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Per troppi anni dopo l’esordio della sua straordinaria voce nelle Hit Parade dei primi anni ‘80 una delle più raffinate musiciste come Kate Bush era diventata un fenomeno unico solo per i più esperti i quali, scoprendo che un vecchio brano come “Running Up That Hill” aveva scalato le prime posizioni delle classifiche musicali ben 40 anni dopo la sua uscita.
Tutto questo grazie ad una serie televisiva dei Network su Internet cult delle nuove generazioni come, appunto, Stranger Things .

«Ma allora gli eroi musicali dei boomers piacciono anche alle nuove generazioni?»
Intervistata sulla questione la sessantasettenne musa di geni come Peter Gabriel o David Gilmour, ha risposto con ironico FairPlay tutto british, ma non ha cambiato strada, ormai da tempo discosta dalle attrazioni del mainstream.
Una dea per la Gen Z?

Le giovani generazioni spesso consumano il singolo di successo ignorando l’album e ancor meno la storia dell’artista per cui viene difficile pensare che possano manifestare la stessa passione per un lavoro di grande respiro come questo remake, sei anni dopo, di Best of The Other Sides. Cercheremo nonostante tutto di farlo conoscere loro, pezzo per pezzo e di fare comprendere come una star come Kate Bush possa essere anche una delle musiciste più raffinate anche di questo inizio di millennio.
Best of The Other Sides
Best of The Other Sides è la nuova compilation uscita il 26 settembre 2025 (digitalmente, con vinile e CD dal 31 ottobre), che raccoglie il meglio delle B-sides, remix e cover della leggendaria artista britannica. È come un livello nascosto in un videogioco: non essenziale per la storia principale, ma pieno di tesori che rendono tutto più epico.
Questa raccolta è una sorta di “highlights” dalla precedente The Other Sides del 2018, ma con twist moderni. Kate ha personally supervisionato alcune remaster: ad esempio, “Experiment IV” ha un intro più lungo con la chitarra epica di Alan Murphy, “You Want Alchemy?” è stata accorciata nell’outro e riequalizzata, e “Walk Straight Down the Middle” ha un nuovo EQ che la fa suonare fresca come se fosse uscita ieri. Non è roba nuova di zecca, ma è perfetta per chi non ha accesso ai box set originali – e ammettiamolo, chi tra noi ha spazio per vinili giganti nel minuscolo appartamento condiviso?
✅ Cosa funziona (e perché può piacerti)

1. Scopri un lato meno noto di Kate Bush
Se conosci Kate Bush solo per i suoi album “mainstream” tipo Hounds of Love, The Dreaming, The Sensual World, qui senti la sua anima in pezzi che non chiede gloria, ma che trasudano la sua visione sperimentale e delicata. Under the Ivy, in particolare, era uno di quei brani “segreti” molto amati dai fan ma poco accessibili: con questa raccolta finalmente avrai accesso diretto a quella bellezza fragile.
2. Un equilibrio tra sperimentazione e melodia
Non è un semplice “B-side dump”. L’ordine delle tracce mostra cura: Kate distribuisce canzoni più “oscure” (mix, sperimentazioni) insieme a cover più lineari (Rocket Man, The Man I Love). L’album cerca equilibrio: apri con Experiment IV, chiudi con una versione in 12” del suo pezzo più celebre, Running Up That Hill.
3. Remastering e piccole migliorie
Alcuni brani sono stati “spolverati”: l’introduzione allungata in Experiment IV dona spazio atmosferico, You Want Alchemy? è stata resa più incisiva nel finale, Walk Straight Down the Middle è stata riequalizzata. Non rivoluzioni, ma dettagli che fanno la differenza se ascolti con attenzione.
4. Apertura ai neofiti
Per chi non è fan storico, questa è una porta perfetta: non è un box set da collezionisti (complesso, costoso, poco digeribile), ma una selezione elegante che stimola curiosità. Puoi ascoltare senza dover divorare 4 CD di materiale raro prima di capire.

