Cerca nel Franti
Sensi - Suoni, arti, cibo, mode…

Dall’Ordine di Espulsione a Capolavoro. Meryem Aboulouafa e il suo “Family”

Music: indie, world, intimate

GUARDA

ASCOLTA

La Sorprendente Profondità che ci lega

Cosa significa per te “famiglia”? È un rifugio caldo, un’eredità di silenzi e melodie, o quel paradosso che ti lega al suolo mentre i tuoi sogni ti spingono via? È la sensazione di essere ancorati alle proprie radici mentre si desidera ardentemente spiegare le ali e volare. Proprio questo dilemma universale è il cuore pulsante di Family, il secondo, profondo album di Meryem Aboulouafa, pubblicato il 3 dicembre per l’etichetta Zerhoun e giustamente eletto Album del Mese su Qobuz per dicembre 2025.

1. La sorpresa più grande: un’opera nata da una minaccia d’espulsione

Il fatto più scioccante dietro la creazione di Family è che la sua uscita, inizialmente prevista per settembre, è stata posticipata a dicembre a causa di un evento traumatico: Meryem Aboulouafa ha dovuto affrontare una OQTF (Obligation de Quitter le Territoire Français), un ordine formale di espulsione dal territorio francese.

Questo “choc” amministrativo e il “dolore” personale che ne è derivato non hanno però messo a tacere la sua arte. Al contrario, hanno infuso nell’album un’urgenza autentica, trasformando una lotta privata in un’opera che esplora l’appartenenza ma celebra anche la famiglia come “prima cellula sociale” e omaggio ai genitori, descritti come “compagni di strada”. Questo scontro ha forgiato l’album nel fuoco di esperienze reali, ispirandolo, come dice lei stessa, ai: “tracas della vita”

2. Il doppio binario della lingua: l’inglese per partire, l’arabo per restare

In Family, Aboulouafa compie una scelta artistica deliberata e controintuitiva: canta in due lingue con scopi precisi e opposti. Utilizza l’inglese “per distanziarsi” ed esplorare il desiderio di fuga e l’universalità delle sue emozioni, mentre si affida all’arabo “per radicarsi”, tornando all’intimità della sua eredità culturale.

Questa non è una semplice dimostrazione di bilinguismo; è la rappresentazione sonora della tensione fondamentale dell’album tra “radici e ali”. La lingua diventa uno strumento per far sentire all’ascoltatore la stessa spinta emotiva che l’artista esplora, quel continuo oscillare tra il partire e il restare.

3. Il simbolismo di “Horses”: non una fuga, ma una riconquista

Il singolo di lancio, “Horses,” utilizza l’immagine del cavallo non come semplice metafora della fuga, ma come potente simbolo di “libertà indomita”. Se l’OQTF simboleggia l’immobilismo e la limitazione imposta dalle frontiere, i cavalli rappresentano la potenza pura che non si ferma davanti ai confini burocratici.

Il video musicale, diretto da Theo Gottlieb e girato non a caso a Essaouira, in Marocco, non è solo una cornice suggestiva. È un’affermazione del legame con la sua terra d’origine, il luogo da cui trae la forza per definire il suo futuro. La cavalcata non è una fuga, ma una riconquista delle proprie radici, il cui tema è incapsulato perfettamente in un verso chiave della canzone:

“From the roots we rise, to the sky we’re bound”

4. Un suono unico: l’eleganza della seta, la forza dell’acciaio

Lo stile musicale di Meryem Aboulouafa è una fusione unica e raffinata. Il suo suono miscela la malinconia dell’electro-pop occidentale, che evoca paragoni con Lana Del Rey, con la profondità lirica delle grandi dive orientali come Oum Kalsoum. Il risultato è “un suono avvolgente, quasi vellutato, ma con un’ossatura ritmica e armonica d’acciaio”, impreziosito da violini conservatoriali e profondi bassi electro.

Sebbene riecheggino le influenze dei produttori del suo primo album, come Para One e Ojard, in Family Aboulouafa emerge come un’artista più autonoma. È lei l'”architetta del suo suono”, un ruolo che si collega idealmente ai suoi passati studi in design d’interni, dimostrando un controllo totale sulla struttura e l’atmosfera della sua opera.

Una soggettiva

Family è molto più di un album. È una meditazione onesta e resiliente sull’identità, sull’appartenenza e sulla complessa natura del concetto di “casa”. Trasformando un ostacolo burocratico in un manifesto artistico, Meryem Aboulouafa ci offre un’opera che risuona universalmente, invitandoci a riflettere sui nostri stessi legami.


Scopri di più da Franti Magazine

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

avatar dell'autore
Ennio Martignago