Che detto così, lascia il tempo che trova. Se poi aggiungiamo un nome e un cognome: Hovhannes Adamian, qualcosa si incomincia a intravedere. L’ultimo indizio: tricolore, potrebbe portarci fuori strada, invece di fornirci il necessario aiuto. Allora metterei una fotografia per aggiungere un indizio importante, oserei dire, fondamentale.

Eccoci all’acqua come dicono dalle mie parti, abbiamo finalmente capito, stiamo parlando del pollo in batteria. O delle batterie? Eppure c’erano pure le bandiere, ma erano italiane? Perchè di tricolori ce ne sono altri. La Francia ad esempio. Vabbè. Fermi tutti. Stiamo parlando di televisione. Il nomignolo che da il titolo al post è un modo per definire un apparato che trasmetteva immagini a colori. Rudimentale e molto indietro nel tempo, era il 1925, pensate, ed eravamo a Yerevan, in Armenia. La zona del mondo appena citata, però, non era casuale, in quanto l’inventore dell’apparato tecnologico era proprio armeno di origine.

Hovhannes – d’ora in poi HA – era nato lì da facoltosa famiglia di commercianti di petrolio, mica stuoini, e dopo aver completato i primi studi, grazie alla facoltosità della sua famiglia, aveva potuto universizzarsi in vari posti dell’europa, posti belli e rinomati per gli studi scientifici, in particolare di ingegneria elettrica, che il nostro aveva intrapreso. HA ha studiato prima in Svizzera, poi in Germania. La materia delle sue ricerche era, in soldoni, e fagioloni, la trasmissione a distanza delle immagini. Finiti gli studi prosegue a lavorare sugli stessi temi in europa aprendo un suo laboratorio di ricerca che poi trasferirà assieme a se stesso medesimo in Russia e in particolare nella città di San Pietroburgo – la città che cambia nome – pensate che quando ci sono stato io si chiamava Leningrado, ma era già stata San Pietroburgo e poi era stata anche Pietrograd senza san, perchè Pietro a seconda di come lo guardi potrebbe essere anche uno zar oltre che un santo e tante altre cose.

Ma tornando al nostro ingegnere armeno e al tricolore e alla immagini a distanza, la cosa che ancora non vi ho detto, è che HA, viene unanimemente riconosciuto un po ‘qui e un po’ là, come uno degli inventori della Tv a colori. Dove per tricolore non si intende la bandiera ma un sistema da lui medesimo inventato, e poi riutilizzato un po ‘ da tutti nella tv, per colorare le immagini trasmesse a distanza dentro la scatola.

Va anche detto che HA non ha fattivamente realizzato il prototipo della scatola televisiva a colori, quello lo hanno fatto altri, anni dopo il suo primo esperimento – Eristavi, come da titolo apposito. Gli altri, e nella fattispecie uno scienziato inglese, di cui poi vi parlerò, forse, nel 1928, utilizzando il sistema tricolore, realizzò il proto tv color. Rosso, verde e blu sono i colori primari isolati dallo scienziato armeno nel sistema tricolore per miscelare le tinte e riprodurre le varie tonalità cromatiche trasformando la trasmissione delle immagini a distanza da bianche e nere a colorate. Questo sistema è stato inventato e poi sviluppato negli anni da HA che ha depositato alcuni brevetti dei suoi studi in paesi diversi, quali la Germania, la Gran Bretagna, poi la Francia e infine anche la Russia.

In particolare il primo brevetto per un dispositivo – simil tv color – di tutti i tempi e ovunque nel mondo, fu depositato dall’ingegnere armeno nel 1908 in Germania. Quella volta, e quell’anno, ancora non era stato inventato, da lui medesimo, il dispositivo tricolore. Solo il successivo brevetto depositato in Russia nel 1925 da HA riguardava proprio un sistema televisivo elettromeccanico a tre colori, basato sul nuovo sistema da lui inventato e brevettato che si chiamava tricolore. Non a caso, proprio nel ‘25 del 1900, Hovhannes realizzò il suo primo esperimento di tv a color, a Yerervan. Quelo lì del post. Eristavi. Insomma magari non sarà proprio l’unico papà del tv color, ma certamente senza di lui, l’avremmo vista grigia – battuta – invece che policromatica. Poi certo, se volessimo aggiungere – vogliamo? – la dimostrazione pratica con tanto di prototipo di televisore, si svolse a Londra nel ‘28 del secolo scorso, come avevamo anticipato, e fu tenuta da un altro dei paparini del tv color, tale John Logie Baird, però, – e dico però – sistema e approccio, erino – e dico erino – quelli del buon HA: tricolore, trasmissione di immagini a distanza via cavo.

Per citarli tutti, a quasi, – parecchi direi – si aggiungeranno al gruppo Maurice Le Blanc, e Paul Nipkov, studiosi teorici che hanno contribuito a inventare il sistema fra la fine dell’800 e i primi del ‘900, e Guillermo González Camarena, tecnico e uno dei realizzatori dei primi prototipi di televisione a colori. E non sono tutti, come annunciato, ma facciamoceli bastare, per oggi.
Poi arrivò Mike e, in tv, fu tutta un’altra musica in b/n come a colori.
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