consolidamento e l’inventore della trasmissione Paul Campani visse di conseguenza un periodo di vacche grasse, fama e prosperità. Il varietà serale della pubblicità nato nel 1957 fu infatti un successo clamoroso e, nello stesso tempo, permise all’emittente di stato di ingrossare le proprie tasche, per non dire, di riempire le proprie casse, – e in barba al sentire politico dell’epoca che rifuggiva dalle sirene delle aziende e dalla pubblicità di cui erano portatrici sane – con i soldini, detti anche dobloni e non sesterzi degli antenati dei moderni spot pubblicitari. Il programma – dopo il quale i bimbi ubbidienti andavano a letto – portava nelle case italiche siparietti divertenti di spettacolo, veri e propri piccoli numeri di varietà televisivo, con i migliori attori del momento, che si chiudevano con la pubblicità di un prodotto. Lo show della reclame chiuse i battenti 20 anni dopo nel 1977. A mio avviso, un prodotto come carosello non sfigurerebbe in onda anche oggi. 

Paul Campani, che oramai avete imparato a conoscere e apprezzare, soprattutto se siete già capitati da queste parti – al frantimagazine – oltre a essere l’inventore e il disegnatore di buona parte dei personaggi e dei relativi commercial pubblicitari a disegni animati, fu anche produttore e regista di quegli spot realizzati per la maggior parte nel suo studio di produzione cinematografica di Modena, dove nei tempi d’oro di carosello, lavoravano più di cento persone, mica tortlin, nonostante Modna. 

Quel successo, proprio quello dei personaggi di cartone creati da Campani per la pubblicità, fu tale e tanto da dare avvio a fenomeni meta-pubblicitari. I protagonisti degli spot disegnati erano diventati così famosi e apprezzati da avere diritto ad una vita propria fuori dalla pubblicità. Cosa poteva succedere all’omino coi baffi delle caffettiere quando non provava a venderci i prodotti che pubblicizzava?

omino

Un editore di fumetti, tale Angelo in arte Fasani promosse assieme a Paul Campani questo processo di affrancamento dei pupazzetti dagli spot, facendoli approdare dentro un giornaletto a fumetti che si chiamava Girandola TV. Un posto dove le loro gesta avrebbero avuto dinamiche diverse da quelle della vendita dei prodotti. Le  storie a fumetti inedite di quei personaggi degli show di carosello presero vita, sulle pagine della rivista, grazie al lavoro di autori e disegnatori delle nuvole parlanti  come Romano Scarpa, Luciano Bottaro, Guido Scala e molti altri. L’avventura della rivista fu breve anche se ricca di soddisfazioni, poco più di un anno, nel 1964 si era già conclusa. Va anche detto che alcuni dei personaggi degli spot di Carosello hanno continuato per anni a prendere parte a storie a fumetti fuori dalla pubblicità, con alcune ospitate su altre riviste a fumetti di vario genere e tipo. Un epoca felice, o solo ricca, o solo più ingenua, chissà, a noi piaceva, e a voi?

svanitella

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