Ricorderete forse, o forse no, il pezzo detto anche post, di qualche settimana fa sul valore dei soldi prima e dopo l’euro. Un resoconto inutile, come spesso accade di fare al sottoscritto, deciso un giorno al volo mentre ascoltavo la radio e scoprivo che un’opera pubblica finanziata con cotanti milioni di euro era diventata, negli anni, ancora e ancora più costosa. Più di 160 milioni di euro, mi sono chiesto? Cipicchia. Averceli centosessantamilionidieuro, ho pensato. E da lì il passo per capire quanti fossero, per davvero, essi soldi, ora e prima di allora, mi è parso necessario, doveroso. Al link precedente già scorso e apparso – per i più attenti – trovate tutto il resoconto. In aggiunta a quelle considerazioni ho pensato che potesse essere interessante scoprire se quegli stessi 160 milioni di euro, visto che l’euro dal 2001 è diventato moneta comune europea, avessero e abbiano diverso valore – come da noi qui in italy – anche in altri paesi europei. Ho chiesto e ottenuto risposte. Non ve le anticipo. O forse sì? State qui e vedrete. Intanto un pò di musica non guasta mai.
Il dato è: 160 milioni di euro del 2001, oggi in Italia, minuto più mese meno, ne valgono 100. Minchia, direbbero i letterati, come passa veloce il tempo, e quanti danni fa, o porta con se, e con noi e pure voi. Ma se guardiamo da altri buchi di altre serrature ci accorgiamo che le cose non stanno proprio così.
In Spagna con quella cifra nel 2001 avevi fondi per comperare un patrimonio immobiliare importante, decine di appartamenti. Una fortuna considerevole. Volendo spendere quei soldi adesso, sempre lì fra la plaza e i toros, per dirla con Pieraccioni: in Spagna 25 anni dopo e con l’inflazione che c’è stata anche lì come quì, ebbene, coi soliti 160 milioni di euro, minuto più minuto meno, compreresti un patrimonio immobiliare considerevole per non dire importante. Certo, a parte l’inflazione, vanno fatti i conti – se parliamo di patrimonio immobiliare in cui investire – dei cambiamenti di valore del mercato sulla base di come è andata la compravendita e lo sviluppo immobiliare in questi 25 anni. Che tradotto significa che in alcune zone, città, e quartieri in cui avresti comprato 25 anni fa, compreresti meno, ma in altre zone invece di più e meglio. Quindi per il principio di compensazione degli euri – non esiste ma può far comodo adesso a noi – le cose più o meno rimangono invariate. Segnatevi questo passaggio – almeno mentalmente – perchè vale sempre e non lo ripeterò. In conclusione possiamo dire che in Spagna il potere d’acquisto dei 160 è rimasto pressochè inalterato.

Ovviamente se andassimo a Parigi e ci facessimo raccontare quanti franchi – i franchi francesi che ricordi – corrispondevano nel 2001 a 160 milioni di euro? Ebbene, carissimi, all’entrata in vigore della moneta unica, che poi tanto unica non si è rivelata in seguito, in Francia e in franchi – prendete il pallottoliere e scrivete – avreste ottenuto al posto dei 160, un miliarduzzo tonto tonto, anzi con un pochini di milioni in più ma mica così tanti, di franchi. Vabbè, fa impressione, ma poi, ogni mercato ha le sue regole, ogni paese il suo cambio, e conseguente inflazione e altre facezie. O anche fanonne. O fanipotine. Battute – pessime – a parte, mi sono domandato cosa avrei potuto azzannare con quei francuzzi nel 2001 a Paris e dintorni. E la risposta è stata uguale a quella in spagnolo, pure in francoise. Non sto a riscriverla, o la riscrivo? Vabbè dai, la faccio breve: il solito considerevole patrimonio immobiliare. Oggi come allora, pure in Francia.
Ho capito. Siamo alle solite. All’estero va tutto meglio. E’ sempre la stessa storia. Esterofili e piagnoni. Siamo noi. E forse ne abbiamo ben donde, per dirla in italico col birignao. Andiamo avanti.

