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Il Pescatore

Automobili nei fumetti

Nemmeno Lucio Dalla e ancora meno Roversi, poeta e paroliere di lusso del nostro cantautore futuro, avrebbero immaginato quanto l’automobile sarebbe diventata un problema per l’Umanità

L’anno del cavallo, volante, strisciante, volente e pure nolente, ci proietta velocemente – tanto per rimanere in ente – nel mezzo di una questione stringente – ehehehe – che ci prende di recente e che riguarda il passante che invece di andare a piedi – pedibus calcantibus diceveno nell’antiquas – vogliono andare  con un mezzo a motore. E qui si pone una questione reale: come sono fatte le automobili moderne? Ma soprattutto, nella modernità odierna, che taluni chiamano quotidianità, siamo davvero sicuri che per non andare a piedi serva un’auto? La domanda appare peregrina, forse anche un poco insubordinata, sbarazzina direbbero alcuni – e mi troverebbero concorde – eppure, amici cari, ho paura che la domanda sia urgente e ancora più urgente e poi mente, necessiti di rapida ed esaustiva – oddio no ti prego – esauriente – insomma ho paura che ancora non vada – soddisfacente, – meglio, – risposta. Ma come dice, anzi scrive, Gaetano e poi Currieri mentre torna o va allo Stadio, : 

Voglio trovare un senso a questa situazione

Anche se questa situazione un senso non ce l’ha

Il senso per dirla con Vasco e Gaetano e con tutte le persone di buon senso – eheheh – è che per risparmiare l’ambiente bisognerebbe non usare mezzi inquinanti, qualunque mezzo esso sia, e qualunque propellente esso usi: benzina, gasolio, carbone, petrolio, nafta, ibrido, elettrico, legna. Aspetta però, perchè hai messo anche elettrico fra gli inquinanti? Spiego, anzi, faccio spiegare dagli scienziati: 

benzina: 100-150 gr co2/km

gasolio: 100/150 gr co2/km

ibride : 135 gr co2/km

elettrico 60-100 gr co2/km

Quindi? Quindi se smettessimo di usare le auto faremmo un reale servizio a tutti, noi per primi, il resto è mancia o pancia. Le ricerche moderne hanno anche attestato che, attualmente: 

Negli Stati Uniti
“una auto elettrica emette nel ciclo di vita tra le 10 e le 23 tonnellate di CO2″
“una con motore endotermico nel ciclo di vita arriva a 82 tonnellate di CO2” 
In Europa
“l’elettrica emette nel ciclo di vita dalle 10 alle 21 tonnellate di CO2”
“le vetture endotermiche emettono nel ciclo di vita 44 tonnellate di CO2”.

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Ma, cari e care e carum, quando piove roba diversa dall’acqua, la quantità conta, ma per sporcare un abito bianco basta anche una singola piccola sbafaturina. Se poi invece dell’acqua venisse giù acido, anche poche gocce potrebbero rivelarsi letali. 

Che voglio da dì? Boh. 

E’ che la cosiddetta rivoluzione green nell’automotive – poi ditemi voi se non siamo terribilmente ridicoli – in realtà è un modo – ridicolo pure – per trovare un sistema – sostenibile – per toglierci molte più cose di quelle che vorremmo e, soprattutto, potremmo. Un sistema per togliere invece di dare. Togliere a noi più di quello che ci viene dato, in presunti servizi. Un sistema che funziona perfettamente. Con tutti.  Ognuno di noi. Ognuno.  

E quindi, torno a chiedere? Boh, torno a rispondere. 

Però se vai da un meccanico, e poi da un altro, e poi da un altro ancora, e poi senti uno, due, cinque, venti amici e tutti ti dicono che i loro meccanici sostengono la stessa cosa, e, guarda caso, quella cosa che sostengono amici e meccanici degli amici,  è identica a quella che ti hanno suggerito quei meccanici che hai sentito tu. 

“non cambiare l’auto – ma è vecchia – non farlo dammi retta – ma è a benzina – tienitela stretta, dacci retta”

La frase è questa. Proviene da una pletora di persone costituita nel modo che vi ho detto. Magari non avrà un valore statistico scientificamente rilevante, di sicuro non è stata ottenuta da un campione numerico valido, ma, ugualmente, permettetemi di dire che: un pensiero nasce e cresce e poi si solidifica, – lo stesso – anche in una mente semplice, per non dire sempliciottica, come la mia.

batlego

Succede poi che uno monta, da passeggero, su una di queste auto ibride moderne, e scopre, che, esse auto, anche se ancora non si guidano da sole, si prendono davvero molte “confidenze” coi propri guidatori/proprietari/utenti. Tipo accendere le luci da sole, avviare e gestire i tergicristalli in automatico e senza alcuna richiesta dell’utente alla guida, regolare in autonomia la temperatura interna del veicolo, al punto da costringere l’utente a tenere aperti i finestrini anche in pieno inverno per non morire di un colpo di calore a gennaio. Sempre che l’utente riesca ad aprire in autonomia i suddetti. 

E quindi, ribadisco? Boh, insisto a replicare.
Che ne posso sapere io, faccio il giornalista, per giunta malamente. Mi limito a insinuare il dubbio, cercando di provocare reazioni, magari serve. 

A dimenticavo, siete mai andati da un meccanico con una di quelle auto ibride di ultima generazione? Non per un guasto, no. Per il tagliando, quello imprescindibile, magari il primo, da nuova. Se avete avuto il coraggio e i soldi per potervi permettere di acquistare una di queste auto ibride che costano mediamente come un monolocale in una zona periferica di  una cittadina di provincia, avrete scoperto che il primo tagliando costa come un’utilitaria a benzina usata.
E vabbè che paragoni – direte voi – sarà, ma io preferisco avere un tetto sulla testa anche piccolo e non alla moda, per tutta la vita, che una roba con le ruote che dopo due anni vale come un’auto usata. Bye

ps. il titolo allude ad una sotto-rubrica che molto presto giungerà su queste colonne (le foto allegate sono un gentile anticipo). Ri-Bye


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