Al giorno d’oggi meglio precisare. Non si sa mai. Uno scrive una roba per fare chiarezza, e colmare una lacuna, persino per restituire un torto subito – non so se si dica così, poi controllo – e nel men che non si dica – questo di sicuro è sbagliato, ma con generosità – si ritrova in una shitstorm che manco durante un maelstrom, uno di quelli che solo Jules Verne avrebbe saputo descrivere da par suo. In ogni caso ci troviamo di fronte ad una ingiustizia. Di uomini ragno ne abbiamo cicli interi, disegnati, fumettati, cinemati, cartonimati e pure cosplayati, a bizzeffe, per non dire parecchi. Non ci fermiamo all’uomo, abbiamo pure il venom, e il parassita alieno, e poi l’alter ego negativo, il simbionte, e quello del futuro. Se siete ragnofili marvelliani di sesta generazione sapete bene a cosa mi riferisco, se non lo siete magari vorrete diventarlo, se, invece, già vi stava antipatico, eh, forse avete sbagliato candeggio. Ma non abbiate scuorno per dirla con gli accademici. State tenti, con una t sola. E via. L’ingiustizia, come suggerisce il titolo, sebbene criptico as usual, riguarda la componente femminea per non dire muliere, del super e poi eroe, con l’istinto da ragno ma i poteri bene in vista. Come mai, per non dire como vas, che non è la stessa cosa, ma in spagnolo non so come si dice come mai e mi sono arrangiato così, spero non vi offenderete, soprattutto i madrileni madrelingua all’ascolto. Come mai le donne e pure ragno non hanno avuto tutto questo spazio nell’universo fantastico dei marvel personag, mannagg. C’è stato abbastanza di recente un tentativo di conciliazione, una sorta di ravvedimento operoso dalla costola filmica della casa delle idee. Un filmino, filmuccio, filmavolo a isse dedicato. Passato perlopiù abbastanza inosservato, per non dire rapido e quasi invisibile, come certi sommergibili di un ventennio di cui non andiamo per niente fieri, anzi proprio zero.
Questo contributo filmico tardivo e confuso perlopiù, arriva dopo una vita di false partenze fumettistiche, in cui il personaggio della donna ragno – da non confondersi con il libro, e un film davvero bello con Sonia Braga come ci racconta la copertina del post – è stato sviluppato in molteplici e quasi mai successici – per non dire di successo – risultati. Come nel film di cui vi ho agevolato una scena, e con lo stesso risultato, essi personaggi non hanno avuto un grande successo. Parliamone, anzi vediamole. Una per una .

Jessica Drew è la capo e pure stipite, non ci sono dubbi, anche per via del lasso spazio temporale in cui nel mondo reale si sono sviluppate le sue avventure del mondo finctionale per non dire a fumetti. Nasce nel 1977, e non dirò altro, la scheda del personagg la trovate a buon mercato ovunque vi aggiriate online, poi se avete una aigennarina sotto mano potreste addirittura mettere su un faccia a facccia simulato ma veridico per non dire veritiero con issa personaggia sebbene di carta e cartone. Ci è ruscito walterone possiamo riuscirci pure noi. Anzi guardate, colgo l’occasione per invitarvi alla nostra prossima rubrica frantica: vis a vis col personage. Dieci domande all’eroe della vostra nfanzia, gioventude, medietà, sinanco raggiunta saggezzica; basta chiedercelo e noi lo faremo per voi. La drew che ci ricorda anche una detective molto nota fra i giovani – un tempo – giallisti all’ascolto che di nome faceva Nancy come la Sinatra che di nome faceva Frank e non era lei, lo dico per la precisione. E anche sprezzo del pericolo. Il costume della Drew ragna e i poteri della medesima, sono forse la parte più interessante e approfondibile. Va detto che proprio grazie al costume – regalo di gente potente e scudata, se mi permettete l’allusione – ella vola, fenomeno unico nell’universo delle donne ragno, poi è forte in modo ragnesco tipo peter, aderisce come peter ai muri, però ha anche i feromoni autogestibili con cui sistema simpatie e antipatie, che, mi capite, quando si trova di fronte i supercattivi può aiutare e parecchio. Infine emette scariche elettriche, tipo elektro ma venom blast nel suo caso. Non mi chiedete perchè, ma scommetto che non lo farete.

