Fumetti nelle canzoni (idea strenna) della settimana. Nella nona arte non ci sono solo nuvole disegnate ma anche tanta musica. Nei prossimi post vorremmo travolgervi di note e non solo di parole. Oggi ci occupiamo di eroi e villain al femminile raccontate a fumetti ma anche in musica e poi. Niente più. Come diceva Celentano nei suoi monologhi in tv. Punto. Nient’altro. Materia ce n’è ma non troppa, come al solito le quote rosa scarseggiano in questo mondo patriarcale persino nelle attribuzioni musicali. L’apertura la dedichiamo ad un’eroina dc comics, una delle più amate, forse la più amata del mondo detective comics: Wonder Woman. (l’immagine delle varie incarnazioni dell’eroina è tratta da wikipedia ed è stata realizzata dall’artista australiana Nicola Scott).

La principessa dell’isola dal nome impronunciabile e pure inscrivibile – che da queste parti non vuol dire quello che pensate voi – è uno degli eroi super più vecchi e celebrati dell’universo dc. Film, serie tv, fumetti come se piovesse, ma anche libri, action figures, giochi, videogames, e poi cosplay e molto, molto di più. La prima donna dei fumetti dc, quasi co-fondatrice dell’universo della casa editrice americana assieme a Superman e Batman. Ma per cominciare non parleremo della supereroina, per non farci mancare nulla, esploreremo invece brevemente quella che alcuni esseri umani, nella loro continua e immarcescibile ricerca verso la conoscenza, hanno definito sindrome della wonder woman:
“Donne che si sentono obbligate a essere forti, indipendenti e perfette in ogni aspetto della vita, nascondendo le proprie debolezze e vulnerabilità. Un eccesso di pressione autoimposta, un modello di perfezionismo irrealistico con effetti potenzialmente gravi sulla salute mentale e fisica”.
Di questo parla la prima canzone associata a wonder woman del nostro post, dove, l’eroina a fumetti scompare per lasciare il palco alla donna, purtroppo, non quella felice e appagata, e pure super, ma quella che si identifica in qualche modo con questa particolare sindrome. La descrive così Miley Cyrus- lei medesima in qualche modo vittima di questa stessa patologia – nella song del 2023 che si intitola proprio wonder woman
E ancora non siamo a fumetti nemmeno nella seconda song del post cui voi a vostro rischio e pericolo vi siete avvicinati. Una canzone patria, addirittura, nel senso che viene dall’italico paese grazie all’estro e alla fantasia della cantautrice siciliana che risponde al nome di Papiro. Anch’ella come la Cyrus di nome Miley di cui sopra, ha scritto una canzone a sfondo sociale e non supereroistico. Un brano per sé e per quelle donne “crocerossine” nei confronti di uomini che giocano a fare le vittime. Le donne hanno superpoteri – dice Benedetta in arte Papiro – e dovrebbero destinarli a cose più utili e costruttive. Più gioco che condanna, più ballabile che trotterellabile, la canzone di Papiro induce a riflettere senza scontentare anzi. A vous, perchè ci ha pure le strofe in frencis sappiatelo.
A far da trade union fra i temi “impegnati” e il supereroismo della principessa greca arriva, dulcis in fundo, questo brano di Veronica Di Nocera, cantautrice campana, dedicato alla disparità di genere e alla violenza sulle donne. Una canzone che nel video composto da due parti distinte ma cumulative, ci delizia con la musica e le parole, e ci informa grazie a cinquanta diverse testimonianze di donne e uomini sui delicati temi in oggetto. Trattasi di brano Covid, nel senso che la composizione e poi l’uscita sono arrivate nel periodo della pandemia. La canzone sta a cavallo fra le tematiche fumettistiche e quelle “serie” perché ispirata, stavolta e per davvero, alle gesta di Wonder Woman e al suo universo parallelo in cui gli eventi che hanno segnato la storia dell’uomo sono stati compiuti da donne, ma non dimentica di ricordarci il nostro di mondo, in cui tutti dovremmo combattere e farci carico delle problematiche altrui senza lasciare indietro nessuno.
“Chi ha voce parli per chi non ha voce
Chi ha luce brilli per chi non ha luce
Per ogni uomo donna o vita che porta una croce
C’è una guerra che cerca la pace”
Diana Prince, questa l’identità segreta della nostra, è stata ed è, molto raccontata nel suo universo specifico, quello delle nuvole parlanti, ma anche al cinema e in televisione. Noi boomers abbiamo netto il ricordo dell’attrice Linda Carter – agente segreta o qualcosa di simile in giacca e tailleur, – che piroetta su se stessa per diventare principessa super con bracciali dorati, lazzo e stivali cromati. Succedeva nei tardi ‘70 in Usa, mentre da noi non prima degli ‘80, dentro una serie tv dedicata alla donna meraviglia. Una serie e un’interpretazione, quella della Carter, che ha influenzato, e non poco, la cultura popolare. Proprio la lettura che l’attrice statunitense ha dato di quel personaggio televisivo, ha contribuito a cambiare “ad angolo giro” – 360 gradi – la rappresentazione delle donne in tv. Linda Carter è, ancora oggi, una sorta di icona di riferimento per la lotta al sessismo e alla marginalizzazione femminile in ambito mediatico. Se poi vi sentiste orfani di Linda, potreste sempre rivederla nei panni della Presidentessa degli Stati Uniti d’America – aliena travestita da umana – nell’ultima serie tv dedicata a Supergirl. (meglio lei o Donald?)

In musica non possiamo esimerci dal citare la sigla del telefilm, che, al pari della sua interprete, è rimasta nell’immaginario collettivo come il solo e unico jngle di riconoscimento “supremo” della super eroina isolana. Composta da Charles Fox e Norman Gimbel, – Fox è il siglista – , la colonna sonora delle 60 puntate complessive della serie tv, pur mantenendo il “riff” – da cui l’omonimo proverbio onomatopeico di riff e di raff – ha subito notevoli cambiamenti da una stagione all’altra. Nata funky, poi diventata orchestrale, con testi più soft, – nella prima edizione pare si premesse parecchio su temi da guerra e di guerra, in particolare la seconda mondiale, – nella sua ultima edizione è stata trasformata in una versione disco – mantenendo sempre il riff, quel motivetto che ci piace tanto – in ossequio ai gloriosi ‘70 e alla di loro febbre del sabato sera con ciuffo e Travolta incorporati. E ho detto tutto. Suerte
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