Dove Luciano Floridi spiega e Il Franti tira le somme
Nella puntata precedente: Il Franti ha smontato il mito dell'”intelligenza artificiale”, rivelando come il termine sia nato da un’operazione di marketing nel 1955. Ha poi demolito il concetto di “allucinazioni” delle macchine: non sono allucinazioni, sono semplicemente errori di calcolo di un programma…
Il Franti prende il libro che aveva posato accanto a sé e lo mostra al gruppo.
Il Franti dice: «Sapete chi l’ha detto meglio di me? Luciano Floridi, uno dei filosofi più importanti nel campo dell’etica digitale. Sentite cosa dice…»
Apre il tablet e legge:
“L’intelligenza artificiale non esiste! Esistono straordinarie, potentissime tecnologie, che nelle mani di un’intelligenza umana capace potrà fare delle cose straordinarie altrimenti finisce male. Per questi motivi è fondamentale investire nella Formazione per consentire alle giovani generazioni di gestire queste nuove tecnologie, potentissime, nel modo migliore: in modo informato, critico e intelligente”. (Luciano Floridi)
Chiude il tablet e guarda il gruppo.
Il Franti conclude: «Capite? Floridi dice esattamente quello che diciamo noi qui alla piazzola. Sono tecnologie potentissime, sì. Ma l’intelligenza deve essere la nostra. Se deleghiamo il pensiero alla macchina, “finisce male”. Parole sue.»
Si alza, si stiracchia.
La lezione della forchetta (di nuovo)
Il Franti sorride: «Ricordate la conversazione sulla forchetta? La forchetta non pensa al posto nostro. La usiamo quando serve, per fare quello che sappiamo già fare. Con questi strumenti deve essere lo stesso. Altrimenti non siamo autostoppisti: siamo passeggeri inconsapevoli su un camion che non sappiamo dove ci porta.»
Il ragazzo con i capelli rossi alza la mano: «Quindi cosa dovremmo chiamarli, questi strumenti?»
Il Franti ci pensa un momento, poi risponde: «Chiamateli “strumenti di elaborazione automatica”, “generatori di testo”, “calcolatori linguistici”… quello che volete. Ma smettiamola con “intelligenza”. E soprattutto smettiamola con “allucinazioni”. Le allucinazioni le abbiamo noi se crediamo di parlare con qualcosa di intelligente.»
Guarda l’orizzonte, poi torna a guardare il gruppo.
La consapevolezza linguistica
Il Franti conclude: «La consapevolezza linguistica è il primo passo verso la libertà digitale. Se usiamo le parole giuste, pensiamo in modo più chiaro. E se pensiamo in modo più chiaro, facciamo scelte migliori. Semplice, no?»
Una risata percorre il gruppo.
Il Franti sorride, poi riprende: «Dai raga, ora prendiamoci una pausa, pranziamo e poi vediamo insieme cosa ci combinano questi “oracoli moderni del sapere”, come ci…»
Si interrompe, fa un gesto con la mano come a dire “lasciamo perdere”.
«Dai, a dopo, buon pranzo.»
Si gira verso il gruppo: «Vi lascio tranquilli, vi ho già allietato abbastanza…»
Fa qualche passo, poi si volta: «Se volete riprendiamo stasera, che poi domani si parte per l’ultima tappa.»
E sorridendo si avvia verso il suo furgone.
(Continua)
¹ La citazione di Luciano Floridi è tratta dall’intervento riportato su IAIC.it – https://www.iaic.it/news/floridi-lintelligenza-artificiale-non-esiste/
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