La Tracklist: Un Mix di Sogni, Cover e Vibes Sperimentali
L’album ha 11 tracce, per un totale di circa 45 minuti di immersione sonora. Ecco i highlight che vi faranno swipe up su Instagram per condividerli:
🌌 1. Experiment IV (Remastered 2025)
“We were working secretly, for the military…”
È Stranger Things prima di Stranger Things: suoni da laboratorio, voce eterea e una trama distopica. Kate canta di scienziati che vogliono creare un suono capace di uccidere — e ci riescono.
🔊 Ascoltala se ti piacciono: Grimes, FKA Twigs, Florence + The Machine nei momenti più dark.
💡 Mood: “AI horror-core meets Victorian sci-fi.”
☄️ 2. Rocket Man (Elton John Cover)
Una cover che non copia, trasfigura: ukulele, voce fluttuante e un groove quasi reggae. Kate trasforma il classico di Elton in un sogno galleggiante nello spazio.
🎧 Ascoltala se ti piacciono: reinterpretazioni “weird-cool” come quelle di Lana Del Rey o St. Vincent.
💡 Fun fact: Elton stesso disse che era la sua cover preferita del brano. True story.
🌿 3. Under the Ivy
Semplice, intima, devastante. Solo piano e voce. Sembra una lettera che non hai mai spedito ma che ti tormenta da anni.
💔 Mood: “piangi ma con grazia”.
🎧 Ascoltala se ti piacciono: Fiona Apple, Mitski, Phoebe Bridgers.
💡 Pro tip: ascoltala di notte, in cuffia, e non fingere che non ti stia toccando.
🪞 4. You Want Alchemy
Il lato mistico di Kate Bush al massimo voltaggio. Voci stratificate, suoni sospesi, testi che parlano di magia e trasformazione.
🜃 Mood: “witch energy on vinyl”.
🎧 Ascoltala se ti piacciono: Björk, Sevdaliza o Florence Welch in trance.
💡 Nota geek: la versione 2025 ha un finale più netto, meno dispersivo — più “spell” che sogno.
🕊️ 5. Mná Na hÉireann
Cantata in gaelico, è un canto antico che Kate trasforma in qualcosa di sospeso tra folklore e elettronica da cattedrale.
🎧 Ascoltala se ti piacciono: Enya, Aurora o i momenti più eterei di Caroline Polachek.
💡 Curiosità: la pronuncia perfetta ha lasciato di stucco persino i madrelingua irlandesi.
Oltre queste segnalazioni, il rimanente degli 11 brani totali comprende:
Walk Straight Down The Middle (Remastered 2025) – Un B-side da The Sensual World, ora più nitido. È experimental rock con influenze world music – pensate a un mix tra Björk e i vostri artist indie preferiti.
The Big Sky (Meteorological 12″ Mix) – Un remix esteso che si espande come un temporale. Ideale per ballare da soli in camera, con quel energy uplifting che combatte l’ansia quotidiana.
The Man I Love – Cover jazz di Gershwin, prodotta da George Martin (sì, quello dei Beatles). È classy e timeless, perfetta per un vibe ASMR o un post su “aesthetic” Pinterest.
Lyra – Da The Golden Compass soundtrack, misteriosa e cinematografica. Perfetta per binge-watching fantasy series.
Brazil (Sam Lowry’s First Dream) – Strumentale dreamy, come una colonna sonora per i vostri sogni lucidi.
⚡ Bonus track:
Running Up That Hill (A Deal With God) – 12” Mix
Sì, quella canzone. Ma più lunga, più ipnotica, più ballabile.
🔥 Mood: “streaming loop infinito alle 2 AM”.
💡 Comparala: dopo questa versione, quella di Stranger Things ti sembrerà quasi “lite”.
Sbaglierebbe però chi considerasse questa raccolta un greatest hits, sia in quanto mancano molti pezzi celebri come, ad esempio, Cloudbusting, sia perché non abbiamo a che fare con degli originali, ma piuttosto dei veri cammei che un’artista al culmine di tutta una carriera può serenamente permettersi.
🎯 Consiglio per l’ascolto (per la Gen Z che vive in playlist e shuffle)
- Ascolto in sequenza: dai tempo all’ordine deciso — lascia che Experiment IV apra il portale, non saltare subito.
- Cuffie buone + ambiente silenzioso: molte tracce giocano su spazi sonori, riverberi e dettagli che si perdono se ascolti in altoparlanti “fast food”.
- Confronta con la versione precedente: se ti incuriosisce, cerca The Other Sides (o le versioni originali) e ascolta le differenze nei mix/strumentazioni.
- Canta/senti con attenzione le voci: specialmente in Mná Na hÉireann, dove Kate Bush affronta una lingua che non è la sua madrelingua. È un atto di coraggio artistico.
Perché chi è nato dopo il suo successo dovrebbe ascoltarlo subito
Kate Bush è l’OG dell’alternative pop: ha influenzato tutti da Florence + The Machine a Billie Eilish con il suo mix di theatrical, experimental e emotivo. In un’era di algoritmi che spingono hyper-pop e trap, Best of The Other Sides è un reminder che la musica può essere weird, poetica e non sempre “for the gram”. È lowkey therapeutic – pensate a tracce che vi fanno viaggiare mentalmente senza bisogno di VR. Plus, con il resurgence di vinyl tra i giovani, il coloured “Lothlorien” edition è un must per i collector aesthetic.

“Best of The Other Sides” non è solo una “raccolta per nostalgici”: è una shortlist intelligente che illumina gli angoli meno battuti del mondo creativo di Kate Bush. Se hai almeno un po’ di curiosità per mondi musicali che esistono oltre il mainstream, questo disco vale l’ascolto. Ti fa venir voglia di scavare più a fondo nei bunker sonori di un’artista che, anche quando non “cede” al singolo radiofonico, resta sempre affascinante.
Se siete stanchi delle solite playlist mainstream, questa compilation è il vostro portal a un sound vintage ma timeless. Non è per tutti – se cercate drop heavy, passate – ma per chi ama scoprire layer nascosti, è gold.
Voto: 8.5/10. Streamatelo su Qobuz o pre-ordinate il vinile: non ve ne pentirete. Kate Bush non invecchia, evolve – e voi con lei.
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