In Germania come qualcuno ricorderà prima del 2001 e dell’euro c’era il marco tedesco. Lo stesso marco tedesco che proprio prima dell’arrivo della moneta unica europea era, senza tanto girarci intorno, una sorta di super moneta per gli europei, non scritta ne sancita da alcuna legge o decreto e/o editti vari. Ricordate il serpentone, o qualcosa di simile, monetario – non ci ho mai capito un gran che, devo ammetterlo – e tutti stavamo attaccati al valore del marco per capire se le cose andavano bene o male da noi e più in generale nel mercato comune europeo – il Mec – rispetto ai mercati del resto del mondo. Tipo quello americano o quello orientale, in particolare il giapponese, che in epoche diverse dalla nostra attuale, valeva di più del cinese. Allora lo yen e il dollaro sparigliavano assieme al marco. Oggi sono i cinesi a sparigliare con la loro moneta e soprattutto con la loro potenza industriale. Che ce volete fa, – se avete parenti o amici romani è più facile – così va il mondo. Come esattamente non lo so, però è così. Allora in Germania 160 milioni di euro nel 2001 valevano la bellezza di 312 milioni di marchi deutchillandi, per non dire tedeschi, per non dire nelle foreste nere. Con quei milioncini di marcolini sempre nel 2001 ci si comperava un sacco di cosette. Se volessimo fare un conto a lecca lecca saremo a 320 milioni di slurp, zolletta più leccata meno. E pensate, i chuppa chups tradotti in milioni di euro di oggi e parametrati al mercato attuale dei lecca lecca del 2026 , Germania est-ovest united, dopo i muri e le finestre e le tovaglie dello stare insieme da buoni fratelli, – reggetevi perchè c’è da non credere ai propri occhi e anche alle orecchie se qualcuno ve lo dice – e anche io fatico non poco, eppure, metto i due punti e vi dico: trecento e pure venti milioncini di lecca lecca si potrebbero comperare puro oggi, esatti esatti. Con la differenza sostanziale che fra il 2001 e il 2026 oltre ai soliti lecca lecca classici – soli soletti all’inizio degli anni 2000 – fatti con zucchero, sciroppo e aromi, – oggi avremmo un plotoncino affollato di lecca con varianti senza zucchero, vegane, e, soprattutto con ingredienti clean label. Che tradotto significa – per chi si fosse sintonizzato solo ora – adesso le etichette dei lecca lecca sono comprensibili a tutti. Nel 2001, invece e senza il clean label, i bugiardini dei lecca lecca erano veri e propri geroglifici – senza stele di Rosetta – e quindi chissà cosa abbiamo mangiato, e soprattutto, abbiamo fatto mangiare ai nostri bimbi. Mammamia.

Tornando sul pianeta terra e passando da Monaco di Baviera, abbiamo scoperto che coi soliti 300 e passa milioncini di marchi si comperava nel 2001 un vasto portafoglio immobiliare, lo dico un poco diverso sennò diventa noioso, ma è lo stesso per non dire istesimo, della Spagna e della Francia. Che ci volete fa, siamo italici. Gli altri stanno meglio. E’ un fatto.
Peraltro e senza voler polemizzare. Se invece di andare a bersaglio in modo semplice come ho fatto io da ignorante quale sono. Si volesse provare a ragionare di potere di acquisto e svalutazione e usare tutte quelle formule da super esperti anche andando sui portali instat o eurostat o franco-spagno-detesch, vi accorgereste che, invece, i ragionamenti semplici non esistono e i conti non tornano.
Peraltro – seconda edizione – se prendessimo come pietra di paragone il valore della lira rispetto all’euro, e la svalutazione e l’inflazione e tutto er cucuzzaro che ne è conseguito nei 25 annetti trascorsi. E se questo argomento provassimo a farlo risolvere a google. Ci accorgeremo che nel listato del motore di ricerca, pagina uno, le soluzioni proposte dall’algoritmo varierebbero in modo clamoroso, per non dire incredibile. Ho provato e ho visto che le dieci o circa, voci della prima pagina del sempiterno e inappuntabile engine – motore per gli amici – differiscono l’una dall’altra talmente tanto da essere comiche, per non dire ridicole. Provate a farlo anche voi, empiricamente. Chissà cosa vi restituirà la vostra bolla algoritmica? Perchè non va dimenticata la regola aurea del nuovo mondo digitale: tutto è algoritmicamente filtrato, persona per persona. Nessuno vede le stesse cose sul proprio schermo di riferimento. Ognuno vede un mix fra il risultato delle proprie scelte quotidiane di ricerca e navigazione online, filtrato e aggiustato dagli algoritmi dei posti con cui ha interagito, – lui l’utente – aigennarine comprese. Magari un giorno ne riparliamo diffusamente, magari no.
Boh. – mi sembra un bel quasi-saluto finale
Grazie e a presto. Bye
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