Julia Carpenter, ma non è parente della pop star, anche se, è la seconda spider woman, non a lungo, e a partire del 1984. Nasce così, costume juventino per non dire bianco nero, poteri simili al ragno per antonomasia dei fumetti marvel, superforza, adesione ai muri, per non dire aderenza alle superfici, nsomma, molto simil peter però muliere. Fatto salvo che poi, com’è come non è, cambia costume, identità e pure nome supereroistico in un battibaleno e mica una volta sola. La parte in cui diventa Aracne scoppia proprio a causa del ritorno in scena dell’originale donna ragno, Jessica di cui abbiamo parlato qui sopra, per distinguere le due e non fare confusione. Tentativo mal riuscito visto che poi a lei vengono rubati i poteri da un’altra che poi si fa di nuovo chiamare donna ragno – ne parliamo a breve – dopo lei medesima perde e riacquista i super powers varie volte fino a quando grazie alla solita madame web, vedi filmettico di cui abbiamo appena parlato, accorrendo al capezzale di quest’ultima li riperde – i poteri – acquisendo i suoi, quelli della madame, o qualcosa di simile. C’è un filo comune che lega la prima spider woman alla seconda, ovvero Jessica e Julia, ed è il loro sacro e potentissimo amore per i figli. Gerry per Jessica e Rachel per Julia. Per i quali, molto modernamente, mettono in discussione in modo profondo e viscerale il loro ruolo di super privilegiando la mammite su qualunque altra cosa. Una roba contemporanea assai e – forse anche politically correct, visto che viene da eroi yankee – ma che le rende comunque molto più friendly e human, soprattutto considerate le loro origini lontane nel tempo. Anni ’70 e ’80.
In terza posizione guardando all’universo temporale di origine, arriva la terza ma non ultima spider woman, quella più intrinsecamente legata a Peter nostro, oserei dire una sua fotocopia con gli attributi femminei, per non dire tette, ma qui non lo diremo mai, ci mancherebbe. Ella fumettica, già intravista qui sopra, si chiama Mattie Franklin come mr.president coll’aquilone e i fulmini, e arriva nelle storie del tessiragnatele negli anni ‘90 del secolo scorso e nella metarealtà delle avventure di Peter, quando quest’ultimo per motivi che potrei anche spiegarvi ma che vi consiglio di cercare in proprio per aumentare il tasso di mistero di questo post, è assente dagli albi, i suoi peraltro. Questione spinosa, che, motivi a parte, porta – hihihih – all’arrivo della franklin, vestita come spidey maggiore, come avete visto, e con poteri very very similar per non dire gli stesimi esatti esatti del peter maggiore parker, dove maggiore non è un attributo militaristico bensì un attestato di anzianità e fama. Un personaggio strano, mal amministrato, secondo le più veementi fanzine dei più scatenati conoscitori nonchè assidui lettori del mondo ragno marvelliano. Un mondo come detto in apertura, a dire poco variegato, per non dire incasinatissimo, dove le controparti femminili sono state sovente sottovalutate per non dire ridimensionate per non dire ignorate. Unica scintilla o barlume di interesse e modernità nel personaggio Mattie – in realtà Martha – sta nella sua non binarietà. E qui mi fermo e passo alla prossima spider woman.

La spider cattiva, come poteva mancare, ha questo nome e sembianze mix, almeno quando è super, mentre nella vita privata fa la stilista, figuratevi. Il suo potere oscuro è potente, quasi come la forza, quella era buona, ma scorreva sempre potente in loro come diceva lo gnometto simpatico e signore Jedi, di cui vi ometto il nome perchè al momento non lo ricordo e non voglio andare a cercarlo ne chiederlo all’aigennarina. Insomma essa oscuramente viene dotata del potere di assorbire i poteri, tutti nessuno escluso, delle spider woman altre e buone. Tutte quelle succitate. E pure di madama rete, al secolo madame web, di cui abbiamo notizie precedenti e anche filmiche. Arriva al mondo attorno agli anni 2000 e non ha una grande storia, fumettistica, dico, però ora con il film chissà. In sintesi la nipote della madame web, viene rapita e incattivita dall’octupus doctor coi tentacoli meccanici, che la trasforma in una super cattiva assorbi poteri con l’incarico di uccidere Spidey peter, ma non finisce così, anzi, e non aggiungo.

Poi c’è lei, personaggio strafamoso del peter parker universe, che in uno degli universi alternatvi di cui il mondo marvel e anche dc comics, è pieno zeppo, diventa anche una super eroina coi poteri e il costume e pure lei alter ego di spiderman al femminile. Di ella ci occuperemo in un altro momento. S’è fatto tardi ed è ora di chiudere. Aggiungo solo che nel film del 2024 appaiono tre superstar del calibro di Dakota Johnson, Sidney Sweeney ed Emma Stone e poi passo e poi chiudo. Bye
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